Infertilità e agopuntura

Infertilità trattamento

Sia nell’uomo che nella donna la fertilità raggiunge l’apice tra i 20 e i 25 anni per poi cominciare a diminuire seppur in maniera diversa tra i due sessi.

 Articolo a cura del dott. Alfredo Vannacci, Centro per la Medicina Integrativa, Università degli Studi di Firenze; Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA, consiglio direttivo e commisione ricerca) e del dott. Carlo Maria Giovanardi, Presidente Associazione Medici Agopuntori Bolognesi, presidente Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA)

Con il termine infertilità si definisce l’incapacità di una coppia a intraprendere e portare a termine una gravidanza dopo un certo periodo di rapporti sessuali non protetti. Il limite temporale di riferimento è di almeno un anno, ma è un indice relativo che dipende molto dall’età della coppia e in particolare da quella della donna.

Leggi tutto “Infertilità e agopuntura”

Ri-nascita: la gravidanza dopo un lutto

Progetto Piccoli Principi - www.giovannipresutti.com
Progetto Piccoli Principi - www.giovannipresutti.com

“Siamo di nuovo incinti: ho paura da morire e sono felice da morire”

A cura di Claudia Ravaldi

La maggior parte delle coppie colpite da lutto perinatale cerca una nuova gravidanza entro l’anno successivo alla perdita; la nuova gravidanza non interrompe i vissuti legati al lutto precedente, e spesso li amplifica.
I genitori definiscono questa nuova esperienza come un ottovolante emotivo, in cui ricordi e pensieri del passato si fondono con le aspettative e il desiderio di Vita del futuro.
Affrontare la nuova gravidanza nel migliore dei modi non può prescindere dalla gestione del lutto precedente e dalla costruzione di un legame profondo, da genitore a figlio, col nascituro.
Scopo di questo articolo è aiutare le coppie e gli operatori a fare chiarezza sull’esperienza delle “gravidanze successive”, con l’obiettivo di conquistare la serenità sufficiente a apprezzare pienamente la nuova maternità.

Leggi tutto “Ri-nascita: la gravidanza dopo un lutto”

Se ne dicon di parole… che fanno male

a cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

parole“Alberto, smetti di piangere, non sei una femminuccia!” (nonna Maria)
“Laura, sei veramente un’isterica, resterai zitella!” (mamma Alessandra alla figlia di 10 anni)
“Alice, ti comporti come un maschiaccio!” (la maestra della scuola materna)
“Ma come, alla tua età non hai ancora baciato nessuno?” (zia Cinzia, alla nipote sedicenne)
“Io non voglio allattare, perché mi hanno detto che poi il bambino si attacca troppo” (Michela, in attesa di Manuel)
“Mio marito ha detto che vuole la sua libertà, perché così grassa come sono non mi riconosce più” (Silvia, in cura per sovrappeso)
“Ogni volta che mi metto a dieta, lui torna a casa con un dolce per tutti!” (Roberta, affetta da diabete di secondo tipo)
“Mia figlia ha preso la bellezza da me, e l’intelligenza da suo padre” (Angelica, parlando della figlia di sei anni)

Leggi tutto “Se ne dicon di parole… che fanno male”

La relazione madre-bambino nei disturbi alimentari

a cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

relazione madre-bambinoIn infanzia ed adolescenza l’espressione del disagio emotivo e relazionale, così come la risposta a fattori stressanti di varia natura, passano frequentemente attraverso lo sviluppo di una sintomatologia incentrata sul comportamento alimentare o, più in generale, su espressioni somatiche (dolori addominali o epigastrici, disturbi digestivi, rifiuto del cibo) di disagio, spesso fin dalla prima infanzia.

Questa sintomatologia che si esprime attraverso il corpo ed il comportamento del bambino, riguarda e coinvolge in realtà la relazione con il care giver e con le figure di riferimento, e può rappresentare un primo segno di una “cattiva” o difficile sintonizzazione e reciprocità all’interno della diade, fin dai primi momenti di interazione (Cammarella et al., 2001).

Leggi tutto “La relazione madre-bambino nei disturbi alimentari”

Mindfulness per la riduzione dello stress psicofisico

Thich Nhat HanhSe vogliamo essere felici, dobbiamo innaffiare il seme della consapevolezza che è in noi. La consapevolezza è il seme dell’illuminazione, dell’attenzione, della comprensione, della compassione, della liberazione, della trasformazione e della guarigione.

