<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>matermundi</title>
	<atom:link href="http://www.matermundi.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.matermundi.it</link>
	<description>Associazione per una femminilità consapevole ed il benessere di donna e bambino</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Apr 2010 21:35:36 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Travaglio e parto&#8230;l&#8217;ossitocina</title>
		<link>http://www.matermundi.it/221-travaglio-e-parto-lossitocina.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/221-travaglio-e-parto-lossitocina.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 12:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dianora Torrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e allattamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=221</guid>
		<description><![CDATA[&#160;PRIMA DI COMINCIARE CONOSCIAMO L&#8217;OSSITOCINA
L&#8217;ossitocina viene definito come l&#8217;ormone dell&#8217;amore poich&#233; governa gli aspetti del comportamento riproduttivo dell&#8217;uomo e della donna. E&#8217; la principale sostanza prodotta dal corpo femminile che controlla il decorso del travaglio poich&#233; stimola le contrazioni uterine.
L&#8217;utero delle donne si contrae anche fuori gravidanza, ad esempio durante l&#8217;ovulazione, durante un rapporto sessuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong>&nbsp;PRIMA DI COMINCIARE CONOSCIAMO L&rsquo;OSSITOCINA</strong></p>
<p style="text-align: justify">L&rsquo;ossitocina viene definito come l&rsquo;ormone dell&rsquo;amore poich&eacute; governa gli aspetti del comportamento riproduttivo dell&rsquo;uomo e della donna. E&rsquo; la principale sostanza prodotta dal corpo femminile che controlla il decorso del travaglio poich&eacute; stimola le contrazioni uterine.<br />
L&rsquo;utero delle donne si contrae anche fuori gravidanza, ad esempio durante l&rsquo;ovulazione, durante un rapporto sessuale quando si verifica un picco di ossitocina associato all&rsquo;orgasmo, oppure durante le mestruazioni. Inoltre la produzione di ossitocina induce comportamenti legati alla sfera dell&rsquo;accudimento, garantisce il trasporto degli spermatozoi durante il rapporto sessuale e la fuoriuscita del latte dal seno. Durante l&rsquo;allattamento &egrave; proprio la suzione del bambino che favorisce la produzione di ossitocina.<br />
L&rsquo;ossitocina, per&ograve; &egrave; un ormone timido ovvero la sua produzione viene inibita da ansia, stress, dolore, preoccupazioni, persone estranee,  rumori, distrazioni e luci forti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L&rsquo;ossitocina in gravidanza</strong></p>
<p style="text-align: justify">L&rsquo;utero non si contrae soltanto quando inizia il travaglio ma gi&agrave; durante la gravidanza si verificano alcune contrazioni non dolorose che compaiono sporadicamente. Queste provvedono a favorire una buona circolazione sanguigna alla placenta, a mantenere il muscolo ben tonico allenandolo anche a contrarsi come reazione a movimenti del bambino, ad uno spostamento corporeo e, nelle ultime settimane di gravidanza iniziano ad essere avvertite dalla donna come un vago senso di fastidio (contrazioni di Braxton Hicks).<br />
Questo tipo di contrazioni pu&ograve; quindi iniziare e presentarsi <strong>casualmente</strong> durante il giorno diventando poi pi&ugrave; regolare.</p>
<p style="text-align: center">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><b><br />
</b></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/221-travaglio-e-parto-lossitocina.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prodromi e travaglio</title>
		<link>http://www.matermundi.it/226-prodromi-e-travaglio.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/226-prodromi-e-travaglio.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 12:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dianora Torrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e allattamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=226</guid>
		<description><![CDATA[&#160;PRIMO STADIO
PERIODO PRODROMICO O FASE LATENTE
Il periodo prodromico o fase latente &#232; caratterizzato dalla presenza di contrazioni che modificano il collo dell&#8217;utero. Queste contrazioni prima irregolari e sporadiche diventano con il passare del tempo regolari e progressive, tendono ad aumentare per intensit&#224;, durata e frequenza e determinano l&#8217;appianamento cervicale ed un&#8217;iniziale dilatazione del collo uterino.
COSA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">&nbsp;<strong>PRIMO STADIO</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong>PERIODO PRODROMICO O FASE LATENTE</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il periodo prodromico o fase latente &egrave; caratterizzato dalla presenza di contrazioni che modificano il collo dell&rsquo;utero. Queste contrazioni prima irregolari e sporadiche diventano con il passare del tempo regolari e progressive, tendono ad aumentare per intensit&agrave;, durata e frequenza e determinano l&rsquo;appianamento cervicale ed un&rsquo;iniziale dilatazione del collo uterino.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA ACCADE?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>CONTRAZIONI&nbsp;</strong><br />
Le contrazioni in questa fase non sono dolorose e possono susseguirsi a ripetizione durante certe ore della giornata e poi fermarsi, oppure, essere leggere ma presenti durante tutto il giorno.<br />
Queste contrazioni permettono alla cervice, ovvero al collo dell&rsquo;utero di maturare cio&egrave; di prepararsi per la dilatazione che avviene durante il travaglio.<br />
Il dolore sar&agrave; tipo quello mestruale con notevole variabilit&agrave; individuale, si concentrer&agrave; soprattutto nella parte bassa dell&rsquo;addome , in corrispondenza della schiena bassa (zona lombare e osso sacro) o nella parte interna delle cosce.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>MODIFICAZIONI COLLO UTERO</strong></p>
<p style="text-align: justify">1.	Il collo dell&rsquo;utero da posteriore, ovvero orientato verso il sacro diventa ANTERIORE<br />
2.	Il collo dell&rsquo;utero matura, diventa SOFFICE<br />
3.	Il collo dell&rsquo;utero diventa APPIANATO ovvero diminuisce la sua lunghezza</p>
<p style="text-align: justify">Terminate queste modificazioni il collo dell&rsquo;utero inizier&agrave; a dilatarsi e diverr&agrave; &ldquo;la bocca uterina&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Soltanto dopo queste modificazioni, che avvengono grazie alle contrazioni del periodo prodromico, inizia la dilatazione</strong></p>
<p style="text-align: justify">Le modificazioni sopra illustrate rappresentano ci&ograve; che normalmente accade al collo dell&rsquo;utero di una donna che non ha mai partorito (nullipara), invece in una donna che ha gi&agrave; partorito (primipara, secondipara o pluripara) la dilatazione pu&ograve; iniziare anche prima che il collo sia molto diminuito di lunghezza. Questo perch&eacute; l&rsquo;utero mantiene una memoria del parto precedente</p>
<p style="text-align: justify"><strong>TAPPO MUCOSO</strong><br />
Spesso potrai notare delle perdite gelatinose, filanti, stai iniziando a perdere il tappo mucoso ovvero una sostanza gelatinosa (muco) presente all&rsquo;interno del collo dell&rsquo;utero con la funzione di proteggere e isolare il bambino nell&rsquo;utero durante la gravidanza.&nbsp;<br />
Questa perdita spesso &egrave; striata di sangue che pu&ograve; essere rosso scuro, marroncino o rosso brillante dovuto alla rottura dei capillari superficiali del canale cervicale<br />
La perdita di questo tappo pu&ograve; avvenire qualche giorno prima o durante il travaglio stesso, non &egrave; un segno certo di inizio del travaglio ma ci dice comunque che qualcosa sta iniziando.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>ROTTURA DELLE MEMBRANE</strong><br />
Il sacco amniotico che racchiude il bambino e contiene il liquido amniotico pu&ograve; rompersi in qualsiasi momento ovvero pu&ograve; rompersi prima che inizino le contrazioni, durante il periodo prodromico e durante il travaglio anche a dilatazione completa oppure durante la nascita del bambino, i cosiddetti &ldquo;nati con la camicia&rdquo;.<br />
Potendosi rompere durante tutte queste fasi non possiamo prenderlo come un segnale di inizio travaglio. Quando il sacco si rompe in assenza di contrazioni queste iniziano spontaneamente nel 70% dei casi dopo 24 ore.&nbsp;<br />
Qualora si rompa il sacco &egrave; necessario recarsi in ospedale o contattare l&rsquo;ostetrica che ti ha seguito nella gravidanza.<br />
Con la rottura del sacco amniotico (o membrane) la mamma percepir&agrave; una fuori uscita pi&ugrave; o meno abbondante di liquido amniotico che dovr&agrave; essere chiaro quasi trasparente. Qualora il liquido sia di colore verde pi&ugrave; o meno intenso &egrave; necessario recarsi immediatamente in ospedale per controllare come sta il tuo bambino.<br />
Una volta rotte le membrane verranno monitorizzati i tuoi parametri:</p>
<p style="text-align: justify">&bull;	temperatura<br />
&bull;	frequenza cardiaca<br />
&bull;	pressione arteriosa<br />
&bull;	colore liquido amniotico<br />
&bull;	odore liquido amniotico<br />
&bull;	quantit&agrave; del liquido amniotico</p>
<p style="text-align: justify">Verr&agrave; monitorizzato anche il bambino attraverso l&rsquo;auscultazione del battito cardiaco fetale.<br />
La condotta del parto dopo che si sono rotte le membrane varia molto da ospedale a ospedale di solito &egrave; consigliabile attendere per 24-48 ore l&rsquo;inizio spontaneo del travaglio , qualora il tampone vaginale, eseguito in gravidanza, fosse risultato positivo la somministrazione di antibiotici viene iniziata immediatamente e proseguita fino al parto. In alcuni ospedali con il tampone positivo oltre ad iniziare l&rsquo;antibiotico viene anche indotto il parto.</p>
<p style="text-align: justify">Durante il periodo prodromico le contrazioni inizieranno ad assumere le caratteristiche di coordinazione e ritmicit&agrave; e verranno percepite come fastidiose dalla donna.<br />
I tempi del periodo prodromico sono molto variabili da donna a donna e spesso alcune mamme neanche si accorgono di questa prima fase che passa completamente inosservata. Altre donne, invece, avvertano le contrazioni dei prodromi come dolorose, non riescono a proseguire le loro attivit&agrave; quotidiane e necessitano di supporto e sostegno da parte di persone qualificate ricercano quindi la propria ostetrica o si recano in ospedale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE?</strong><br />
Questo periodo rappresenta una&nbsp;<strong>fase di adattamento</strong>&nbsp;sia fisico che emotivo al travaglio, potrai sperimentare una serie di emozioni, come la&nbsp;<strong>paura&nbsp;</strong>di affrontare l&rsquo;incognita del travaglio e dell&rsquo;incontro con il bambino; ma anche&nbsp;<strong>curiosit&agrave;&nbsp;</strong>di conoscerlo, di&nbsp;<strong>sperimentars</strong><strong>i</strong>&nbsp;e di mettersi alla prova.&nbsp;<br />
L&rsquo;ambiente pi&ugrave; idoneo per trascorrere questa prima fase &egrave; sicuramente l&rsquo;ambiente di casa se la donna si senta tranquilla e al sicuro.<br />
A volte i prodromi sono mal tollerati e le strategie per ridurre la tensione e la paura possono esser quelle di un<em>&nbsp;bagno cald</em><em>o</em>, poich&egrave; l&rsquo;acqua calda pu&ograve; ridurre le contrazioni fino a farle fermare del tutto se ancora il travaglio non &egrave; irreversibile ; e il<em>massaggio&nbsp;</em>che consente alla donna di riposarsi soprattutto fra le pause, di distrarsi. Infine &egrave; buona pratica bere molto e continuare ad alimentarsi con cibi non pesanti, facili da digerire.<br />
