Fare l’amore in gravidanza e nel post parto

a cura di Dianora Torrini, ostetrica

Fin dai primissimi momenti di gravidanza nella donna avvengono una serie di cambiamenti fisici e psicologici, di cui è bene tenere conto per poter affrontare con serenità e consapevolezza il rapporto di coppia, sia durante la gravidanza che il dopo parto. Non è infatti necessario rinunciare alla propria relazione di coppia, la quale, anche nel momento dell’attesa, può essere ricca e soddisfacente per entrambi i partner.

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L’aborto del primo trimestre

a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

L’aborto spontaneo del primo trimestre, avviene durante le prime 12 settimane di gestazione, è un evento piuttosto frequente che si manifesta essenzialmente attraverso perdite ematiche e in alcuni casi dolori tipo mestruali di intensità variabile, dovuti alla contrazione del muscolo uterino.

La comparsa di perdite ematiche è un momento piuttosto difficile per la coppia perché si rende conto che qualcosa può non andare bene, che la gravidanza potrebbe essere a rischio e che potrebbe anche interrompersi. Inoltre, nonostante l’aborto spontaneo del primo trimestre sia un evento piuttosto frequente del quale si sente spesso parlare è comunque un evento inaspettato che può causare stress, ansia e sensazione di impotenza.

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Travaglio e parto…l’ossitocina

L’ossitocina viene definito come l?ormone dell?amore poichè governa gli aspetti del comportamento riproduttivo dell?uomo e della donna. È la principale sostanza prodotta dal corpo femminile che controlla il decorso del travaglio poichè stimola le contrazioni uterine.

L’utero delle donne si contrae anche fuori gravidanza, ad esempio durante l?ovulazione, durante un rapporto sessuale quando si verifica un picco di ossitocina associato all?orgasmo, oppure durante le mestruazioni. Inoltre la produzione di ossitocina induce comportamenti legati alla sfera dell’accudimento, garantisce il trasporto degli spermatozoi durante il rapporto sessuale e la fuoriuscita del latte dal seno.

Durante l’allattamento è proprio la suzione del bambino che favorisce la produzione di ossitocina.
L’ossitocina, però è  un ormone timido ovvero la sua produzione viene inibita da ansia, stress, dolore, preoccupazioni, persone estranee, rumori, distrazioni e luci forti.

L’ossitocina in gravidanza

L’utero non si contrae soltanto quando inizia il travaglio ma gi? durante la gravidanza si verificano alcune contrazioni non dolorose che compaiono sporadicamente. Queste provvedono a favorire una buona circolazione sanguigna alla placenta, a mantenere il muscolo ben tonico allenandolo anche a contrarsi come reazione a movimenti del bambino, ad uno spostamento corporeo e, nelle ultime settimane di gravidanza iniziano ad essere avvertite dalla donna come un vago senso di fastidio (contrazioni di Braxton Hicks).
Questo tipo di contrazioni può quindi iniziare e presentarsi casualmente durante il giorno diventando poi più regolare.

La nascita

Come nascono i bambini?

Questa domanda è sicuramente nella top ten delle domande più richieste.

Le risposte a questa domanda sono spesso molto superficiali “dalla pancia” molto sbrigative “dalla patata o con il cesario” e quasi sempre insoddisfacenti, sia per i bambini che le pongono, che per molti giovani e giovani adulti (“io figli non ne voglio perchè non voglio essere squartata” o “io farò il cesareo come mia madre perchè si sente troppo male”).

Come nascono i bambini è quindi, ancora, un tabù (riponiamo speranze in youtube e nelle madri che condividono le loro storie di parto).

Questo tabù, che ha radici lontane, ma robuste, ce lo trasciniamo dietro…fin dalla nostra nascita.

Si parla poco di parto in generale, si parla pochissimo del proprio parto (almeno degli aspetti strettamente corporei e sensoriali), ancor meno della propria nascita. Quando si parla di parto, spesso se ne parla per evocare ricordi traumatici non elaborati, o solo parzialmente risolti, più raramente in modo estatico e trionfante.