Thich Nhat Hanh, 1994

 

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia dell’ONU che ha l’obiettivo di far raggiungere a tutte le popolazioni il livello di salute più elevato possibile, la salute è “lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non può intendersi come semplice assenza di malattia”. La salute è uno dei diritti fondamentali dell’essere umano, e come tale tutti i paesi hanno il compito di promuoverla perseguendo tutti i canali, incluso il canale sociale, psicologico etc. Tra gli scopi dell’OMS ci sono la ricerca e la prevenzione, nonché la modifica di tutti quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli. La salute dell’individuo, intesa come benessere psichico, fisico e sociale, diviene quindi salute della collettività e va da sé che uno stato attento alla promozione delle risorse individuali e sociali promuove salute, riducendo il rischio di tutti quegli eventi che possono provocare la malattia.

Leggi tutto “Mindfulness per la riduzione dello stress psicofisico”

Accesso consapevole alla diagnosi genetica prenatale

Diagnosi ecografica prenatale
Diagnosi ecografica prenatale

matermundi e CiaoLapo Onlus insieme per una corretta informazione nella diagnosi prenatale

A cura di Claudia Ravaldi

psichiatra psicoterapeuta

L’associazione CiaoLapo Onlus si occupa di sostegno ai genitori colpiti da lutto in gravidanza. Nata per dare conforto ai genitori vittime di morte intrauterina, da subito si è posta al fianco di tutti i genitori che in epoca prenatale e perinatale, per cause le più disparate, perdono i loro figli. Nella comunità in crescita di CiaoLapo, che oggi conta circa 500 iscritti, accogliamo con la stessa apertura basata sul rispetto e sul non giudizio tutti i genitori che necessitano di condividere il peso del lutto, e che cercano di ricominciare a vivere dopo la morte dei loro figli. Tra questi, molti sono i genitori che vivono la disperazione di un lutto successivo ad un interruzione terapeutica di gravidanza, o che restano vittime di complicazioni successive ad una diagnosi prenatale invasiva.

La letteratura scientifica pone in evidenza come il lutto successivo a amniocentesi o ad interruzione terapeutica di gravidanza sia estremamente difficoltoso da elaborare, e incida spesso pesantemente sulla qualità della vita della madre e della coppia.

Leggi tutto “Accesso consapevole alla diagnosi genetica prenatale”

Contraccezione in puerperio

a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Jessica Borgogni, psicologa

<img width="150" vspace="10" hspace="

15″ height=”150″ align=”left” alt=”contraccezione” src=”/images/2010/03/150/contraception.gif” />Dopo il parto il corpo della mamma si riadatta fisiologicamente alla nuova condizione, e recupera gradualmente le sue funzioni precedenti. Anche gli ormoni si modificano, l’utero riprende le sue dimensioni precedenti all’inizio della gravidanza e anche le ovaie recuperano il loro abituale pattern.

L’arrivo del nuovo nato, l’allattamento, i cambiamenti nelle abitudini e in alcuni ritmi fisiologici (tipo il ritmo sonno veglia, che spesso è modificato in funzione delle esigenze del bambino) non impediscono al corpo materno di riprendere le sue funzioni.

E’ dunque importante conoscere la fisiologia del puerperio e poter pianificare un’adeguata contraccezione.

Leggi tutto “Contraccezione in puerperio”

Genitorialità e lutto nella morte perinatale

A cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

bambino in uteroLa storia di un bambino può avere origini molto antiche nella mente dei suoi genitori. Diventare genitori è un processo che si estende lungo un arco temporale ampio e non si riduce ad un evento puntiforme sancito dalla nascita del bambino; la genitorialità ha luogo nella mente e nel corpo dei genitori e può avere inizio sul piano esclusivamente ideativo e immaginifico ben prima che avvenga il concepimento.

Quando si realizza la gravidanza e il bambino è reale e presente nel ventre materno, prende forma un primo legame di attaccamento, che è specifico di quella relazione con quel bambino in quel momento (non siamo di fronte ad una attesa generica, ma viviamo quell’attesa, legata a quel particolare momento storico), e la famiglia inizia a creare un nuovo e fisiologico spazio per accogliere il nascituro. Molto spesso la gioia dell’attesa trasporta i genitori ben oltre il quotidiano, li proietta in un futuro dove la nascita è già avvenuta e la presenza del bambino è finalmente disvelata, e fisicamente definita nel quotidiano familiare; questa proiezione può avvenire naturalmente fin dalle prime settimane di gravidanza, a dispetto di ogni tendenza volta a informare la donna delle elevate possibilità di aborto spontaneo o di perdita fetale (Pullen, 2008). Immaginare il nuovo bambino nella propria realtà quotidiana, ristrutturare ed adattare la coppia – famiglia all’ingresso del figlio ha una precisa funzione evolutiva, fa parte di un processo descritto da numerosi autori che si sono occupati negli anni di genitorialità (Righetti e Sette, 2000; Ammaniti 2008). Divenire madre, divenire padre, contrariamente a quanto si possa pensare, non avviene al momento del parto, ma, fisiologicamente, spesso in modo impercettibile e inconscio durante tutto il percorso di genitorialità.