Durante questa fase soprattutto se &egrave; notte devi cercare di riposare, scegliendo delle posizioni che permettano di distendersi infatti l&rsquo;obiettivo non &egrave; il parto ma<em>&nbsp;&ldquo;&egrave; importante che la donna stia in un ritmo di attivit&agrave;/passivit&agrave; alternando le varie fasi, facendo una passeggiata, ballando, riposando facendo una doccia, mangiando e bevendo&rdquo;</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Le contrazioni uterine del periodo prodromico che portano alla fase dilatante diventano ritmiche ed iniziano ad essere avvertite come dolorose dalla donna. L&rsquo;intervallo tra una contrazione e l&rsquo;altra inizia a diminuire ovvero da 1 contrazione ogni 20 minuti diventa ogni 10 e poi ogni 5, questo &egrave; il periodo dei prodromi ovvero di preparazione alla fase successiva che &egrave; la fase dilatante.<br />
&Egrave; importante provare a capire in quale fase del travaglio ti trovi per evitare inutili trasferte in ospedale per poi dover tornare a casa o rimanere in osservazione per valutare se queste contrazioni si interromperanno o se sono gi&agrave; quelle della fase dilatante. Inoltre in ospedale non sempre il partner pu&ograve; rimanere e per quanto possa essere accogliente l&rsquo;ospedale ed empatico il personale si &egrave; pur sempre in un ambiente sconosciuto, si ha meno libert&agrave; di movimento e di espressione per spazi ridotti e per la presenza di altre persone, basti pensare quante persone si possono concentrare in una stanza che ospita tre donne al momento del passo. In questa situazione anche il tempo che si trascorre in ospedale si dilata e la percezione &egrave; quella di essere ricoverate da giorni.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><strong>PRIMO STADIO &#8211; FASE DILATANTE</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il travaglio di parto inizia quando le contrazioni sono regolari, dolorose e accompagnate dall&rsquo;appianamento del collo dell&rsquo;utero e da una dilatazione di circa 3 cm.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Una volta fatta diagnosi di travaglio &ldquo;non si torna pi&ugrave; indietro&rdquo; cio&egrave; le contrazioni non spariscono pi&ugrave; completamente, possono per&ograve; diradarsi fino ad attenuarsi quasi completamente in alcune fasi del travaglio ovvero intorno ai 5 cm di dilatazione e al momento della dilatazione completa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>E IL BAMBINO?</strong><br />
Durante questa fase il bambino compie una serie di movimenti per iniziare a scendere nel canale da parto grazie alle contrazioni uterine. Inizialmente cerca di ridurre la dimensione della sua testa piegandola sul collo, riesce a fare questo poich&egrave; le ossa della sua testa non sono tutte unite come quelle di un adulto ma separate da cartilagine, una struttura morbida, che permette alle ossa di avvicinarsi e di adattarsi meglio alle dimensioni del tuo bacino per facilitare la sua discesa. Poi la testa del bambino inizier&agrave; a impegnarsi ovvero a confrontarsi con l&rsquo;entrata del tuo bacino (stretto superiore) e a cercare la posizione migliore per iniziare il suo cammino verso l&rsquo;uscita.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>DURANTE LE CONTRAZIONI<br />
</strong>Durante questa fase, le contrazioni sono pi&ugrave; intense e ravvicinate rispetto al periodo prodromico, devono essere affrontate una alla volta, ricordando sempre che tra una contrazione e l&rsquo;altra c&rsquo;&egrave; sempre una&nbsp;<strong>pausa&nbsp;</strong>durante la quale &egrave; necessario&nbsp;<strong>riposarsi e raccogliere le forze&nbsp;</strong>provando a non pensare a ci&ograve; che dovr&agrave; accadere in seguito. Durante la contrazione &egrave; utile respirare ed esprimersi liberamente facendo uso del proprio corpo senza inibizioni, gridando muovendosi e, se necessario, cambiando posizione.<br />
Devi cercare di rilassarti durante la pausa anche se il malessere pu&ograve; persistere durante gli intervalli, perch&eacute; riuscire a riposarsi permette un recupero dell&rsquo;energia.<strong>Respirare, rilassarsi, sonnecchiare , usare la voce, muoversi oscurare la stanza creare un ambiente intimo e tranquillo, usare l&rsquo;acqua calda</strong>, sono strategie che facilitano la secrezione delle endorfine (oppiacei naturali): ormoni che agiscono diminuendo il dolore e creando un senso di benessere alterando la percezione del tempo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>BISOGNI DELLA MAMMA</strong><br />
L&rsquo;organismo durante tutto il travaglio ha bisogno di liquidi, come acqua ma anche succhi di frutta, t&egrave; e nutrimento per i muscoli che in questa fase consumano tanta energia.<br />
Durante il travaglio potrai sentire spesso la necessit&agrave; di svuotare la vescica ma se non ne sentirai il bisogno &egrave; comunque importante provare a svuotare la vescica almeno ogni 2 ore. In questa fase &egrave; comune anche avere nausea, vomitare o svuotare l&rsquo;intestino.</p>
<p><em>PRIMA FASE DI TRANSIZIONE</em><br />
Si individua tra i 5/7 cm. &egrave; un adattamento istintivo al progredire del travaglio. Il tuo corpo pu&ograve; reagire con un istinto chiamato &ldquo;attacco-fuga&rdquo; per una maggiore apertura al bambino. Se si verifica l&rsquo;&quot;attacco&quot; accade in modo violento aumentando la dinamica uterina con episodi di vomito, espressioni emozionali come crisi di pianto, rabbia o altro. Se invece si verifica la &quot;fuga&quot; si ha un rallentamento del travaglio per recuperare energia, forse riuscirai a dormire, mangiare o fare una doccia. &ldquo;L&rsquo;attacco&quot; &egrave; rapido ed &egrave; molto importante ricevere sostegno, intimit&agrave;, protezione e incoraggiamento. Con la &quot;fuga&quot; il travaglio riprende spontaneamente quando sei pronta.</p>
<p style="text-align: left">&nbsp;</p>
<p><span class="Apple-style-span"> </span></p>
<p style="margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-right: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px;text-align: justify"><strong>Riferimenti bibliografici:</strong></p>
<p style="margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-right: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px">&bull;	D&amp;D n&deg; 59, Il tempo dei prodromi, SEAO<br />
&bull;	D&amp;D n&deg; 60, Il bambino nel parto, SEAO<br />
&bull;	La disciplina ostetrica, M.Guana, R. Cappadona, A.M. Di Paolo, M.G. Pellegrini, M.D. &nbsp; &nbsp;Piga, M. Vicario, McGraw-Hill<br />
&bull;	L&rsquo;ostetrica e l&rsquo;arte del sostegno, Andrea Robertson, McGraw-Hill<br />
&bull;	Manuale del parto in acqua, Janet Balaskas e Yehudi Gordon, edizione RED<br />
&bull;	La gioia del parto, Ina May Gaskin, Bonomi editore<br />
&bull;	Come organizzare un corso di preparazione al parto, Piera Maghella, edizioni RED<br />
&bull;	Ginecologia e Ostetricia, Pescetto Giuseppe, De Cecco Luigi, Pecorari Domenico, &nbsp; &nbsp; SEU editore<br />
&bull;	Manuale di sala parto Alberto Valle, Salvatore Bottino, Virginio Meregalli, Alberto &nbsp; &nbsp; &nbsp;Zanini, Edi ermes editore</p>
<p style="margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-right: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px"><span class="Apple-style-span">&bull;	Pro-muovere il parto. La postura come procedura nel travaglio e nel parto, Anita &nbsp; &nbsp; &nbsp;Regalia, Carocci editore</span>&nbsp;</p>

<p style="text-align: center"><b><br />
</b></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/226-prodromi-e-travaglio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nascita</title>
		<link>http://www.matermundi.it/228-la-nascita.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/228-la-nascita.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 12:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dianora Torrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e allattamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=228</guid>
		<description><![CDATA[&#160;SECONDO STADIO O PERIODO ESPULSIVO
Si definisce secondo stadio o periodo espulsivo quando la dilatazione &#232; completa e la mamma inizia a sentire voglia di spingere.
Durante questa fase le spinte durante la contrazioni permettono al bambino di scendere nel canale da parto. Le posizioni da assumere sono molteplici e devono esser scelte da te, salvo rari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">&nbsp;<strong>SECONDO STADIO O PERIODO ESPULSIVO</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Si definisce secondo stadio o periodo espulsivo quando la dilatazione &egrave; completa e la mamma inizia a sentire voglia di spingere.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Durante questa fase le spinte durante la contrazioni permettono al bambino di scendere nel canale da parto. Le posizioni da assumere sono molteplici e devono esser scelte da te, salvo rari casi.</p>
<p style="text-align: justify"><em>SECONDA FASE DI TRANSIZIONE</em><br />
Si individua tra la dilatazione completa ed il periodo espulsivo.<br />
Il corpo ti segnala l&#8217;imminente separazione dal tuo bambino. Anche in questa fase si attiva il sistema di attacco-fuga e, se si verifica l&rsquo;&quot;attacco&rdquo;, i premiti iniziano improvvisi e forti e si pu&ograve; avvertire paura e disorientamento iniziale. Se si verifica invece la &quot;fuga&rdquo; si ha un rallentamento del travaglio, assenza di premiti, bisogno di aspettare un po&rsquo;di tempo e quando sarai pronta i premiti inizieranno causando un&rsquo;espulsione rapida. Questa modalit&agrave; &egrave; caratterizzata da una diminuzione dell&rsquo;attivit&agrave; contrattile durante quale la madre pu&ograve; riposarsi, recuperare energie per affrontare l&rsquo;ultima fase.&rdquo;</p>
<p style="text-align: center">&nbsp;<br />
<strong>I fondamenti della legge dello sfintere</strong></p>
<p style="text-align: center">Gli sfinteri escretori, cervicali, vaginali funzionano meglio nell&rsquo;intimit&agrave; e in un luogo privato, ad esempio un bagno con una porta e la chiave o una camera nella quale sia impossibile o improbabile entrare</p>
<p style="text-align: center">Questi sfinteri non possono essere aperti a piacimento n&eacute; reagiscono a un comando (tipo &ldquo;spingi!&rdquo; o &ldquo;rilassa!&rdquo;)</p>
<p style="text-align: center">Quando lo sfintere di una persona entra nel processo di apertura &egrave; possibile che si chiuda all&rsquo;improvviso se il soggetto si arrabbia, &egrave; spaventato, umiliato, o impacciato. Perch&eacute;? Perch&eacute; alti livelli di adrenalina nel sangue non favoriscano (talvolta addirittura bloccano) l&rsquo;apertura degli sfinteri.</p>
<p style="text-align: center">Lo stato di rilassamento della bocca e della macella &egrave; direttamente correlato alla capacit&agrave; della cervice, della vagina e dell&rsquo;ano di aprirsi completamente</p>
<p style="text-align: right">da La gioia del parto, Ina May Gaskin</p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>LE POSIZIONI</strong>&nbsp;<br />