Come si viene al mondo, rimane per molti un mistero.

Per alcuni, si tratta di un procedimento meccanico, come da “manuale”, si nasce fin dalla notte dei tempi, è una cosa normale, non bisogna farci tante storie sopra (!);  per molte donne, ahimè, è ancora oggi una questione di “bravura” e “fortuna”: solo se sei “brava” o “fortunata” puoi partorire al meglio. Quindi il parto è ancora per molte persone, per molte partorienti e per molti sanitari qualcosa che accade, senza che si possa avere più di tanta voce in capitolo.

Invece.

Invece il parto è un’esperienza importante per la madre e per il bambino che non andrebbe mai banalizzata, semplificata, meccanizzata, in quanto esperienza intrinseca a chi la vive, nel qui ed ora, in grado di influenzare il benessere della persona a breve medio e lungo termine.

Quindi non bisognerebbe arrivare al parto circondati di arcaico mistero.

Non bisognerebbe nemmeno arrivare al parto come si arriva alla selezione per le Olimpiadi, perchè non è una “prestazione”.

Non bisognerebbe arrivare al parto disinformati, o ignari di come funzionano le cose. Le cose fisiche, le cose psichiche, e l’eterno intreccio tra le due.

Avere una buona cultura generale sul parto e sul ruolo nel parto della donna e del suo cerchio (partner, amica, doula, operatori sanitari) è molto importante in termini di prevenzione e di promozione della salute e dovrebbe riguardare TUTTI: non solo l’ostetrica, non solo la gravida.

Negli ultimi quindici anni, per fortuna, qualcosa sta cambiando: le donne son più libere di esprimersi su questo tema in modo aperto e si riuniscono, sia sul web che dal vivo per parlare di sessualità, gravidanza e parto con più naturalezza rispetto al passato.

Anche le ostetriche stanno facendo un importante lavoro di educazione sociale e di rete intorno alle madri, e finalmente, si comincia ad affrontare l’argomento parto ben prima di arrivare … in sala parto!

Come per tutti gli argomenti della fisiologia umana, anche il parto è un tema troppo vasto per essere affrontato in un post.

Vediamo allora con l’ostetrica Dianora Torrini gli aspetti “tecnici” del parto, lasciando quelli emotivi ad un post successivo.

Il Periodo Espulsivo

Quando la dilatazione è completa e la mamma inizia a sentire voglia di spingere siamo arrivati al periodo espulsivo. (Nota dell’autrice: all’inizio non ci si crede, che arriverà, ma poi arriva: abbiate fiducia!).

Durante questa fase le spinte durante la contrazioni permettono al bambino di scendere nel canale da parto.

Non ci sono posizioni obbligatorie da assumere: scegli la posizione che è per te più confortevole.

Fase di transizione

Si individua tra la dilatazione completa ed il periodo espulsivo.
Il corpo ti segnala l”imminente separazione dal tuo bambino.

Anche in questa fase si attiva il sistema di attacco-fuga e, se si verifica l’”attacco”, i premiti iniziano improvvisi e forti e si può avvertire paura e disorientamento iniziale.

Se si verifica invece la “fuga” si ha un rallentamento del travaglio, assenza di premiti, bisogno di aspettare un po’ di tempo e quando sarai pronta i premiti inizieranno causando un’espulsione rapida. Questa modalità è caratterizzata da una diminuzione dell’attività contrattile durante quale la madre può riposarsi, recuperare energie per affrontare l’ultima fase.

I fondamenti della legge dello sfintere

Gli sfinteri escretori, cervicali, vaginali funzionano meglio nell’intimità e in un luogo privato, ad esempio un bagno con una porta e la chiave o una camera nella quale sia impossibile o improbabile entrare

Questi sfinteri non possono essere aperti a piacimento né reagiscono a un comando (tipo “spingi!” o “rilassa!”)