Leggi tutto “Genitorialità e lutto nella morte perinatale”

Primi Passi…nella Pancia della Mamma

Per le mamme dalla 20 settimana di gravidanza, in poi e per i loro bambini.

A cura di Claudia Ravaldi, Dianora Torrini, Jessica Borgogni

Gentile mamma,

la salute del tuo bambino e il benessere della tua gravidanza sono fatti anche di piccoli gesti.

Tra questi, imparare a riconoscere le abitudini del tuo bambino, già nella pancia, ha un profondo valore perché con l’ascolto e la partecipazione potrete entrare in contatto e conoscervi, ancora prima di esservi visti!

In particolare, imparare a distinguere i diversi movimenti del bambino, e tracciarne una mappa quotidiana diviene un prezioso strumento della vostra relazione. Come in una danza, il tuo bambino comunicherà attraverso il movimento molte diverse sensazioni, cui tu presto imparerai a rispondere.

Una buona analisi dei primi passi del tuo bambino può inoltre fornire un indice di benessere utile sia all’ostetrica che al ginecologo per valutare lo stato di salute del bambino.

Andiamo allora insieme a scoprire i movimenti fetali!

Leggi tutto “Primi Passi…nella Pancia della Mamma”

Perchè è preferibile allattare al seno

a cura di Dianora Torrini

Ormai è stato ampiamente dimostrato che il latte materno è il migliore alimento per il bambino nei suoi primi sei mesi di vita, è un alimento unico e non riproducibile.

Vi sono delle situazioni che impediscono ai bambini di nutrirsi con il latte delle mamma o situazioni nelle quali le mamme non possono allattare, in questi casi, piuttosto rari, è chiaramente necessario alimentare i neonati con il latte artificiale dal quale traggono maggiori benefici.

Tranne in queste particolari situazioni,che affronteremo in un prossimo articolo, i benefici del latte materno sono nettamente superiori, in termini sia di salute materna, sia del bambino, sia della società che a livello ambientale.

Per quanto riguarda la salute del bambino, l’utilizzo di latte artificiale aumenta, sia nei paesi in via di sviluppo che nei paesi “evoluti”, l’incidenza di alcune malattie infettive, tra le quali la meningite batterica, batteriema, diarrea, infezioni delle vie respiratorie, enterocolite necrotizzante che colpisce soprattutto i neonati prematuri, otite media, infezioni delle vie urinarie.

L’otite media è stata identificata come una delle cause più frequenti di richiesta di visite mediche; da uno studio USA risulta che i bambini non allattati al seno nel loro 1°anno di vita mostravano una ricorrenza doppia di otite rispetto ai bambini allattati in modo esclusivo per i primi 4 mesi.

Inoltre si ha un aumentato rischio di asma e allergie probabilmente legato al contenuto dei latti artificiali che nonostante cerchi di assomigliare al latte materno contiene pur sempre sostanze esogene per cui estranee al bambino.

Il latte materno agevola lo sviluppo neurologico perché contiene importanti sostanze come la taurina e gli acidi grassi poliinsaturi a lunga catena che servono per sviluppo del cervello e dell’apparato visivo del neonato. Alcuni latti artificiali contengono i precursori di questi acidi grassi mentre ultimamente vengono pubblicizzati nuovi latti che contengono direttamente questi acidi gassi polinsaturi ma che in realtà derivano da microalghe fermentate, e funghi oppure estratte dal fegato di merluzzo. A parte il costo maggiorato di questi latti le ricerche non hanno messo in evidenza nessun beneficio per i bambini, inoltre la provenienza vegetale e animale di questi grassi potrebbe esporre il neonato a sostanze estranee e potenzialmente allergizzanti.