Durante tutto il travaglio &egrave; necessario&nbsp;<strong>muoversi, sperimentare&nbsp;</strong>innumerevoli posizioni, per riuscire a trovare quella pi&ugrave; comoda che ti permetta di affrontare al meglio le contrazioni, ricordandosi che non &egrave; detto che quella che preferisci all&rsquo;inizio del travaglio possa rimanere tale a met&agrave; percorso o quando inizia il bisogno di spingere. Questo accade perch&eacute; il bambino cambia posizione e si muove all&rsquo;interno dell&rsquo;utero e del canale vaginale, perch&eacute; il dolore all&rsquo;inizio pu&ograve; esser percepito a livello lombare e successivamente, col progredire del travaglio, invece pi&ugrave; a livello della pancia. Non c&rsquo;&egrave; una posizione perfetta, giusta o corretta, devi&nbsp;<strong>provare e riprovare</strong>.&nbsp;<br />
Inoltre, tutte le posizioni che non siano quelle supine permettono una maggiore efficacia delle contrazioni sulle modificazioni e la dilatazione del collo dell&rsquo;utero, aumentano l&rsquo;intensit&agrave;&nbsp;<strong><em>(non la percezione dolorosa)</em></strong>&nbsp;e la durata delle contrazioni riducendone la frequenza, permettono una maggior mobilit&agrave; del bacino e ed inoltre permettono al bambino di trovare la posizione pi&ugrave; facile per entrare nel canale da parto per compiere tutti i suoi movimenti e sfruttare al meglio lo spazio che deve percorrere.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LA SPINTA</strong><br />
Non esiste un modo di spingere giusto o sbagliato, inizialmente la sensazione di spingere sar&agrave; vaga e soltanto quando la testa del bambino arriver&agrave; a premere sui muscoli del perineo la voglia di spingere diventer&agrave; impellente, irrefrenabile ed incoercibile che non pu&ograve; essere assolutamente trattenuta.&nbsp;<br />
All&rsquo;inizio sentirai i premiti solo all&rsquo;apice della contrazione in seguito (quando il bambino &egrave; sceso di pi&ugrave;) li avvertirai durante tutta la contrazione che comincia con la spinta e non pi&ugrave; con il dolore.</p>
<p style="text-align: justify">Probabilmente in questa ultima fase sentirai il bisogno di emettere suoni o gridare; non c&rsquo;&egrave; nessun bisogno di inibire queste sensazioni cercando di fare silenzio. Inoltre pu&ograve; accadere che l&rsquo;intestino si svuoti quando la testa del bambino preme sul retto oppure dovrai vomitare. Alcune donne si vergognano o si sentono inibite nel lasciarsi andare a questi riflessi naturali in presenza di altre persone. L&rsquo;ostetrica &egrave; abituata a queste situazioni perch&egrave; &egrave; normale che ci&ograve; avvenga ed anzi, &egrave; preso come un segno positivo di imminenza del parto. La persona che accompagna e sostiene la donna (partner, marito, amica/o, sorella, fratello, mamma&hellip;) spesso &egrave; posizionata vicina alla testa della donna e non vede queste reazioni corporee spontanee.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><br />
E IL BAMBINO?</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il bambino inizia la sua discesa nel canale uterino e vaginale grazie alle spinte e alle contrazioni, per scendere deve compiere un movimento a spirale per poter sfruttare al meglio lo spazio del canale da parto.<br />
Quando la testa del bambino scendendo inizia a distendere i muscoli del pavimento pelvico e della vagina stimola ulteriormente il rilascio di ossitocina. Quando la testa raggiunge il perineo &egrave; normale provare una sensazione di bruciore, come un cerchio di fuoco e anche questa volta si ha un picco di ossitocina che mantiene la voglia di spingere e assicura una certa quantit&agrave; di ossitocina nell&rsquo;organismo dopo la nascita. In questo momento sarai ansiosa di spingere forte fuori il tuo bambino invece &egrave; importante che questa fase si svolga lentamente per permettere ai tessuti di adattarsi alla testa del bambino e per facilitarne l&rsquo;uscita.<br />
Durante la discesa del bambino attraverso il canale da parto, i muscoli del pavimento pelvico si aprono verso l&rsquo;esterno e la vagina si allarga per accompagnare il bambino nel suo viaggio verso la nascita<br />
Una volta che la testa &egrave; uscita spesso segue una pausa durante la quale il corpo del bambino &egrave; ancora dentro il tuo corpo a questo punto il bambino compier&agrave; un movimento elicoidale per far uscire anche le spalle e il resto del corpo. La completa fuoriuscita avverr&agrave; con la contrazione successiva durante la quale usciranno le spalle una per volta e il resto del corpo&#8230; tutto questo avverr&agrave; in un attimo!</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Episiotomia</strong></p>
<p style="text-align: justify">L&rsquo;episiotomia spesso detta, il taglietto &egrave; un&rsquo;incisione della vagina e del perineo effettuata con le forbici previa anestesia locale. Questa procedura viene effettuata durante il periodo espulsivo quando vi &egrave; la necessit&agrave; di facilitare il parto per motivi di salute fetale e materna. I casi in cui l&rsquo;episiotomia debba esser eseguita sono pochi ed &egrave; assolutamente sconsigliato adottarla come pratica di routine che purtroppo ancora oggi si verifica in alcuni ospedali, come dimostrato dalle statistiche.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span class="Apple-style-span"><strong>Riferimenti bibliografici:</strong></span></p>
<p><span class="Apple-style-span"> </span></p>
<p style="margin-top: 0px;margin-right: 0px;margin-bottom: 18px;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-right: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px">&bull;	D&amp;D n&deg; 59, Il tempo dei prodromi, SEAO<br />
&bull;	D&amp;D n&deg; 60, Il bambino nel parto, SEAO<br />
&bull;	La disciplina ostetrica, M.Guana, R. Cappadona, A.M. Di Paolo, M.G. Pellegrini, M.D. &nbsp; &nbsp;Piga, M. Vicario, McGraw-Hill<br />
&bull;	L&rsquo;ostetrica e l&rsquo;arte del sostegno, Andrea Robertson, McGraw-Hill<br />
&bull;	Manuale del parto in acqua, Janet Balaskas e Yehudi Gordon, edizione RED<br />
&bull;	La gioia del parto, Ina May Gaskin, Bonomi editore<br />
&bull;	Come organizzare un corso di preparazione al parto, Piera Maghella, edizioni RED<br />
&bull;	Ginecologia e Ostetricia, Pescetto Giuseppe, De Cecco Luigi, Pecorari Domenico, &nbsp; &nbsp; SEU editore<br />
&bull;	Manuale di sala parto Alberto Valle, Salvatore Bottino, Virginio Meregalli, Alberto &nbsp; &nbsp; &nbsp;Zanini, Edi ermes editore<br />
&bull;	Pro-muovere il parto. La postura come procedura nel travaglio e nel parto, Anita &nbsp; &nbsp; &nbsp;Regalia, Carocci editore</p>

<p style="text-align: center">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/228-la-nascita.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nascita della placenta</title>
		<link>http://www.matermundi.it/230-la-nascita-della-placenta.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/230-la-nascita-della-placenta.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 12:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dianora Torrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e allattamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=230</guid>
		<description><![CDATA[&#160;TERZO STADIO o SECONDAMENTO
Questa fase prevede il distacco della placenta dalla parete uterina e la sua espulsione insieme alle membrane del sacco amniotico.
COSA ACCADE?
La placenta, ovvero quell&#8217;organo meraviglioso che per 9 mesi ha protetto e nutrito il feto, &#232; costituita da due parti, quella materna che sta attaccata alla parete dell&#8217;utero e quella fetale dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">&nbsp;<strong>TERZO STADIO o SECONDAMENTO</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Questa fase prevede il distacco della placenta dalla parete uterina e la sua espulsione insieme alle membrane del sacco amniotico.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA ACCADE?</strong><br />
La placenta, ovvero quell&rsquo;organo meraviglioso che per 9 mesi ha protetto e nutrito il feto, &egrave; costituita da due parti, quella materna che sta attaccata alla parete dell&rsquo;utero e quella fetale dove si inserisce il cordone o funicolo ombelicale che porta direttamente nutrimento al feto tramite dei vasi sanguigni.<br />
La placenta prima di essere espulsa deve staccarsi dall&rsquo;utero e questo avviene grazie ad alcune contrazioni uterine che riprendono dopo la nascita del bambino, ma che sono completamente diverse, per intensit&agrave; e frequenza, da quelle sperimentate durante il travaglio, sono infatti pi&ugrave; simili a dei dolori mestruali.&nbsp;<br />
Se si attende i tempi necessari perch&egrave; la placenta si stacchi spesso &egrave; proprio la donna che avverte questa contrazioni e la placenta passa cos&igrave; dalla cavit&agrave; uterina in vagina fino ad essere espulsa dalla donna.&nbsp;<br />
Il tempo massimo di attesa per l&rsquo;espulsione della placenta &egrave; di 1 ora, dopo gli operatori devono intervenire per facilitarne l&rsquo;uscita.<br />
Una volta completato il secondamento l&rsquo;ostetrica valuter&agrave; se ci sono state delle lacerazioni a livello della vagina o del perineo e proceder&agrave; alla sutura. La sutura potr&agrave; essere effettuata dall&rsquo;ostetrica o dal medico a seconda del tipo di lacerazioni e, qualora la nascita avvenga in ospedale, a seconda dei protocolli ospedalieri.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>COSA FARE?</strong><br />
In questa fase la donna pu&ograve; scegliere la pozione che preferisce pu&ograve; stare distesa a letto accovacciata, in piedi &hellip;sicuramente le posizioni che facilitano la fuoriuscita della placenta sono proprio quelle verticali ( in piedi, accovacciata o in ginocchio) poich&eacute; la forza di gravit&agrave; coadiuva</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Taglio del cordone</strong><br />
Il taglio del cordone o funicolo ombelicale non provoca alcun dolore n&egrave; alla donna n&egrave; al bambino.<br />
Il momento in cui avviene il taglio del cordone varia tantissimo a seconda del luogo in cui la donna partorisce. Se alla nascita il bambino non sta bene &egrave; necessario recidere immediatamente il cordone per poter attuare le prime manovre di assistenza. Se il neonato invece sta bene e la donna ha partorito a casa avr&agrave; quindi deciso gi&agrave; prima del travaglio come comportarsi rispetto al taglio del cordone: pu&ograve; attendere che smetta di pulsare e poi tagliarlo lei, o il padre o l&rsquo;ostetrica oppure attendere l&rsquo;espulsione della placenta e tagliarlo successivamente oppure non tagliarlo finch&egrave; non si stacca spontaneamente nel giro di 7 /10 gironi , il lotus birth.<br />
Qualora la donna partorisca in ospedale il momento del taglio dipende molto dai protocolli ospedalieri, spesso viene reciso immediatamente, a volte gli operatori aspettano che smetta di pulsare e in alcuni centri ospedalieri viene anche effettuato il lotus birth .</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Riferimenti bibliografici:</strong></p>
<p>&bull;	D&amp;D n&deg; 59, Il tempo dei prodromi, SEAO<br />
&bull;	D&amp;D n&deg; 60, Il bambino nel parto, SEAO<br />
&bull;	La disciplina ostetrica, M.Guana, R. Cappadona, A.M. Di Paolo, M.G. Pellegrini, M.D. &nbsp; &nbsp;Piga, M. Vicario, McGraw-Hill<br />
&bull;	L&rsquo;ostetrica e l&rsquo;arte del sostegno, Andrea Robertson, McGraw-Hill<br />
&bull;	Manuale del parto in acqua, Janet Balaskas e Yehudi Gordon, edizione RED<br />
&bull;	La gioia del parto, Ina May Gaskin, Bonomi editore<br />
&bull;	Come organizzare un corso di preparazione al parto, Piera Maghella, edizioni RED<br />
&bull;	Ginecologia e Ostetricia, Pescetto Giuseppe, De Cecco Luigi, Pecorari Domenico, &nbsp; &nbsp; SEU editore<br />
&bull;	Manuale di sala parto Alberto Valle, Salvatore Bottino, Virginio Meregalli, Alberto &nbsp; &nbsp; &nbsp;Zanini, Edi ermes editore<br />