Quando lo sfintere di una persona entra nel processo di apertura è possibile che si chiuda all’improvviso se il soggetto si arrabbia, è spaventato, umiliato, o impacciato.

Perché? Perché alti livelli di adrenalina nel sangue non favoriscano (talvolta addirittura bloccano) l’apertura degli sfinteri.

Lo stato di rilassamento della bocca e della mascella è direttamente correlato alla capacità della cervice, della vagina e dell’ano di aprirsi completamente

da La gioia del parto, Ina May Gaskin

COSA FARE?

LE POSIZIONI
Durante tutto il travaglio è necessario muoversi, sperimentare innumerevoli posizioni, per riuscire a trovare quella più comoda che ti permetta di affrontare al meglio le contrazioni, ricordandosi che non è detto che quella che preferisci all’inizio del travaglio possa rimanere tale a metà percorso o quando inizia il bisogno di spingere. Questo accade perché il bambino cambia posizione e si muove all’interno dell’utero e del canale vaginale, perché il dolore all’inizio può esser percepito a livello lombare e successivamente, col progredire del travaglio, invece più a livello della pancia. Non c’è una posizione perfetta, giusta o corretta, devi provare e riprovare.
Inoltre, tutte le posizioni che non siano quelle supine permettono casino online una maggiore efficacia delle contrazioni sulle modificazioni e la dilatazione del collo dell’utero, aumentano l’intensità (non la percezione dolorosa) e la durata delle contrazioni riducendone la frequenza, permettono una maggior mobilità del bacino e ed inoltre permettono al bambino di trovare la posizione più facile per entrare nel canale da parto per compiere tutti i suoi movimenti e sfruttare al meglio lo spazio che deve percorrere.

LA SPINTA
Non esiste un modo di spingere giusto o sbagliato, inizialmente la sensazione di spingere sarà vaga e soltanto quando la testa del bambino arriverà a premere sui muscoli del perineo la voglia di spingere diventerà impellente, irrefrenabile ed incoercibile che non può essere assolutamente trattenuta.
All’inizio sentirai i premiti solo all’apice della contrazione in seguito (quando il bambino è sceso di più) li avvertirai durante tutta la contrazione che comincia con la spinta e non più con il dolore.

Probabilmente in questa ultima fase sentirai il bisogno di emettere suoni o gridare; non c’è nessun bisogno di inibire queste sensazioni cercando di fare silenzio. Inoltre può accadere che l’intestino si svuoti quando la testa del bambino preme sul retto oppure dovrai vomitare. Alcune donne si vergognano o si sentono inibite nel lasciarsi andare a questi riflessi naturali in presenza di altre persone. L’ostetrica è abituata a queste situazioni perchè è normale che ciò avvenga ed anzi, è preso come un segno positivo di imminenza del parto. La persona che accompagna e sostiene la donna (partner, marito, amica/o, sorella, fratello, mamma…) spesso è posizionata vicina alla testa della donna e non vede queste reazioni corporee spontanee.


E IL BAMBINO?

Il bambino inizia la sua discesa nel canale uterino e vaginale grazie alle spinte e alle contrazioni, per scendere deve compiere un movimento a spirale per poter sfruttare al meglio lo spazio del canale da parto.
Quando la testa del bambino scendendo inizia a distendere i muscoli del pavimento pelvico e della vagina stimola ulteriormente il rilascio di ossitocina. Quando la testa raggiunge il perineo è normale provare una sensazione di bruciore, come un cerchio di fuoco e anche questa volta si ha un picco di ossitocina che mantiene la voglia di spingere e assicura una certa quantità di ossitocina nell’organismo dopo la nascita. In questo momento sarai ansiosa di spingere forte fuori il tuo bambino invece è importante che questa fase si svolga lentamente per permettere ai tessuti di adattarsi alla testa del bambino e per facilitarne l’uscita.
Durante la discesa del bambino attraverso il canale da parto, i muscoli del pavimento pelvico si aprono verso l’esterno e la vagina si allarga per accompagnare il bambino nel suo viaggio verso la nascita
Una volta che la testa è uscita spesso segue una pausa durante la quale il corpo del bambino è ancora dentro il tuo corpo a questo punto il bambino compierà un movimento elicoidale per far uscire anche le spalle e il resto del corpo. La completa fuoriuscita avverrà con la contrazione successiva durante la quale usciranno le spalle una per volta e il resto del corpo… tutto questo avverrà in un attimo!