L’allattamento al seno offre protezione anche a lungo temine infatti sembra che l’utilizzo di latte artificiale non riduca l’incidenza del diabete mellito di tipo 1 e 2, sovrappeso e obesità probabilmente perchè con l’allattamento al seno il bambino può autoregolarsi nell’alimentazione in base alle proprie esigenze.

L’allattamento al seno protegge la mamma sia subito dopo il parto che nella sua vita futura.

Nel post-partum l’allattamento precoce, entro la prima ora, riduce l’incidenza di emorragia post-partum grazie ad un’ulteriore produzione di ossitocina, per stimolazione attraverso la suzione che permette all’utero di contrarsi e quindi di ridurre la perdita ematica.

Inoltre, al neonato posizionato sulla pancia della mamma si attiva un “riflesso di stepping”, ovvero con i piedi inizia a spingere sull’addome della mamma per avvicinarsi al seno in questo modo esercita una pressione che può servire ad espellere la placenta e a ridurre la perdita ematica uterina.”( Iniziare l’allattamento al seno con il breast crawl, UNICEF 2007).

La riduzione della perdita ematica riduce l’anemia materna ovvero una carenza di ferro nel sangue.

Allattare a richiesta e in modo esclusivo favorisce l’involuzione uterina ovvero il ritorno dell’utero alle dimensioni pre-gravidiche, che generalmente avviene nell’arco di circa 6 settimane.

La stimolazione del seno oltre ad attivare il rilascio di ossitocina attiva anche la produzione della prolattina, la quale inibisce gli ormoni che attivano la produzione ovarica e quindi l’ovulazione.

In questo modo i livelli di prolattina garantiscono un ritardo nella comparsa del ciclo mestruale e di conseguenza aumenta il tempo che intercorre tra le gravidanze. Il metodo dell’amenorrea lattazionale, LAM, è efficace nel 98% dei casi se il bambino non ha ancora compiuto 6 mesi di vita, se assume solo e soltanto latte materno, se la distanza tra le poppate di giorno è inferiore a 4 ore e durante la notte non più di 6 ore, quindi durante la notte ci deve essere almeno una poppata.

Chiaramente questi effetti protettivi non si hanno se si utilizza latte artificiale o se si riduce il numero delle poppata perchè il seno non più stimolato o stimolato in misura ridotta non garantisce adeguati livelli di prolattina.

L’utilizzo del latte artificiale quando non vi siano delle reali esigenze del bambino e/o della madre si ripercuote anche sullo stato di salute materno a lungo termine, infatti le donne che non allattano al seno hanno un rischio maggiore rispetto a quelle che allattano di sviluppare il cancro al seno, inoltre tale rischio diminuisce con l’aumento della durata dell’allattamento. Risulta aumentato il rischio di contrarre il cancro all’ovaio, e un probabile aumento del rischio di fratture dell’anca e di osteoporosi nel periodo successivo alla menopausa. L’allattamento è responsabile della sottrazione di calcio dalle ossa materne ma durante il periodo dello svezzamento il calcio si deposita nuovamente nello scheletro della donna in una forma più stabile, riducendo il rischio di fratture dell’anca e di osteoporosi in menopausa nelle donne che hanno allattato.

I vantaggi dell’allattamento non riguardano soltanto il bambino o la madre ma si ripercuotono anche sul padre, sulla famiglia e sulla società

Per capire questo è necessario aver presente che il latte artificiale ha bisogno di strutture aziendali che lo rendano adatto ai neonati, necessita di acqua ed energia per la preparazione; l’intero processo produce scorie che devono essere smaltite. Una volta prodotto, il latte artificiale, deve essere confezionato e spedito nei vari punti di distribuzione e questo comporta ulteriori costi per il trasporto e un aumentato inquinamento ambientale. Inoltre, non è gratuito perché deve essere acquistato, poi preparato. Servirà quindi acqua, biberon e sterilizzatori e anche in questo caso si ha un consumo di energia e un aumento di rifiuti da smaltire.

Possiamo infine sottolineare nuovamente l’importanza dell’allattamento al seno poichè protegge il bambino da numerose patologie e possiamo immaginare che se tutti i bambini, salvo rare eccezioni (vedi paragrafo Per chi non può allattare al seno, si al latte artificiale), fossero allattati al seno, si ammalerebbero di meno riducendo le richieste di visite mediche e medicine, ridurrebbero quindi la spesa sanitaria e le assenze dei genitori dal lavoro con il risultato di avere dei genitori più tranquilli che potrebbero dedicare serenamente il loro tempo anche a ciò che vogliono.