&bull;	Pro-muovere il parto. La postura come procedura nel travaglio e nel parto, Anita &nbsp; &nbsp; &nbsp;Regalia, Carocci editore</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/230-la-nascita-della-placenta.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Se ne dicon di parole&#8230; che fanno male</title>
		<link>http://www.matermundi.it/99-se-ne-dicon-di-parole-che-fanno-male.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/99-se-ne-dicon-di-parole-che-fanno-male.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 21:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sulla comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=99</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta
&#8220;Alberto, smetti di piangere, non sei una femminuccia!&#8221; (nonna Maria)
&#8220;Laura, sei veramente un&#8217;isterica, resterai zitella!&#8221; (mamma Alessandra alla figlia di 10 anni)
&#8220;Alice, ti comporti come un maschiaccio!&#8221; (la maestra della scuola materna)
&#8220;Ma come, alla tua et&#224; non hai ancora baciato nessuno?&#8221; (zia Cinzia, alla nipote sedicenne)
&#8220;Io non voglio allattare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>a cura di <strong>Claudia Ravaldi</strong>, psichiatra psicoterapeuta</em></p>
<p><img width="170" vspace="5" hspace="10" align="left" alt="parole" src="http://openreflections.files.wordpress.com/2009/08/the-power-of-words.jpg" title="parole" style="margin: 5px 10px;" class="  " />&ldquo;Alberto, smetti di piangere, non sei una femminuccia!&rdquo; (nonna Maria)<br />
&ldquo;Laura, sei veramente un&rsquo;isterica, resterai zitella!&rdquo; (mamma Alessandra alla figlia di 10 anni)<br />
&ldquo;Alice, ti comporti come un maschiaccio!&rdquo; (la maestra della scuola materna)<br />
&ldquo;Ma come, alla tua et&agrave; non hai ancora baciato nessuno?&rdquo; (zia Cinzia, alla nipote sedicenne)<br />
&ldquo;Io non voglio allattare, perch&eacute; mi hanno detto che poi il bambino si attacca troppo&rdquo; (Michela, in attesa di Manuel)<br />
&ldquo;Mio marito ha detto che vuole la sua libert&agrave;, perch&eacute; cos&igrave; grassa come sono non mi riconosce pi&ugrave;&rdquo; (Silvia, in cura per sovrappeso)<br />
&ldquo;Ogni volta che mi metto a dieta, lui torna a casa con un dolce per tutti!&rdquo; (Roberta, affetta da diabete di secondo tipo)<br />
&ldquo;Mia figlia ha preso la bellezza da me, e l&rsquo;intelligenza da suo padre&rdquo; (Angelica, parlando della figlia di sei anni)</p>
<span id="more-99"></span>
<p>&ldquo;Far&ograve; il cesareo perch&eacute; il dolore del parto mi hanno detto che &egrave; insopportabile&rdquo; (Martina, a fine gravidanza)<br />
&ldquo;Mi vergogno perch&eacute; non sono brava come loro vorrebbero&rdquo; (Ilaria, parlando dei suoi genitori, durante la terapia per la sua fobia sociale)<br />
&ldquo;Solo se dimagrir&ograve; abbastanza sar&ograve; perfetta&rdquo; (Sara, affetta da Anoressia)<br />
&ldquo;Una vera donna moderna deve essere sia madre che compagna, sia amante che lavoratrice&rdquo; (messaggio culturale occidentale)<br />
&ldquo;Che possiamo farci, la societ&agrave; ci impone questi stereotipi..&rdquo; (reazione di massa alla cultura di massa)<br />
&ldquo;Se sei grasso non vali nulla&rdquo; (Marco, adolescente obeso in trattamento)<br />
&ldquo;Ho avuto la depressione dopo la nascita di Viola, ma non potevo parlarne con nessuno. Avevo paura mi portassero via la bambina&rdquo; (una mamma lasciata sola)<br />
&ldquo;Hanno partorito tutte, non lamentarti, avevi a pensarci prima&rdquo; (una vecchia ostetrica durante un travaglio)<br />
&ldquo;Essere omosessuali &egrave; una malattia? Forse s&igrave;, forse no&rdquo; (da un sito internet di medicina&#8230;)<br />
&ldquo;Una donna intelligente riconosce i suoi limiti e sta al suo posto&rdquo; (zia Carmela, alla nipote picchiata dal marito)<br />
&ldquo;Una donna intelligente pianifica la gravidanza dopo essersi sistemata&rdquo; (messaggio culturale subliminale occidentale)<br />
&ldquo;Una donna intelligente tiene per se i suoi problemi e tira avanti&rdquo; (messaggio culturale subliminale occidentale)<br />
&ldquo;La vita &egrave; difficile per tutti&rdquo; (messaggio culturale subliminale occidentale)<br />
&ldquo;Mio figlio mi obbliga a fare quello che vuole lui, non riesco a gestirlo&rdquo; (Simona, a proposito di Mattia, 3 anni e mezzo)<br />
&ldquo;Il pediatra ha detto che sono una madre troppo apprensiva e che roviner&ograve; mio figlio. Ma io continuo a stare in ansia&rdquo; (Alessia, madre di un bambino nato prematuro)<br />
&ldquo;Non ho capito cosa mi ha detto il medico a proposito del mio disturbo, ma mi sembrava stupido chiedergli spiegazioni. Lui ha sempre cos&igrave; poco tempo!&rdquo; (Ada, 65 anni, affetta da retinopatia ipertensiva)<br />
&ldquo;Quando ho rapporti intimi sento molto dolore, ma non lo dico mai al mio ragazzo, ho paura che mi lasci&rdquo; (Vanessa, soffre di&nbsp; vaginismo da sempre)<br />
&ldquo;La menopausa &egrave; la fine della vita di una donna&rdquo; (messaggio culturale subliminale occidentale)<br />
&ldquo;Odio il mio corpo&rdquo; (Stefania, anoressia nervosa)<br />
&ldquo;Non capisco che emozioni provo, &egrave; tutto confuso&rdquo; (Alessandra, adolescente che si taglia e si ferisce)<br />
&ldquo;Nella vita quello che conta &egrave; fare il proprio dovere&rdquo; (messaggio culturale subliminale occidentale)<br />
&ldquo;Quando ero piccola, facevo di tutto per essere la preferita dei miei genitori ma a loro non importava nulla&rdquo; (Isabella, bulimia nervosa)<br />
&ldquo;Ho paura di amare fino in fondo, non riesco a fidarmi di nessuno&rdquo; (Anna, abusata da un amico di famiglia)<br />
&ldquo;Piangere non serve a nulla, l&rsquo;importante &egrave; reagire&rdquo; (messaggio culturale subliminale occidentale)<br />
&ldquo;Ho la sensazione di sbagliare tutto&rdquo; (Michela, madre di famiglia)<br />
&ldquo;Non mi fermo mai e non &egrave; mai abbastanza&rdquo; (Claudia, mamma e lavoratrice)<br />
&ldquo;Una donna deve saper prendere un uomo&rdquo; (messaggio culturale subliminale occidentale)</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/99-se-ne-dicon-di-parole-che-fanno-male.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La relazione madre-bambino nei disturbi alimentari</title>
		<link>http://www.matermundi.it/95-relazione-madre-bambino-disturbi-alimentari.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/95-relazione-madre-bambino-disturbi-alimentari.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazione madre - bambino]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=95</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta
In infanzia ed adolescenza l&#8217;espressione del disagio emotivo e relazionale, cos&#236; come la risposta a fattori stressanti di varia natura, passano frequentemente attraverso lo sviluppo di una sintomatologia incentrata sul comportamento alimentare o, pi&#249; in generale, su espressioni somatiche (dolori addominali o epigastrici, disturbi digestivi, rifiuto del cibo) di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>a cura di <strong>Claudia Ravaldi</strong>, psichiatra psicoterapeuta</em></p>
<p><a href="/images/2010/03/madre-bamb.png" title="relazione madre-bambino" rel="lightbox[slideshow]"><img width="230" vspace="5" hspace="10" height="172" align="left" src="/images/2010/03/madre-bamb.png" alt="relazione madre-bambino" /></a>In infanzia ed adolescenza l&rsquo;espressione del disagio emotivo e relazionale, cos&igrave; come la risposta a fattori stressanti di varia natura, passano frequentemente attraverso lo sviluppo di una sintomatologia incentrata sul comportamento alimentare o, pi&ugrave; in generale, su espressioni somatiche (dolori addominali o epigastrici, disturbi digestivi, rifiuto del cibo) di disagio, spesso fin dalla prima infanzia.</p>
<p>Questa sintomatologia che si esprime attraverso il corpo ed il comportamento del bambino, riguarda e coinvolge in realt&agrave; la relazione con il <em>care giver</em> e con le figure di riferimento, e pu&ograve; rappresentare un primo segno di una &ldquo;cattiva&rdquo; o difficile sintonizzazione e reciprocit&agrave; all&rsquo;interno della diade, fin dai primi momenti di interazione (Cammarella et al., 2001).</p>
<span id="more-95"></span>
<p>Numerosi studi hanno cercato nel tempo di valutare la relazione madre bambino sia in soggetti &ldquo;sani&rdquo;, che in soggetti affetti da disturbi psichici di varia natura, osservando come la depressione dell&rsquo;umore materna costituisca un pesante filtro per la codifica reciproca dei bisogni e delle emozioni (Tronick, Weinberg, 1997). Studi pi&ugrave; recenti si sono concentrati pi&ugrave; specificamente sul disturbo del comportamento alimentare nelle madri, valutando le eventuali ripercussioni sul rapporto madre figlio e sul pattern alimentare del bambino o dell&rsquo;adolescente (Lacey e Smith, 1987; Patel et al, 2002).</p>
<p>Allo stesso modo sono in questi anni in studio le &ldquo;credenze&rdquo; ed i valori su peso, corpo e dieta presenti nelle famiglie di bambini con sintomi alimentari rispetto ai controlli, evidenziando come le convinzioni sia esplicite che implicite dei genitori su tali aspetti siano in grado di condizionare intensamente le convinzioni ed i comportamenti dei figli sul proprio corpo e sui propri bisogni alimentari (Ravaldi et al, 2005b).</p>
<p>L&rsquo;alimentazione e la corporeit&agrave; assumono un significativo valore transgenerazionale (Hill e Franklin, 1998), rappresentando il primo tramite di comunicazione e di &ldquo;accudimento&rdquo; <em>care giver</em> &#8211; neonato, ed uno dei primi campi possibili di &ldquo;contrattazione&rdquo; all&rsquo;interno della diade.</p>
<p>I genitori, la famiglia allargata e la perpetrazione dei cosiddetti miti familiari, contribuiscono complessivamente a definire le credenze, le norme e dunque i comportamenti riguardo al corpo e all&rsquo;alimentazione che vengono poi appresi dal bambino.</p>
<p>Approcci teorici differenti (psicoterapia sistemica e familiare, psicoterapia psicoanalitica, psicoterapie cognitive e cognitivo comportamentali, studi psicopatologici generali) hanno prodotto una grande quantit&agrave; di dati, relativi al funzionamento delle &ldquo;famiglie anoressiche e bulimiche&rdquo;, all&rsquo;attaccamento nel bambino obeso o con disturbi alimentari, alla relazione madre &ndash; bambino in corso di DCA, o alla funzione del sintomo come tentativo di proteggersi rispetto ad un malfunzionamento familiare e ad una difficile autonomizzazione ed indipendenza evolutiva (Bruch, 1983; Minuchin et al. 1978).</p>
<p><img width="230" height="296" align="right" src="/images/2010/03/madre-bambino.png" alt="madre bambino" /></p>
<p>Molto scarsi sono per&ograve; i dati che valutino cosa accade alle persone con storia attuale o pregressa di DCA durante l&rsquo;attesa di un figlio e soprattutto dopo la sua nascita; gli studi disponibili si concentrano soprattutto su dati antropometrici e psicometrici, senza prendere in considerazione la diade e le diadi, confrontandole prospetticamente durante le tappe evolutive del bambino.</p>
<p>A questo proposito &egrave; importante sottolineare che il numero di soggetti che guariscono da un DCA &egrave; piuttosto basso, che nei due terzi dei casi si va incontro ad una parziale remissione e che circa il 20% cronicizza (Steinhausen, 2002).</p>
