Nutrizione e fertilità

Prima di poter nutrire un bambino che cresce dentro di te, devi imparare a nutrire te stessa.

Kim Hahn and the editors of Conceive Magazine

Prof Alfredo Vannacci,
Neurofarba, Università degli Studi di Firenze.
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Tutti gli apparati del nostro organismo hanno bisogno di livelli adeguati di nutrienti, sia in termini quantitativi che qualitativi ed il sistema riproduttivo non fa certo eccezione. In linea generale le raccomandazioni per una corretta alimentazione durante il concepimento (e per molti versi anche durante la successiva gravidanza) non si discostano tanto dalle raccomandazioni generali della moderna scienza nutrizionale per un buono stato di salute, anche se esistono alcuni aspetti specifici di cui è necessario tenere conto. Le raccomandazioni riportate in questo articolo derivano dalla letteratura scientifica internazionale e devono essere intese come linee di guida di provata efficacia a cui fare riferimento nella scelta quotidiana degli alimenti da assumere quando si è in cerca di una gravidanza. Non possono essere tuttavia considerate indicazioni dietetiche valide in ogni circostanza, né quando siano presenti patologie; in ogni caso si rimanda alla consulenza con un medico, un dietista o un nutrizionista per la definizione del programma alimentare più adeguato alla singola persona. Leggi tutto “Nutrizione e fertilità”

Infertilità e fitoterapia tradizionale cinese

Con il termine infertilità si definisce l’incapacità di una coppia a intraprendere e portare a termine una gravidanza dopo un certo periodo di rapporti sessuali non protetti. Il limite temporale di riferimento è di almeno un anno, ma è un indice relativo che dipende molto dall’età della coppia e in particolare da quella della donna.

A cura del Prof. Alfredo Vannacci

Da secoli l’agopuntura e la medicina tradizionale cinese offrono il loro contributo nell’ottimizzare i meccanismi che stanno alla base della fertilità sia maschile sia femminile, come dimostrano numerosi studi pubblicati negli ultimi anni, sia sulla infertilità maschile (con risultati a volte addirittura sorprendenti sul numero e sulla qualità degli spermatozoi), sia soprattutto sul sostegno alle tecniche di fecondazione assistita, indicazione in cui l’agopuntura è oggi sempre più utilizzata.

Se anche la fitoterapia ha tradizionalmente ricoperto un ruolo nel sostegno della fertilità sia maschile che femminile – basti pensare all’uso della Maca (Lepidiummeyenii) in Sudamerica o del Ginseng (Panax Ginseng) in estremo oriente – tuttavia le dimostrazioni di efficacia in questo settore erano ad oggi abbastanza carenti. E’ con grande interesse quindi che viene accolta la recente pubblicazione di una metanalisi condotta da due ricercatori australiani, Ried e Stuart, che ha valutato l’utilizzo della fitoterapia tradizionale cinese nel trattamento dell’infertilità femminile. Il lavoro, pubblicato sull’ultimo numero di Complementary Therapies in Medicine, mostra come in realtà la Medicina Tradizionale Cinese abbia molto da dire in questo settore anche quando confrontata con i più moderni strumenti della medicina e della ricerca scientifica.

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Infertilità e agopuntura

Infertilità trattamento

Sia nell’uomo che nella donna la fertilità raggiunge l’apice tra i 20 e i 25 anni per poi cominciare a diminuire seppur in maniera diversa tra i due sessi.

 Articolo a cura del dott. Alfredo Vannacci, Centro per la Medicina Integrativa, Università degli Studi di Firenze; Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA, consiglio direttivo e commisione ricerca) e del dott. Carlo Maria Giovanardi, Presidente Associazione Medici Agopuntori Bolognesi, presidente Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA)

Con il termine infertilità si definisce l’incapacità di una coppia a intraprendere e portare a termine una gravidanza dopo un certo periodo di rapporti sessuali non protetti. Il limite temporale di riferimento è di almeno un anno, ma è un indice relativo che dipende molto dall’età della coppia e in particolare da quella della donna.