Riferimenti bibliografici:

• D&D n° 59, Il tempo dei prodromi, SEAO
• D&D n° 60, Il bambino nel parto, SEAO
• L’ostetrica e l’arte del sostegno, Andrea Robertson, McGraw-Hill
• La gioia del parto, Ina May Gaskin, Bonomi editore
• Pro-muovere il parto. La postura come procedura nel travaglio e nel parto, Anita Regalia, Carocci editore

Essere benessere

Le parole “bene” e “benessere”  sono molto utilizzate nella nostra cultura, sia come termini semplici che in locuzioni più articolate.

Digitando su google la parola “bene” questa è indexata in 68.300.000 pagine, mentre “benessere” è presente in 24.800.000 voci. Se combiniamo le parole “benessere” e “salute”  le voci salgono a oltre 30.000.000, a testimoniare la sinergia d’impiego di questi due termini.

Bene e benessere sono utilizzate non solo in modo letterale, come da dizionario, ma in maniera estesa, p

er rappresentare una vasta gamma di concetti. In molti ambiti, soprattutto nel web, il ricorso a questi due termini è divenuto quasi compulsivo.

La pubblicità e il marketing in generale hanno investito per anni sulle parole “bene” e “benessere” per vendere i prodotti più disparati (dalle diete dimagranti, ai coloranti per capelli, alle pentole), per vendere stili di vita, o per incoraggiare cambiamenti culturali di massa (alimentari, estetici, e più in generale relativi alle scelte del singolo e delle famiglie): le “promesse” pubblicitarie vertono tutte s

u una soddisfazione immediata dei desideri o dei sensi, o sull’acquisizione, in un futuro non meglio precisato, di un maggiore livello di benessere rispetto a quello attuale.

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L’importanza della lettura ad alta voce ai bambini

“I bambini, anche quelli piccolissimi,
hanno bisogno di libri e di storie.
Hanno bisogno di adulti che sappiano trasformare
le parole scritte in suoni capaci di
cullare, accarezzare, divertire.”
(Rita Valentino Merletti)

Leggere storie ai bambini contribuisce, in maniera determinante, al loro sviluppo. Le storie consentono di affrontare argomenti difficili utilizzando il linguaggio dell’immaginazione, tipico delle storie, ovvero fortemente simbolico, ricco di immagini e metafore. Un linguaggio che appartiene da sempre ai bambini.

Il linguaggio comune e più diretto, invece, impoverisce e sminuisce l’emozione che vorremmo descrivere. Le storie sono esperienze per vivere in modo alternativo il parlare e il sopportare le forti emozioni: orgoglio, paura, rabbia, gioia.

 Raccontare una storia è un gesto rispettoso, meno invadente ed esplicito, decisamente più empatico di affrontare le emozioni forti che preoccupano il bambino, lasciandogli lo spazio per un’elaborazione in chiave personale.

Una storia, inoltre, può far vedere e sentire una verità più profonda di quanto sarebbe possibile con un linguaggio diretto:  le parole diventano nutrimento, conforto, condivisione di memoria e vissuto, aiutando a superare i momenti difficili. Una parola che si faccia conoscere dal bambino con tutta la sua carica di creatività, fantasia di suono, di ritmo, conservando più a lungo tutta la sua magia.

E’ importante fornire ai bambini storie che li invitino a creare immagini mentali proprie, limitando pertanto di far costruire loro il proprio immaginario su figure prefabbricate continuamente proposte dai mass media. La presenza della televisione, con il suo linguaggio sempre uguale, costantemente spiegato dall’immagine che lo sostiene, purtroppo ha tolto magia, inventiva e mistero alla parola. Il bambino spesso si trova in solitudine di fronte ad un linguaggio televisivo, da cui è assente ogni componente ludica e relazionale.