<p>Si potrebbe quindi ipotizzare che la maggior parte delle donne con pregresso o attuale DCA che si appresti ad iniziare e portare avanti una gravidanza, presenti in realt&agrave; i cosiddetti &ldquo;sintomi residui&rdquo;, di per s&eacute; insufficienti per fare diagnosi ma spesso strutturati pervasivamente nel vissuto e nell&rsquo;agito di queste persone, come veri e propri tratti personologici (il perfezionismo, il controllo, la permeabilit&agrave; dell&rsquo;immagine corporea a modifiche minime e situazioni stressanti&hellip;).</p>
<p>Da ci&ograve; pu&ograve; dipendere il frequente riattivarsi durante la gravidanza e l&rsquo;allattamento di sintomi legati al controllo alimentare e dell&rsquo;immagine corporea, che provocano frequenti ricadute nei meccanismi di compenso, nella restrizione e, ancora pi&ugrave; spesso, nello strenuo controllo del peso, volto a limitare le modificazioni corporee al minimo possibile (Rocco et al., 2005).</p>
<p>Recenti studi hanno valutato che la percezione della propria immagine corporea come piacevole o sgradevole nel post-partum &egrave; correlata al tono dell&rsquo;umore e alla durata dell&rsquo;allattamento; molte donne con disturbo alimentare iniziano con difficolt&agrave; il percorso del post-partum, perch&eacute; frequentemente manifestano evidenti difficolt&agrave; nell&rsquo;interpretazione dei bisogni alimentari del neonato, tendendo ad essere o troppo rigide col numero delle poppate o estremamente lasse. Anche l&rsquo;allattamento esclusivo pu&ograve; mettere in difficolt&agrave; una madre con sintomi alimentari, dal momento che i dubbi sulla scarsa capacit&agrave; nutritiva del proprio latte alimentano i dubbi sulla codifica del pianto del neonato, che viene frequentemente scambiato per &ldquo;fame&rdquo; e dunque utilizzato come conferma della propria inadeguatezza.</p>
<p>In altri casi l&rsquo;impossibilit&agrave; di controllare le proprie forme corporee attraverso una restrizione calorica incompatibile con l&rsquo;allattamento fa s&igrave; che le madri escludano l&rsquo;allattamento a priori.</p>
<p>Negli ultimi venti anni numerosi studi hanno esaminato le famiglie con madri affette da disturbi alimentari, specialmente allo scopo di valutare il rischio di trasmissione intergenerazionale dei DCA da madre a figlia (Whelan &amp; Cooper, 2000; Patel et al., 2002). In particolare, al momento della nascita, e nei primi mesi di vita i figli di donne anoressiche o bulimiche tendono ad avere un peso ed un&rsquo;altezza inferiori alla media, probabilmente a causa dei problemi alimentari durante la gravidanza (Conti et al., 1998; Waugh &amp; Bulik, 1999) dato che le madri con DCA sembrano avere una minor tendenza ad allattare al seno il figlio, a nutrirlo regolarmente, a cucinare o consumare i pasti con lui.</p>
<p>D&rsquo;altra parte queste madri hanno anche una tendenza pi&ugrave; spiccata ad essere intrusive al momento dei pasti, ad usare il cibo a scopi non propriamente alimentari, ed esprimere commenti negativi sui loro figli durante i pasti stessi. L&rsquo;accudimento nutrizionale del bambino durante i pasti risulta emotivamente e cognitivamente difficile, perch&eacute; il momento del pasto, per i significati che assume riguardo all&rsquo;accudimento, all&rsquo;interpretazione dei bisogni, allo scambio reciproco, diviene una considerevole fonte di stress emotivo per la madre, che pu&ograve; dunque intensificare il controllo o negarlo del tutto, (ipo o ipernutrendo il figlio, delegando ad altri), o vivere emozioni contrastanti e caotiche, estremamente confusive per il bambino.</p>
<p>Tali problemi sono correlati con lo sviluppo di disturbi alimentari ed atteggiamento di rifiuto nei confronti del cibo da parte del figlio.</p>
<p>Le madri con DCA descrivono il <em>pattern</em> nutrizionale dei loro figli come pi&ugrave; problematico rispetto alle mamme di controllo ed esprimono inoltre una maggiore preoccupazione che i figli diventino grassi, attuando tutta una serie di strategie preventive, eliminando ad esempio dalla dieta dei figli cibi contenenti carboidrati o zuccheri semplici, o limitando seriamente la qualit&agrave; dei cibi permessi (Lacey &amp; Smith, 1987; Whitehouse &amp; Harris, 1998). &Egrave; stata inoltre descritta la tendenza ad ipoalimentare volontariamente i propri figli (Russel et al., 1998).</p>
<p>Altri studi basati sull&rsquo;osservazione del pasto dei bambini hanno sottolineato una estrema povert&agrave; nel numero di commenti positivi sul cibo rispetto ai controlli (Waugh &amp; Bulik 1999). Come abbiamo detto il legame con le figure d&rsquo;accudimento permette al bambino di esplorare e fare esperienze riconducibili sia alle sensazioni di fame e saziet&agrave;, sia alla piacevolezza insita nel momento dell&rsquo;alimentazione; la carenza di commenti positivi potrebbe avere un impatto negativo sul bambino, presentando il cibo come elemento di scarso valore (Bruch, 1977).</p>
<p>Infine, studi eseguiti sui genitori di bambini con atteggiamenti di rifiuto nei confronti del cibo o con deficit nutrizionali di crescita riportano un&rsquo;elevata prevalenza di disturbi del comportamento alimentare, sia attuale (Stein &amp; Fairburn, 1989; McCann et al., 1994; Stein et al., 1994; Stein et al., 1995; Whelan &amp; Cooper, 2000), che pregressa (Lindberg et al., 1991), suggerendo che i DCA nei bambini sono specificamente associati ad abitudini e comportamenti alimentari disturbati nei familiari.</p>
<p>Concludendo, i dati presenti in letteratura concordano nel sottolineare da un lato la complessit&agrave; della relazione madre bambino in presenza di psicopatologia nella coppia genitoriale, dall&rsquo;altro i rischi fetali e neonatali legati alla presenza di sintomi residui di DCA nella madre (nascita pretermine, compromissione dello sviluppo e della crescita fetale, del neonato e del lattante).</p>
<p>Le problematiche fisiche neonatali sono spesso le prime ad essere messe in evidenza dai clinici, che tendono invece a sottovalutare o a lasciare inesplorati gli aspetti relativi alla relazione madre bambino che nei soggetti con DCA pu&ograve; essere fortemente compromessa.</p>
<p>Una relazione diadica problematica pu&ograve; generare problemi nell&rsquo;attaccamento e nei processi evolutivi del bambino, creando a sua volta i presupposti per lo sviluppo di un disturbo del comportamento alimentare in et&agrave; evolutiva.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/95-relazione-madre-bambino-disturbi-alimentari.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fare l’amore in gravidanza e nel post parto</title>
		<link>http://www.matermundi.it/88-sull%e2%80%99amore-in-gravidanza-e-nel-post-parto-fare-l%e2%80%99amore-e-pericoloso.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/88-sull%e2%80%99amore-in-gravidanza-e-nel-post-parto-fare-l%e2%80%99amore-e-pericoloso.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dianora Torrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[L'universo di gyné]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[puerperio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=88</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Dianora Torrini, ostetrica
Fin dai primissimi momenti di gravidanza nella donna avvengono una serie di cambiamenti fisici e psicologici, di cui &#232; bene tenere conto per poter affrontare con serenit&#224; e consapevolezza il rapporto di coppia, sia durante la gravidanza che il dopo parto. Non &#232; infatti necessario rinunciare alla propria relazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>a cura di <strong>Dianora Torrini</strong>, ostetrica</em></p>
<p><a href="/images/2010/03/gravid.png" title="gravid" rel="lightbox[slideshow]"><img width="150" vspace="10" hspace="15" height="156" align="left" src="/images/2010/03/200/gravid.png" alt="amore in gravidanza" /></a>Fin dai primissimi momenti di gravidanza nella donna avvengono una serie di cambiamenti fisici e psicologici, di cui &egrave; bene tenere conto per poter affrontare con serenit&agrave; e consapevolezza il rapporto di coppia, sia durante la gravidanza che il dopo parto. Non &egrave; infatti necessario rinunciare alla propria relazione di coppia, la quale, anche nel momento dell&rsquo;attesa, pu&ograve; essere ricca e soddisfacente per entrambi i partner.</p>
<span id="more-88"></span>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>In gravidanza</strong></h2>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Modificazioni fisiche</strong></h3>
<p>Per quanto riguarda quelli fisici il pi&ugrave; evidente nell&rsquo;arco dei nove mesi &egrave; l&rsquo;aumento del peso corporeo, ben visibile dal 2&deg; trimestre di gravidanza, durante il quale si comincia a vedere la pancia e il bambino al suo interno inizia a farsi sentire con calci e rotoloni.</p>
<p>L&rsquo;aumento di peso dipende dal bambino, dalla placenta, dal liquido amniotico, dall&rsquo;utero che aumenta di dimensioni, dall&rsquo;aumento del volume plasmatico, da una certa ritenzione liquida e dalla creazione di riserve energetiche per il puerperio.</p>
<p>Il seno aumenta di volume per effetto degli ormoni, la rete venosa diventa pi&ugrave; evidente, l&rsquo;areola appare iperpigmentata e attorno ad essa la cute diventa pi&ugrave; scura. Gi&agrave; durante la gravidanza si pu&ograve; notare la fuoriuscita di un liquido pi&ugrave; o meno giallo dal capezzolo, il colostro.</p>
<p>I tessuti della vagina e del perineo, sempre per l&rsquo;azione ormonale, diventano pi&ugrave; soffici e morbidi e aumenta la secrezione vaginale che ha un aspetto fluido, vischioso e biancastro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Modificazioni psicologiche</strong></h3>
<p>La donna non si adatta solo fisicamente alla gravidanza ma fin dall&rsquo;inizio intraprende un percorso di rielaborazione del suo ruolo di donna e della sua identit&agrave;. Per assumere il ruolo di madre, la donna in questa fase ripercorre soprattutto la sua identit&agrave; di figlia. Inizialmente la donna &egrave; concentrata su se stessa, rievoca il suo rapporto con la madre, con la quale si possono riattivare dei conflitti non risolti in precedenza e pu&ograve; sperimentare un sentimento di ambivalenza verso la gravidanza, c&rsquo;&egrave; sia desiderio che paura.</p>
<p>I cambiamenti del corpo possono suscitare sentimenti ambivalenti, da un lato la gioia per la vita che sta crescendo dentro di lei, dall&rsquo;altro i timori legati alle nuove responsabilit&agrave; di genitore.</p>
<p>Nel secondo trimestre di gravidanza tende invece a compiacersi delle sue capacit&agrave;, &egrave; al centro di tutte le attenzioni e raggiunge il cos&igrave; detto &ldquo;stato interessante&rdquo;. Inizia a percepire i movimenti del bambino, a pensare a lui come ad un bambino gi&agrave; completamente formato e se lo immagina come sar&agrave; al momento della nascita. Insieme alle fantasie sul bambino immaginato, possono risvegliarsi paure sulla sua salute.</p>
<p>Negli ultimi tre mesi di gravidanza, la madre inizia a pensare al travaglio, al parto, all&rsquo;incontro con il bambino. L&rsquo;ansia legata al parto pu&ograve; derivare dall&rsquo;ansia di separarsi dal piccolo Infine, vedr&agrave; finalmente il proprio bambino e confronter&agrave; ci&ograve; che ha immaginato e visto attraverso l&rsquo;ecografia con il suo vero bambino.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Desiderio sessuale e rapporti in gravidanza</strong></h3>
<p>In gravidanza si pu&ograve; assistere ad una cambiamento nel desiderio sessuale ad un cambiamento nella frequenza dei rapporti e nella soddisfazione personale.</p>