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Ri-nascita: la gravidanza dopo un lutto

Progetto Piccoli Principi - www.giovannipresutti.com
Progetto Piccoli Principi - www.giovannipresutti.com

“Siamo di nuovo incinti: ho paura da morire e sono felice da morire”

A cura di Claudia Ravaldi

La maggior parte delle coppie colpite da lutto perinatale cerca una nuova gravidanza entro l’anno successivo alla perdita; la nuova gravidanza non interrompe i vissuti legati al lutto precedente, e spesso li amplifica.
I genitori definiscono questa nuova esperienza come un ottovolante emotivo, in cui ricordi e pensieri del passato si fondono con le aspettative e il desiderio di Vita del futuro.
Affrontare la nuova gravidanza nel migliore dei modi non può prescindere dalla gestione del lutto precedente e dalla costruzione di un legame profondo, da genitore a figlio, col nascituro.
Scopo di questo articolo è aiutare le coppie e gli operatori a fare chiarezza sull’esperienza delle “gravidanze successive”, con l’obiettivo di conquistare la serenità sufficiente a apprezzare pienamente la nuova maternità.

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Se ne dicon di parole… che fanno male

a cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

parole“Alberto, smetti di piangere, non sei una femminuccia!” (nonna Maria)
“Laura, sei veramente un’isterica, resterai zitella!” (mamma Alessandra alla figlia di 10 anni)
“Alice, ti comporti come un maschiaccio!” (la maestra della scuola materna)
“Ma come, alla tua età non hai ancora baciato nessuno?” (zia Cinzia, alla nipote sedicenne)
“Io non voglio allattare, perché mi hanno detto che poi il bambino si attacca troppo” (Michela, in attesa di Manuel)
“Mio marito ha detto che vuole la sua libertà, perché così grassa come sono non mi riconosce più” (Silvia, in cura per sovrappeso)
“Ogni volta che mi metto a dieta, lui torna a casa con un dolce per tutti!” (Roberta, affetta da diabete di secondo tipo)
“Mia figlia ha preso la bellezza da me, e l’intelligenza da suo padre” (Angelica, parlando della figlia di sei anni)

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La relazione madre-bambino nei disturbi alimentari

a cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

relazione madre-bambinoIn infanzia ed adolescenza l’espressione del disagio emotivo e relazionale, così come la risposta a fattori stressanti di varia natura, passano frequentemente attraverso lo sviluppo di una sintomatologia incentrata sul comportamento alimentare o, più in generale, su espressioni somatiche (dolori addominali o epigastrici, disturbi digestivi, rifiuto del cibo) di disagio, spesso fin dalla prima infanzia.

Questa sintomatologia che si esprime attraverso il corpo ed il comportamento del bambino, riguarda e coinvolge in realtà la relazione con il care giver e con le figure di riferimento, e può rappresentare un primo segno di una “cattiva” o difficile sintonizzazione e reciprocità all’interno della diade, fin dai primi momenti di interazione (Cammarella et al., 2001).

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Mindfulness per la riduzione dello stress psicofisico

Thich Nhat HanhSe vogliamo essere felici, dobbiamo innaffiare il seme della consapevolezza che è in noi. La consapevolezza è il seme dell’illuminazione, dell’attenzione, della comprensione, della compassione, della liberazione, della trasformazione e della guarigione.

Thich Nhat Hanh, 1994

 

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia dell’ONU che ha l’obiettivo di far raggiungere a tutte le popolazioni il livello di salute più elevato possibile, la salute è “lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non può intendersi come semplice assenza di malattia”. La salute è uno dei diritti fondamentali dell’essere umano, e come tale tutti i paesi hanno il compito di promuoverla perseguendo tutti i canali, incluso il canale sociale, psicologico etc. Tra gli scopi dell’OMS ci sono la ricerca e la prevenzione, nonché la modifica di tutti quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli. La salute dell’individuo, intesa come benessere psichico, fisico e sociale, diviene quindi salute della collettività e va da sé che uno stato attento alla promozione delle risorse individuali e sociali promuove salute, riducendo il rischio di tutti quegli eventi che possono provocare la malattia.