La lettura ad alta voce delle storie da parte dell’adulto, che è anche un punto di riferimento affettivo, crea invece nel bambino una piacevole abitudine all’ascolto, che si dà per scontato che si formi da sola: è piuttosto una qualità da coltivare con estrema cura, aumenta la capacità di gustare tempi di attesa più lunghi e suscita il desiderio di imparare a leggere da soli.

I bambini a cui si leggono regolarmente storie, fiabe, filastrocche, poesie evidenziano un precoce sviluppo del linguaggio, posseggono un vocabolario più ricco ed hanno una maggiore capacità di esprimere in modo corretto e articolato il proprio pensiero.

 Molti adulti si ritengono perplessi in merito alla “violenza” dei contenuti, sulla natura “irrealistica” di quanto raccontano e sulle vicende troppo “antiquate” delle storie: è necessario sapere che, di ogni storia che il bambino ascolta, si appropria di ciò che in quel momento più gli occorre e gli preme; ecco perché le preoccupazioni degli adulti sono spesso eccessive e riferite più alla sensibilità propria che a quella del bambino.

E’ inoltre sostenuto che, incontrare le tante paure presenti nelle storie, sia uno dei mezzi più efficaci per difenderci da quella che è la Paura più grande: quella dell’abbandono, della solitudine totale, della morte. Per il bambino, poter vivere la paura in un contesto fondamentalmente protetto è utile, perché ne sperimenta la sostenibilità, grazie al fatto che le proprie paure sono vissute dai suoi protagonisti in una storia immaginaria e che sono condivise con l’adulto.

Bibliografia

Rita Valentino Merletti, Leggere ad alta voce, Modadori Editore SpA

Sunderland Margot, Using telling as a therapeutic tool with children, Publishing Ltd Oxon UK

Paolo Roccato, Crescere dentro, articolo pubblicato su UPPA n.5 set/ott 2005

Grazie a Vanna Mancuso per gli spunti e il contributo a questo articolo

Infezioni alimentari in gravidanza

Infezioni alimentari in gravidanza
Infezioni alimentari in gravidanza

A cura della dott.ssa Ilaria Fantaccini,

ginecologa centro Futura diagnostica medica PMA-Firenze

In gravidanza si parla spesso di infezioni alimentari, ma quasi sempre si fa riferimento solo alla toxoplasmosi. In realtà le donne in gravidanza dovrebbero conoscere almeno altre due infezioni molto importanti, la cui prevenzione è però meno divulgata sia a livello medico che di informazione di massa.

Listeriosi

La listeriosi e’ una malattia caratterizzata dal batterio Lysteria monocytogenes, per cercare di evitare l’infezione si consiglia:

  • Bere solo latte pastorizzato o UHT
  • Evitare di mangiare carnio altri prodotti di gastronomia senza che questi vengano di nuovo scaldati ad elevate temperature.
  • Evitare di contaminare cibi in preparazione concibi crudi e/ o provenienti da banconi di supermercati, rosticcerie.
  • Non mangiare formaggi molli se non si e’ certi che siano prodotti con latte pastorizzato
  • Non mangiare pate’ di carne freschi e non inscatolati
  • Non mangiare pesce affumicato

 

Salmonellosi

La salmonellosi è una tossinfezione alimentare a trasmissione oro fecale causata dalle cosiddette ‘Salmonelle minori’ (cioè non quelle che sono causa del Tifo) tra cui ad esempio la Salmonella thiphimurium o la Salmonella enteritidis)

E’  veicolata da alimenti e piccoli animali domestici contaminati

Per diminuire il rischio di salmonellosi si consiglia:

  • lavare frutta e verdura prima del consumo
  • lavare le mani prima e dopo la preparazione degli alimenti
  • refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori per garantire un rapido abbattimento della temperatura
  • cuocere bene la carne di maiale pollame e le uova
  • evitare o limitare il consumo di alimenti come creme e gelati preparati con uova rotte o sporche
  • consumare latte pastorizzato o UHT
  • proteggere il cibo preparato dalla contaminazione di insetti e roditori
  • evitare le contaminazioni tra i cibi separando quindi i cibi cotti e dai  crudi
  • evitare che le persone che riferiscono diarrea preparino gli alimenti.