<p>Nel primo trimestre si pu&ograve; assistere ad una riduzione del desiderio sessuale, questo sembra sia legato alle incertezze, dubbi e paure che molte donne a vari livelli vivono rispetto alla gravidanza; in pi&ugrave; pu&ograve; esservi associato un certo malessere fisico, come la presenza di nausee o episodi di vomito.</p>
<p>Una grande paura delle donne, soprattutto nelle fasi iniziali di gravidanza, &egrave; quella di perdere il bambino e il sesso viene vissuto come una minaccia per la sua salute. La tensione impedisce di rilassarsi, di godere del rapporto amoroso e riduce fino a far scomparire la possibilit&agrave; di fare l&rsquo;amore.</p>
<p>In presenza di disturbi fisici come nausea o vomito, la sessualit&agrave; viene vissuta come un disagio in pi&ugrave; per la donna che gi&agrave; stanca e sovraffaticata &egrave; preoccupata per la propria salute e per quella del bambino.</p>
<p>Il secondo trimestre invece, &egrave; un periodo che viene vissuto pi&ugrave; serenamente sia dalla donna che dal partner, perch&eacute; si sono attenuate le nausee d&rsquo;inizio gravidanza o si &egrave; superata l&rsquo;ansia legata alla paura di perdere il bambino per colpa dei rapporti sessuali.</p>
<p>Nel terzo trimestre si assiste nuovamente ad una riduzione del desiderio, questa volta legata all&rsquo;ingombro fisico ed emotivo della pancia e alle preoccupazioni per l&rsquo;imminente parto.</p>
<p>Queste difficolt&agrave; nel vivere la sessualit&agrave; durante la gravidanza non sono vissute da tutte le donne, infatti, alcune affermano che la gravidanza abbia incrementato il loro desiderio di intimit&agrave; e di voglia di fare l&rsquo;amore.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Perch&egrave; il desiderio sessuale si pu&ograve; modificare?</strong></h3>
<p>Il cambiamento del desiderio sessuale e la frequenza dei rapporti possono dipendere da vari fattori, tra i quali ricordiamo la paura che l&rsquo;atto sessuale possa fare del male al bambino, sia per la contrazioni che si scatenano durante e dopo l&rsquo;orgasmo, sia per la paura che il pene durante la penetrazione possa colpire il bambino. Il bambino nella pancia della mamma &egrave; protetto dalle membrane del sacco amniotico e dalla cervice uterina, pertanto il rapporto non nuoce al bambino e le contrazioni uterine durante e dopo l&rsquo;orgasmo, avvertite dalle donne anche fuori gravidanza, vengono avvertite pi&ugrave; facilmente per l&rsquo;aumentate dimensioni uterine.</p>
<p>Queste contrazioni non comportano nessun rischio se non sono presenti determinati problemi (che spiegheremo pi&ugrave; avanti), e dipendono da alcuni ormoni come l&rsquo;ossitocina, l&rsquo;ormone dell&rsquo;amore, dell&rsquo;accudimento e della timidezza, della dipendenza il quale governa gli aspetti del comportamento riproduttivo dell&rsquo;uomo e della donna.</p>
<p>Infine, le ultime ricerche evidenziano come un atto naturale come fare l&rsquo;amore non possa interrompere una gravidanza ben avviata o che sia ben annidata in utero, inoltre le prostaglandine seminali, non sembrano in grado di determinare un effetto contrattile d&rsquo;intensit&agrave; e durata significativa.</p>
<p>Altre motivazioni di questi cambiamenti sono le modificazioni ormonali, come avviene con il progesterone, molto presente in gravidanza, che tende a ridurre il desiderio sessuale.</p>
<p>Non possiamo per&ograve; ricondurre tutto alle modificazioni fisiche o ormonali perch&eacute; nell&rsquo;ambito della sessualit&agrave;, intimit&agrave; e relazione di coppia &egrave; importante anche il proprio vissuto personale e culturale.</p>
<p>In realt&agrave;, si potrebbe affermare che<strong> la gravidanza sia uno stato fisico favorevole ai rapporti sessuali</strong>, per la congestione vascolare dei tessuti genitali che facilita la lubrificazione, l&rsquo;elasticit&agrave; e la risposta orgasmica, ovviamente sempre che la donna sia serena e sessualmente coinvolta.</p>
<h3><strong>Cosa dicono gli operatori della salute</strong></h3>
<p>Spesso, sono gli stessi operatori della salute che creano false convinzioni sulla sessualit&agrave; in gravidanza, per timore di incidere negativamente sulla sua evoluzione. Raramente si parla di sesso nelle visite con gli operatori, difficilmente le coppie chiedono informazioni e ancor pi&ugrave; difficilmente sono gli operatori ad affrontare l&#8217;argomento. Quando se ne parla, spesso, viene fatto in modo sbrigativo e troppo spesso si finisce per consigliare l&rsquo;astinenza per nove mesi che poi sono anche di pi&ugrave; considerando i tempi di ripresa dell&rsquo;attivit&agrave; sessuale dopo il parto.</p>
<h3><strong>Intimit&agrave; in gravidanza</strong></h3>
<p>In generale si pu&ograve; affermare, che anche in gravidanza &egrave; normale e positivo mantenere un&rsquo;attiva vita sessuale, in armonia con il proprio desiderio, e qualora ci fossero condizioni fisiche e psicologiche che controindicano la penetrazione, non si dovrebbe passare all&rsquo;astinenza totale ma riscoprire altre forme di intimit&agrave; appaganti per la coppia. Pu&ograve; essere utile modificare le posizioni durante i rapporti sessuali per la presenza della pancia, ad esempio possono essere utilizzate posizioni laterali come quelle vis a vis o a tergo che consentono ad entrambi di rilassarsi e di evitare pressioni sull&rsquo;addome. Altre posizioni che le donne ritengono essere comode sono quelle in cui la donna &egrave; di schiena all&rsquo;uomo e accovacciata nel grembo di lui, oppure stare in ginocchio o carponi con l&rsquo;uomo dietro.</p>
<p>Nel terzo trimestre, per la donna assumere la posizione supina pu&ograve; diventare sgradevole perch&egrave; la presenza dell&rsquo;utero rende pi&ugrave; difficoltosa la respirazione e ostacola il flusso sanguigno, proprio per questo a volte le donne prediligono fare l&rsquo;amore in posizione seduta, con spalle e testa sorretti da cuscini oppure da una sedia o dalla sponda del letto.</p>
<p>Questi sono solo dei suggerimenti, poi sar&agrave; ogni coppia ad adattarsi al nuovo stato di gravidanza, e saranno loro a sperimentare e scegliere cosa &egrave; meglio.</p>
<p>&Egrave; chiaro che fare l&rsquo;amore deve essere un piacere per entrambi i genitori, &egrave; importante parlare delle proprie paure soprattutto all&rsquo;interno della coppia, ma anche con la propria ostetrica o ginecologo. Parlare, non soltanto delle paure, ma anche di come ci si sente in questa nuova veste di genitori, e per la donna &egrave; importante poter parlare dei suoi cambiamenti corporei, dei nuovi desideri ed esigenze.</p>
<p>Infatti, carezze, gesti o posizioni che prima erano considerate piacevoli, adesso per le avvenute modificazioni come la presenza della pancia, per un seno molto pi&ugrave; sensibile alle carezze, agli sfregamenti, possono non essere pi&ugrave; considerate tali.</p>
<p>Va ricordato che il continuare l&rsquo;attivit&agrave; sessuale durante la gravidanza permetta soprattutto nell&rsquo;ultimo trimestre di arrivare pi&ugrave; preparate al parto per quanto riguarda le modificazioni del collo dell&rsquo;utero, e poi mantenere questo desiderio &egrave; una buona premessa per riprendere questa forma d&#8217;intimit&agrave; dopo il parto.</p>
<h3><strong>Reali controindicazioni mediche a fare l&rsquo;amore</strong></h3>
<p>Le vere controindicazioni a fare l&rsquo;amore per le quali &egrave; necessario interrompere l&rsquo;attivit&agrave; sessuale sono le seguenti:</p>
<ul>
    <li>Minaccia d&rsquo;aborto o rischio di parto pretermine, ma non all&rsquo;infinito solo finch&egrave; si presenta il problema.</li>
</ul>
<p>Per parto pretermine si intende quando un bambino nasce prima delle 37 settimane, di solito si manifesta con contrazioni di varia intensit&agrave; e durata, associate a modificazioni del collo dell&rsquo;utero.</p>
<ul>
    <li>Ipercontrattilit&agrave; uterina, ovvero presenza di contrazioni che necessitano di trattamento farmacologico
    <ul>
        <li>Placenta previa ovvero placenta che ricopre completamente o in parte l&rsquo;orifizio uterino interno</li>
        <li>Dilatazione prematura del collo dell&rsquo;utero</li>
        <li>Rottura prematura delle membrane del sacco amniotico</li>
    </ul>
    </li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>In puerperio</strong></h2>
<h3><strong>Modificazioni dopo il parto</strong></h3>
<p>Dopo il parto, la donna &egrave; completamente assorbita dalle esigenze del proprio bambino, ne &egrave; completamente rapita e questa sua completa dedizione &egrave; necessaria perch&eacute; lui ne ha bisogno per il suo sviluppo, per la sua crescita, per la sua alimentazione, in sintesi per la sua sopravvivenza. Inoltre la donna &egrave; stanca, soprattutto quando il travaglio &egrave; stato lungo e faticoso, non &egrave; ancora riuscita a riprendersi fisicamente e deve adattarsi ai nuovi ritmi di vita con il bambino.</p>
<p>Per adattarsi a questi nuovi ritmi ci vuole del tempo, infatti, l&rsquo;allattamento a richiesta pu&ograve; sfasare i normali ritmi precedenti la nascita, richiede di dormire quando dorme il bambino, ad esempio tra una poppata e l&rsquo;altra per recuperare energie, in pi&ugrave; i risvegli notturni sia del bambino che della mamma possono creare disagio e mettere in secondo piano l&rsquo;esigenza di ricreare situazioni di intimit&agrave; con il proprio partner.</p>
<p>Inoltre, la <strong>prolattina</strong>, ormone essenziale che garantisce la produzione di latte, inibisce la produzione di altri ormoni come estrogeni e progesterone determinando secchezza vaginale e ridotto desiderio sessuale. Oltre a questo aver avuto un <strong>parto operativo</strong>, durante il quale vi &egrave; stata la necessit&agrave; di accelerare il parto e quindi far nascere pi&ugrave; velocemente il bambino con uso di forcipe o ventosa determinano un vissuto diverso del parto stesso con una ripresa pi&ugrave; tardiva dei rapporti sessuali, poich&egrave; oltre allo stress, alla paura della situazione pericolosa che si era creata, spesso il parto operativo comporta un maggior traumatismo dei tessuti della vagina e dei muscoli del perineo.</p>
<p>Nelle prime 6-8 settimane dopo il parto e durante l&rsquo;allattamento esiste una fisiologica riduzione dell&rsquo;eccitazione che si accompagna ad uno spessore delle pareti vaginali inferiore e ad una minore intensit&agrave; dell&rsquo;orgasmo. Responsabili di questa condizione sono sicuramente l&rsquo;aumento della prolattina, la riduzione degli estrogeni e l&rsquo;eventuale presenza di una <strong>lacerazione perineale</strong> o dell&rsquo;<strong>episiotomia</strong>. Inoltre, la situazione ormonale incide anche sulla <strong>lubrificazione vaginale</strong> che durante il periodo dell&rsquo;allattamento pu&ograve; essere ridotta, in questi casi dietro prescrizione medica si pu&ograve; ricorrere all&rsquo;applicazione di una terapia estrogenica locale.</p>
<h3><strong>Dolore durante i rapporti</strong></h3>
<p>La cicatrice dell&rsquo;episiotomia e della lacerazione, qualora la sutura non sia stata eseguita correttamente o se si &egrave; infettata o se la cicatrizzazione &egrave; inadeguata pu&ograve; causare dolore.</p>
<p>Il dolore pu&ograve; innescare un meccanismo di contrazione difensiva del muscolo che circonda la vagina che pu&ograve; peggiorare con i tentativi di riprendere i rapporti. Pertanto &egrave; necessario che la penetrazione durante i rapporti avvenga quando la vagina &egrave; umettata e lubrificata. La paura di provare dolore o l&rsquo;effettivo dolore che una donna sente pu&ograve; inibire la possibilit&agrave; di riprendere l&rsquo;attivit&agrave; sessuale; &egrave; importante rilassarsi essere tranquilli e poter interrompere il rapporto in qualsiasi momento compaia dolore o fastidio.</p>
