Storia dell’illustrazione

“L’illustratore dialoga, non gli basta esprimersi” Bossaglia

 

La storia dell’illustrazione è relativamente recente: inizia a metà dell’ottocento, con l’introduzione delle illustrazioni nei periodici, a scopo didascalico, “dichiarativo”. Nata per accompagnare il testo scritto rendendolo più “chiaro”, nel tempo la funzione didascalica/decorativa ha lasciato il posto alla funzione “illustrativa” più pura: gli illustratori infatti “commentano” con il disegno il testo scritto, traducendo un significante in un altro significante, interpretando ciò che è scritto e riscrivendolo in qualcosa d’altro.  Le figure assolvono da tempo questa funzione “trasformativa” del testo: basti pensare ai vecchi figurinai e alle loro stampe, su cui fiorivano illustrazioni che attingevano alle vecchie tradizioni popolari e le ridefinivano, arricchendole di immagini e di immaginari, prima destinate al popolo, e poi direttamente ai bambini. La nascita dell’illustrazione per l’infanzia passa dunque dal popolo, come quella delle fiabe, e subisce numerosi cambiamenti storici, prima con l’avvento del cartoon e poi con l’esplosione dell’editoria per ragazzi, non sempre attenta all’utilizzo dell’illustrazione in chiave “trasformativa” del testo che all’illustrazione si accompagna (illuminanti a questo proposito le parole di Munari sulle ridondanze).

Eppure, quando si parla di infanzia, dovremmo considerare la notevole importanza delle illustrazioni per lo sviluppo cognitivo del bambino. Lumbelli parla di “primato dell’illustrazione”: fino ai sei anni di età la lettura del libro di immagini costituisce non solo un “ponte” per la futura lettura della parola scritta e della sua comprensione, ma anche notevole stimolo a integrare la sequenza di immagini e poi di parole ricavandone una “storia”. Apprendere i due linguaggi e integrarli richiede al bambino un notevole sforzo, per il quale è necessario che l’adulto di riferimento (genitore, educatore, insegnante) sia attento a proporre i testi lasciando al bambino il tempo e il modo per svolgere questo “compito” mantenendo viva la capacità metacognitiva di riflettere su quanto sta accadendo tra le pagine e di “personalizzare” la storia, facendola un po’ propria.

Il bambino, attraverso l’illustrazione accede dunque a un mondo che arricchisce quello che ha ascoltato o letto da solo, che suggerisce altri mondi ed altri scenari, altre ipotesi o intuizioni, favorendo lo sviluppo del pensiero critico e una modalità di lettura della realtà non stereotipata e rigida, ma flessibile e creativa.

 

Medico Psichiatra e Psicoterapeuta. Perfezionata in Affective Neuroscience, Disturbi Alimentari dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psicologia Clinica Perinatale e Linguaggi Narrativi e Letteratura per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Primi Passi…nella Pancia della Mamma

Per le mamme dalla 20 settimana di gravidanza, in poi e per i loro bambini.

A cura di Claudia Ravaldi, Dianora Torrini, Jessica Borgogni

Gentile mamma,

la salute del tuo bambino e il benessere della tua gravidanza sono fatti anche di piccoli gesti.

Tra questi, imparare a riconoscere le abitudini del tuo bambino, già nella pancia, ha un profondo valore perché con l’ascolto e la partecipazione potrete entrare in contatto e conoscervi, ancora prima di esservi visti!

In particolare, imparare a distinguere i diversi movimenti del bambino, e tracciarne una mappa quotidiana diviene un prezioso strumento della vostra relazione. Come in una danza, il tuo bambino comunicherà attraverso il movimento molte diverse sensazioni, cui tu presto imparerai a rispondere.

Una buona analisi dei primi passi del tuo bambino può inoltre fornire un indice di benessere utile sia all’ostetrica che al ginecologo per valutare lo stato di salute del bambino.

Andiamo allora insieme a scoprire i movimenti fetali!

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Medico Psichiatra e Psicoterapeuta. Perfezionata in Affective Neuroscience, Disturbi Alimentari dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psicologia Clinica Perinatale e Linguaggi Narrativi e Letteratura per l’Infanzia e l’Adolescenza.