 

(tratte dalle linee guida della gravidanza fisiologica del Ministero della Salute)

Agopuntura e infertilità

[…] Da secoli, per migliorare la fertilità, la Medicina Tradizionale Cinese utilizza l’agopuntura (di solito combinata a fitoterapia e a indicazioni dietetiche). Oggi ci sono diversi studi scientifici che ne testimoniano l’efficacia: <<Si tratta per lo più di studi condotti su gruppi di donne sottoposte a fecondazione assistita>>,  conferma il dottor Vannacci. <<I risultati hanno dimostrato che, praticando l’agopuntura prima del trattamento di fecondazione, aumentano significativamente (secondo alcuni studi, addirittura, raddoppiano) le probabilità di riuscire a intraprendere una gravidanza. Per questo motivo sono sempre di più i Centri di Fecondazione Assistita che offrono un Servizio di Agopuntura al loro interno, o che indirizzano la donna ad agopuntori di fiducia>> […]

Leggi il resto dell’articolo su Dolce Attesa in edicola.

Altri articoli del dott. AlfredoVannacci su questo tema:

Registro agopuntori esperti in fertilità

Il trattamento dell’infertilità richiede spesso un insieme di competenze diverse e un’attenta gestione del rapporto medico paziente, nell’ambito di un approccio che deve essere sempre multidisciplinare. In questo contesto i medici agopuntori che si occupano di fertilità devono essere formati con competenze interdisciplinari che permettano loro di supportare le donne, gli uomini, le coppie infertili in una corretta programmazione e gestione delle loro problematiche cliniche, psicologiche e relazionali.

Il trattamento stesso dell’infertilità in agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese è articolato, individualizzato e irto di difficoltà. Non necessariamente un qualsiasi medico agopuntore, per quanto bravo e formato nella sua disciplina di base, è automaticamente la persona adatta per seguire una coppia con problemi di fertilità. L’approfondimento dell’infertilità in Medicina Cinese è infatti di un percorso complesso che richiede preparazione di base, esperienza e continui aggiornamenti professionali, sempre svolti alla luce delle ultime prove di efficacia disponibili nella letteratura scientifica.

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Nutrizione e fertilità

Prima di poter nutrire un bambino che cresce dentro di te, devi imparare a nutrire te stessa.

Kim Hahn and the editors of Conceive Magazine

Prof Alfredo Vannacci,
Neurofarba, Università degli Studi di Firenze.
Contatta l’autore

Tutti gli apparati del nostro organismo hanno bisogno di livelli adeguati di nutrienti, sia in termini quantitativi che qualitativi ed il sistema riproduttivo non fa certo eccezione. In linea generale le raccomandazioni per una corretta alimentazione durante il concepimento (e per molti versi anche durante la successiva gravidanza) non si discostano tanto dalle raccomandazioni generali della moderna scienza nutrizionale per un buono stato di salute, anche se esistono alcuni aspetti specifici di cui è necessario tenere conto. Le raccomandazioni riportate in questo articolo derivano dalla letteratura scientifica internazionale e devono essere intese come linee di guida di provata efficacia a cui fare riferimento nella scelta quotidiana degli alimenti da assumere quando si è in cerca di una gravidanza. Non possono essere tuttavia considerate indicazioni dietetiche valide in ogni circostanza, né quando siano presenti patologie; in ogni caso si rimanda alla consulenza con un medico, un dietista o un nutrizionista per la definizione del programma alimentare più adeguato alla singola persona. Leggi tutto “Nutrizione e fertilità”