<p>Durante i rapporti sessuali pu&ograve; essere utile utilizzare dei cuscini da disporre in modo tale che vi sia meno pressione sulla zona dolente. Potrebbe anche essere sufficiente un solo cuscino sotto le natiche oppure stare voi sopra il partner per controllare meglio il rapporto. &Egrave; altrettanto importante che la penetrazione avvenga quando voi siete rilassate, cercando di non stringere i muscoli della vagina perch&eacute; lo renderebbe pi&ugrave; doloroso, inoltre il partner dovr&agrave; entrare delicatamente e un po&rsquo; alla volta senza forzare mai.</p>
<p>In puerperio &egrave; importante eseguire un&rsquo;accurata e appropriata igiene intima, in generale utilizzando un sapone che rispetti il ph vulvare. Qualora si presenti bruciore, prurito, leucorrea ed eritema, &egrave; auspicabile contattare la propria ostetrica o il proprio ginecologo per accertarsi che non vi siano infezioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la presenza di infiammazione e dolore locale pu&ograve; essere utile fare dei massaggi locali per circa 4-5 minuti, con gel a base di olio di iperico o di alimaidi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Attivare i muscoli del pavimento pelvico</strong></h3>
<p>Dopo il parto, i muscoli del pavimento pelvico sono lassi e distesi perch&eacute; si sono modellati per fare passare il vostro bambino. Avere dei muscoli del pavimento pelvico tonici e vitali &egrave; molto importante per tutta la vita sessuale della donna, infatti tessuti non tonici possono causare rapporti pi&ugrave; fastidiosi o dolorosi. Oltre a questi problemi legati alla sfera sessuale vi &egrave; anche una pi&ugrave; facile predisposizione alla possibilit&agrave; di perdere urina, ad esempio durante episodi di tosse e starnuti, ed episodi di incontinenza fecale.</p>
<p>Per questo &egrave; importante continuare o iniziare degli esercizi che mirino a tonificare la muscolatura del pavimento pelvico per rimuovere questi problemi insorti dopo il parto e per prevenirne la comparsa durante la menopausa.</p>
<p>Questi esercizi andrebbero eseguiti tutti i giorni per almeno dieci minuti, insomma basterebbe ritagliarsi 10 minuti del proprio tempo, la mattina, il pomeriggio o la sera per dedicarsi a questa muscolatura troppo spesso ignorata e dimenticata.</p>
<p>Se riprendere i rapporti sessuali che comportano una penetrazione &egrave; doloroso o se semplicemente ancora la coppia non si sente pronta, vorrei sottolineare come <strong>fare l&rsquo;amore non voglia dire solo aver un rapporto sessuale con penetrazione</strong> ma ci sono mille altri modi per stare insieme, crearsi uno spazio di coppia nella nuova triade, riprendere intimit&agrave; e contatto fisico dopo l&rsquo;esperienza traumatica o appagante del parto.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/88-sull%e2%80%99amore-in-gravidanza-e-nel-post-parto-fare-l%e2%80%99amore-e-pericoloso.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conoscere il perineo &#8211; corso</title>
		<link>http://www.matermundi.it/86-conoscere-il-perineo.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/86-conoscere-il-perineo.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dianora Torrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi e incontri]]></category>
		<category><![CDATA[L'universo di gyné]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=86</guid>
		<description><![CDATA[A cura di Dianora Torrini, ostetrica
Il pavimento pelvico &#232; una struttura spesso misconosciuta, ma fondamentale per il corretto svolgimento di molte funzioni della vita femminile, come una soddisfacente vita sessuale, un corretto svolgimento di gravidanza e parto, per non parlare delle quotidiane funzioni della minzione e della defecazione.
L&#8217;obiettivo di questo corso teorico-pratico &#232; quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A cura di <strong>Dianora Torrini</strong>, ostetrica</em></p>
<p><a rel="lightbox[slideshow]" title="pelvic" href="/images/2010/03/pelvic.png"><img width="180" vspace="10" hspace="10" height="180" align="left" alt="pavimento pelvico" src="/images/2010/03/pelvic.png" /></a>Il pavimento pelvico &egrave; una struttura spesso misconosciuta, ma fondamentale per il corretto svolgimento di molte funzioni della vita femminile, come una soddisfacente vita sessuale, un corretto svolgimento di gravidanza e parto, per non parlare delle quotidiane funzioni della minzione e della defecazione.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questo corso teorico-pratico &egrave; quello di diffondere la conoscenza delle strutture pelvi-perineali in ogni et&agrave; della vita femminile, fornendo alle partecipanti informazioni ed esercizi utili al corretto funzionamento ed allenamento di questa struttura anatomica,&nbsp;importantissima per la vita femminile.</p>
<span id="more-86"></span>
<h2>Il pavimento pelvico</h2>
<p>Il pavimento pelvico &egrave; un insieme di fasci muscolari che chiude in basso la cavit&agrave; addominale e insieme all&rsquo;apparato di sospensione, ovvero i legamenti che ancorano gli organi al bacino, sostiene i visceri che si trovano all&rsquo;interno del bacino, utero, vescica e retto.</p>
<p>I muscoli e i legamenti garantiscono agli organi di mantenersi nella loro sede pur conservando una loro mobilit&agrave;, inoltre garantiscono la continenza nei processi di minzione e defecazione. Questi muscoli durante la gravidanza dovranno sostenere il bambino, e durante il parto questa muscolatura dovr&agrave; distendersi e aprirsi affinch&egrave; il bambino possa nascere.</p>
<p>Il pavimento pelvico risulta quindi legato ad importanti funzioni del nostro corpo come la sessualit&agrave;, la riproduzione, l&rsquo;evacuazione, la minzione e la respirazione. Questo distretto corporeo &egrave; un&rsquo;area ad alta tensione emotiva, dove la donna pu&ograve; sintetizzare problemi e disagi psicologici oltre che sessuali, leggendovi e rilevandovi i cambiamenti che avvengono nelle varie fasi della sua esistenza.</p>
<p>Mantenere un perineo tonico vuol dire evitare episodi di perdita di urine, feci o gas ad esempio quando si tossisce, si starnutisce o solleviamo dei pesi, oppure evitare di avere la cosiddetta sindrome della chiave nella porta cio&egrave; l&rsquo;urgenza di andare in bagno appena si arriva a casa anche se la vescica &egrave; stata svuotata da poco tempo. Inoltre permette di non perdere liquidi o aria dalla vagina, e favorisce una buona sensibilit&agrave; vaginale e orgasmica.</p>
<p>Nella vita di una donna ci sono dei fattori che incrementano il rischio di indebolire questa muscolatura della quale si parla poco e che quindi &egrave; troppo spesso sconosciuta e mai volontariamente utilizzata.</p>
<p>Questi fattori di rischio sono la gravidanza, il parto ed infine la menopausa che con la carenza fisiologica di estrogeni pu&ograve; far perder trofismo ed elasticit&agrave; ai muscoli e ai legamenti. A questo va aggiunto anche stili di vita sbagliati.</p>
<p>Quindi se questi muscoli non mantengono la loro tonicit&agrave; le donne andranno incontro pi&ugrave; facilmente a incontinenza urinaria, problemi sessuali e incontinenza fecale. A volte i segnali di un pavimento pelvico indebolito ci sono gi&agrave; prima della gravidanza, del parto e della menopausa ma non conoscendo questa parte del proprio corpo le donne tendono ad ignorarli perch&eacute; magari sono solo piccoli problemi, scarsamente evidenti che per&ograve; tendono a ingigantirsi dopo il parto e la menopausa. Inoltre, le donne pensano che questi siano disturbi normali, inevitabili che facciano parte della vita di una donna&nbsp; e quindi molto spesso non ne parlano neanche con gli operatori della salute anche per vergogna e imbarazzo5. Un perineo debole pu&ograve; portare anche alla discesa degli organi pelvici ovvero il prolasso dell&rsquo;utero, della vagina, della vescica o del retto.</p>
<p>Circa il 20% delle donne con un et&agrave; compresa tra i 25 e i 65 anni hanno esperienza di incontinenza urinaria . Questa percentuale cresce soprattutto nel periodo perimenopausale.5</p>
<p>Purtroppo questa muscolatura come abbiamo detto &egrave; troppo spesso sconosciuta e dimenticata, la maggior parte delle donne ne viene a conoscenza solo durante la gravidanza o al momento del parto. Inoltre le donne pensano a questa muscolatura come a qualcosa di incontrollabile, ingestibile, invece gli esercizi oltre a permettere di conoscerla insegnano anche ad usarla volontariamente e a gestirla durante l&rsquo;attivit&agrave; sessuale, ma anche durante bruschi aumenti della pressione intraaddominale come durante episodi di tosse, starnuti o quando si sollevano dei pesi.</p>
<p>&Egrave; importante prendere consapevolezza di questa muscolatura per imparare a riconoscere i sintomi e i segni di un pavimento pelvico indebolito, &nbsp;e per allenarla gi&agrave; prima della gravidanza perch&eacute; in questo modo stimoliamo il nostro cervello a ricordarsi che abbiamo il perineo e gi&agrave; in assenza di disturbi impariamo una serie di esercizi che potranno essere utili durante la gravidanza o dopo il parto e durane la menopausa.</p>
<p>Creare incontri tra donne per parlare del perineo permette di fornire informazioni sul proprio corpo,&nbsp; di conoscere dove sono questi muscoli, come sono anatomicamente e a cosa servono. In questo modo si favorisce la presa di coscienza da parte delle donne di una parte del proprio corpo, il perineo, che rappresenta una muscolatura importantissima per mantenersi in salute, inoltre vengono forniti degli strumenti per conoscere lo stato di salute del proprio perineo, riconoscere i segni di indebolimento e chiedere aiuto. Questa strategia rappresenta una prevenzioni a comuni problemi dell&rsquo;apparato uro-ginecologico e permette alle donne di prendersi cura di s&eacute; stesse in prima persona. Inoltre esercitare questa muscolatura permette alle donne con sintomatologie intermedie di curare i propri disturbi e quindi migliorare la loro vita anche in termini di autostima e relazioni interpersonali.</p>
<p>Quindi esercitare la muscolatura &egrave; sia un metodo di &nbsp;prevenzione che di trattamento di alcuni disturbi uro-ginecologici, spesso da associare anche agli interventi pi&ugrave; invasivi perch&eacute; comunque anche la chirurgia lavora meglio su un pavimento tonico e vitale.</p>
<p>Inoltre nel rapporto delle nazioni unite e dell&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; &ldquo;lo stato della popolazione nel mondo 1998&rdquo;, si invitavano i paesi aderenti a predisporre &ldquo;efficaci strategie di prevenzione delle patologie croniche invalidanti che affliggono le donne&hellip; incontinenza&hellip;&rdquo;</p>
<p>Diffondere la conoscenza e la cura delle strutture pelvi-perineale in ogni et&agrave; della vita femminile permetter&agrave; di ridurre l&rsquo;incidenza di patologie iniziali e del prolasso genitale, di ricorrere alla terapia chirurgica invasiva, di migliorar l&rsquo;autostima della donna, la qualit&agrave; di vita e la sessualit&agrave;, infine permetter&agrave; una riduzione della spesa sanitaria</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>Soggetti ai quali &egrave; rivolto il corso</strong></h2>
<p>Questo corso &egrave; rivolto a tutte le donne di tutte le et&agrave; dalle adolescenti, alle donne in gravidanza, alle donne che hanno gi&agrave; partorito, alle donne che si avvicinano alla menopausa e a coloro che lo sono gi&agrave; da qualche anno.</p>
<p>Saranno previsti 8 incontri ciascuno di un&rsquo;ora e un quarto.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong>Obiettivi del corso</strong></h2>