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Accesso consapevole alla diagnosi genetica prenatale

Diagnosi ecografica prenatale
Diagnosi ecografica prenatale

matermundi e CiaoLapo Onlus insieme per una corretta informazione nella diagnosi prenatale

A cura di Claudia Ravaldi

psichiatra psicoterapeuta

L’associazione CiaoLapo Onlus si occupa di sostegno ai genitori colpiti da lutto in gravidanza. Nata per dare conforto ai genitori vittime di morte intrauterina, da subito si è posta al fianco di tutti i genitori che in epoca prenatale e perinatale, per cause le più disparate, perdono i loro figli. Nella comunità in crescita di CiaoLapo, che oggi conta circa 500 iscritti, accogliamo con la stessa apertura basata sul rispetto e sul non giudizio tutti i genitori che necessitano di condividere il peso del lutto, e che cercano di ricominciare a vivere dopo la morte dei loro figli. Tra questi, molti sono i genitori che vivono la disperazione di un lutto successivo ad un interruzione terapeutica di gravidanza, o che restano vittime di complicazioni successive ad una diagnosi prenatale invasiva.

La letteratura scientifica pone in evidenza come il lutto successivo a amniocentesi o ad interruzione terapeutica di gravidanza sia estremamente difficoltoso da elaborare, e incida spesso pesantemente sulla qualità della vita della madre e della coppia.

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Contraccezione in puerperio

a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Jessica Borgogni, psicologa

<img width="150" vspace="10" hspace="

15″ height=”150″ align=”left” alt=”contraccezione” src=”/images/2010/03/150/contraception.gif” />Dopo il parto il corpo della mamma si riadatta fisiologicamente alla nuova condizione, e recupera gradualmente le sue funzioni precedenti. Anche gli ormoni si modificano, l’utero riprende le sue dimensioni precedenti all’inizio della gravidanza e anche le ovaie recuperano il loro abituale pattern.

L’arrivo del nuovo nato, l’allattamento, i cambiamenti nelle abitudini e in alcuni ritmi fisiologici (tipo il ritmo sonno veglia, che spesso è modificato in funzione delle esigenze del bambino) non impediscono al corpo materno di riprendere le sue funzioni.

E’ dunque importante conoscere la fisiologia del puerperio e poter pianificare un’adeguata contraccezione.

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Genitorialità e lutto nella morte perinatale

A cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

bambino in uteroLa storia di un bambino può avere origini molto antiche nella mente dei suoi genitori. Diventare genitori è un processo che si estende lungo un arco temporale ampio e non si riduce ad un evento puntiforme sancito dalla nascita del bambino; la genitorialità ha luogo nella mente e nel corpo dei genitori e può avere inizio sul piano esclusivamente ideativo e immaginifico ben prima che avvenga il concepimento.

Quando si realizza la gravidanza e il bambino è reale e presente nel ventre materno, prende forma un primo legame di attaccamento, che è specifico di quella relazione con quel bambino in quel momento (non siamo di fronte ad una attesa generica, ma viviamo quell’attesa, legata a quel particolare momento storico), e la famiglia inizia a creare un nuovo e fisiologico spazio per accogliere il nascituro. Molto spesso la gioia dell’attesa trasporta i genitori ben oltre il quotidiano, li proietta in un futuro dove la nascita è già avvenuta e la presenza del bambino è finalmente disvelata, e fisicamente definita nel quotidiano familiare; questa proiezione può avvenire naturalmente fin dalle prime settimane di gravidanza, a dispetto di ogni tendenza volta a informare la donna delle elevate possibilità di aborto spontaneo o di perdita fetale (Pullen, 2008). Immaginare il nuovo bambino nella propria realtà quotidiana, ristrutturare ed adattare la coppia – famiglia all’ingresso del figlio ha una precisa funzione evolutiva, fa parte di un processo descritto da numerosi autori che si sono occupati negli anni di genitorialità (Righetti e Sette, 2000; Ammaniti 2008). Divenire madre, divenire padre, contrariamente a quanto si possa pensare, non avviene al momento del parto, ma, fisiologicamente, spesso in modo impercettibile e inconscio durante tutto il percorso di genitorialità.

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