<p>Gli incontri prevederanno una parte di conoscenza anatomica del bacino e del pavimento pelvico per facilitare il processo di presa di coscienza della regione perineale e dell&rsquo;attivit&agrave; muscolare del pavimento pelvico. Eseguiremo degli esercizi per imparare a contrarre volontariamente i muscoli cercando di eliminare le sinergie agoniste (adduttori, glutei) ed antagoniste (addominali, diaframma).</p>
<p>Forniremo alle donne degli strumenti per valutare il loro stato di salute perineale e degli esercizi per rafforzare e controllare questa muscolatura che potranno utilizzare da sole a casa e in ogni periodo della propria vita.</p>
<p>Incontrarsi in gruppo permette di creare dei momenti di condivisione tra donne che a diversi stadi della loro vita possono raccontare il loro vissuto perineale, inoltre permette di sentirsi meno sole e di capire che di incontinenza o di disturbi del perineo si pu&ograve; parlare e che si pu&ograve; migliorare la qualit&agrave; della vita sotto tutti i punti di vista.</p>
<h2><strong>Sede del corso</strong></h2>
<p>Il corso si svolger&agrave; presso il centro studi <em>matermundi</em>, associazione per una femminilit&agrave; consapevole ed il benessere di donna e bambino.</p>
<p>La sede del corso &egrave; a Prato in Via Goldoni 136 (vedi mappa).</p>
<p>Per ulteriori informazioni su date, orari e costi inviare una email a <a title="Linkification: mailto:info@matermundi.it" href="mailto:info@matermundi.it" class="linkification-ext">info@matermundi.it</a></p>
<hr size="1" />
<h4>Bibliografia</h4>
<ol>
    <li>Perineo e dintorni, Scuola Elementale di Arte Ostetrica</li>
    <li>Riabilitazione uro-ginecologica, Paolo Di Benedetto, edizioni Minerva Italica</li>
    <li>Il pavimento pelvico. Come rivitalizzarlo e rinforzarlio Wiethlaer Veonika, Morlacchi editore</li>
    <li>Guida all&rsquo;esercizio della professione di ostetrica, C. G. edizioni medico scientifiche SRL</li>
    <li>Continence for women: evidence-based practice. Sampselle CM, Burns PA, Dougherty MC, Newman DK, Thomas KK, Wyman JF., J Obstet Gynecol Neonatal Nurs. 1997 Jul-Aug;26(4):375-85.</li>
    <li>Female urinary incontinence rehabilitation. Di Benedetto P., Minerva Ginecol. 2004 Aug;56(4):353-69.</li>
    <li>Preventing pelvic floor dysfunction: childbearing women deserve better care. Aston B. J, Fam   Health Care. 2009;19(5):150-1.</li>
    <li>NIH state-of-the-science conference statement on prevention of fecal and urinary incontinence in adults, NIH Consens State Sci Statements. 2007 Dec 12-14;24(1):1-37.</li>
    <li>Rationale of pelvic floor muscles training in women with urinary incontinence. Di Benedetto P, Coidessa A, Floris S., Minerva Ginecol. 2008 Dec;60(6):529-41. Review</li>
    <li>La salute sessuale della donna, Sheila Kitziger, Red edizioni</li>
    <li>An evidence-based approach to lifestyle interventions in urogynaecoogy, Chistofi N, Hextall A.  The role of antenatal courses in preventing the onset of altered pelvic statics and urinary incontinence, Franchi M, Ciolli P, Greco E, Piser&agrave; A, Russo R., Minerva Ginecol. 1999 Apr;51(4):135-8.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/86-conoscere-il-perineo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;aborto del primo trimestre</title>
		<link>http://www.matermundi.it/83-laborto-del-primo-trimestre.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/83-laborto-del-primo-trimestre.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dianora Torrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Lutto]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=83</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta
L&#8217;aborto spontaneo del primo trimestre, avviene durante le prime 12 settimane di gestazione, &#232; un evento piuttosto frequente che si manifesta essenzialmente attraverso perdite ematiche e in alcuni casi dolori tipo mestruali di intensit&#224; variabile, dovuti alla contrazione del muscolo uterino.
La comparsa di perdite ematiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>a cura di <strong>Dianora Torrini</strong>, ostetrica e <strong>Claudia Ravaldi</strong>, psichiatra psicoterapeuta</em></p>
<p><a href="http://www.ciaolapo.it/images/stories/soffice1.jpg" title="aborto" rel="lightbox[slideshow]"><img width="225" hspace="10" height="225" align="left" src="http://www.ciaolapo.it/images/stories/soffice1.jpg" alt="Soffice, foto di luca bertinotti" /></a>L&rsquo;aborto spontaneo del primo trimestre, avviene durante le prime 12 settimane di gestazione, &egrave; un evento piuttosto frequente che si manifesta essenzialmente attraverso perdite ematiche e in alcuni casi dolori tipo mestruali di intensit&agrave; variabile, dovuti alla contrazione del muscolo uterino.</p>
<p>La comparsa di perdite ematiche &egrave; un momento piuttosto difficile per la coppia perch&eacute; si rende conto che qualcosa pu&ograve; non andare bene, che la gravidanza potrebbe essere a rischio e che potrebbe anche interrompersi. Inoltre, nonostante l&rsquo;aborto spontaneo del primo trimestre sia un evento piuttosto frequente del quale si sente spesso parlare &egrave; comunque un <strong>evento inaspettato </strong>che pu&ograve; causare <strong>stress</strong>, <strong>ansia </strong>e <strong>sensazione di impotenza</strong>.</p>
<span id="more-83"></span>
<p>&Egrave; importante sottolineare che<strong> l&rsquo;aborto rappresenta un lutto a tutti gli effetti</strong> perch&eacute; sia il sentirsi genitori sia l&rsquo;attaccamento al bambino iniziano precocemente. Spesso i genitori si sentono tali gi&agrave; dal risultato positivo del test di gravidanza pertanto l&rsquo;embrione non &egrave; visto come un insieme di cellule che sta iniziando a svilupparsi ma &egrave; gi&agrave; rappresentato come un bambino.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Amici, familiari e operatori</strong></h3>
<p>Questo processo per&ograve; avviene nei genitori e non negli amici, familiari e purtroppo anche negli operatori; pertanto <strong>la perdita viene troppo spesso minimizzata</strong> perch&eacute; non vi &egrave; un bambino visibile e riconoscibile , non ci sono ricordi condivisi e c&rsquo;&egrave; scarso riconoscimento dell&rsquo;attaccamento verso il bambino perso.<strong> Il lutto non viene riconosciuto</strong> come tale e non viene riconosciuto il ruolo genitoriale di questa coppia , anzi ci si aspetta che il lutto si risolva in breve tempo, ignorandone completamente il dolore.</p>
<p>Gli operatori attraverso i loro giudizi e il loro modo di assistere <strong>possono incrementare ulteriormente il dolore della perdita</strong> proprio perch&eacute; ne ignorano il significato, non capiscano l&rsquo;importanza di quel bambino e il significato di quelle perdite di sangue. Inoltre troppo spesso questo percorso viene visto come un semplice intervento di routine. Invece, le donne necessitano di comprensione dei loro vissuti emotivi e di informazioni sul percorso che devono affrontare.</p>
<p>Come operatori, quando si presenta una coppia con un aborto spontaneo dobbiamo ricordarci che<strong> il dolore della perdita non dipende dall&rsquo;epoca gestazionale</strong>, che siamo responsabili del processo del lutto e che possiamo aggravarlo o facilitarne la risoluzione attraverso i nostri comportamenti.</p>
<p>Dobbiamo ricordarci che l&rsquo;esperienza pu&ograve; essere resa ancor pi&ugrave; dolorosa da:</p>
<ul>
    <li>atteggiamenti maldestri, o sbrigativi, da scarsa sensibilit&agrave; attenzione e comprensione dell&rsquo;impatto emotivo</li>
    <li>da assenza di appuntamenti di follow-up</li>
    <li>Mancanza di counselling psicologico</li>
    <li>Mancanza di informazione</li>
    <li>Insufficiente contatto con donne che hanno gi&agrave; avuto questa esperienza</li>
</ul>
<p>Quando ci confrontiamo con queste coppie dobbiamo sempre considerare i loro bisogni e i vissuti personali</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Medico di fiducia e attesa</strong></h3>
<p>Quando compaiono delle <strong>perdite ematiche di scarsa quantit&agrave; senza dolore</strong> <strong><em>non &egrave; necessario una valutazione immediata</em></strong>.</p>
<p>Se invece la perdita ematica &egrave; pi&ugrave; <strong>abbondante ed &egrave; accompagnata da dolore</strong> si pu&ograve; <em><strong>contattare subito il proprio ginecologo</strong></em> spiegandogli la sintomatologia, da quanto tempo sono presenti i sintomi e soltanto <strong>dopo il suo intervento decidere</strong> se rimanere a casa per valutare in che direzione evolve la situazione o se andare immediatamente in ospedale. Se la donna non si sente a suo agio nel rimanere a casa e qualora la sintomatologia persista da qualche ora pu&ograve; essere necessario recarsi in ospedale.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Normalmente<strong> l&rsquo;aborto spontaneo inizia con perdite ematiche rosse scure o marroni senza dolore</strong>, con il passare del tempo<strong> le perdite possono diventare rosso vivo e pu&ograve; iniziare il dolore</strong>. Quando la sintomatologia dolorosa si intensifica, spesso aumenta anche la perdita ematica. Normalmente questo periodo ha una durata breve e la donna pu&ograve; vedere coaguli di sangue, ma non si deve aspettare di vedere l&rsquo;embrione perch&eacute; &egrave; molto piccolo e quindi difficilmente identificabile e distinguibile. Infatti, a 3 settimane l&rsquo;embrione &egrave; lungo circa 2mm, a 4 settimane circa 5 mm e a 6 settimane &egrave; poco pi&ugrave; di 1 cm.</p>
<p>Una volta che l&rsquo;aborto si &egrave; verificato e in utero non &egrave; rimasto materiale non &egrave; necessario effettuare alcun intervento. Nei giorni successivi fino anche a 2 settimane possono persistere lievi perdite ematiche o spotting .</p>
<h3><strong>Ospedale</strong></h3>
<p>Quando una donna decide di andare in ospedale a fare un controllo spesso la prima persona che incontra &egrave; l&rsquo;ostetrica, la quale le chieder&agrave; il motivo che l&rsquo;ha spinta a recarsi in ospedale, ed &egrave; importante riferire:</p>
<ul>
    <li>il primo giorno dell&rsquo;ultima mestruazione</li>
    <li>se i cicli erano regolari o irregolari</li>
    <li>se vi sono state perdite ematiche e come sono state, cio&egrave; se sono rosse vivo, rosso scuro se sono abbondanti o no. Dare informazioni su quando &egrave; cominciato questo sanguinamento, se &egrave; &nbsp;appena iniziato o se &egrave; presente gi&agrave; da alcuni giorni</li>
    <li>se &egrave; presente una sintomatologia dolorosa. Spesso i dolori compaiono dopo la perdita ematica e incrementano quando vi &egrave; una perdita di sangue abbondante e intervengono quando il materiale presente nell&rsquo;utero viene espulso. Quando il materiale viene espulso il sanguinamene diminuisce e anche il dolore cessa.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Diagnosi</strong></h3>
<p>Una volta accertata la sintomatologia, la diagnosi di aborto spontaneo viene effettuata attraverso un ecografia che permette di valutare se vi &egrave; stato un aborto e se quest&rsquo;ultimo &egrave; stato completo ovvero in utero non vi &egrave; pi&ugrave; materiale residuo, o incompleto, qualora vi sia ancora del materiale che &egrave; necessario rimuovere.</p>
<p>Non sempre l&rsquo;ecografia &egrave; cos&igrave; chiarificatrice poich&eacute; vi possono essere dei quadri dubbi ad esempio in una gravidanza in fase precoce di evoluzione nella quale non si vede ancora la camera gestazionale, oppure in caso di un gravidanza extrauterina o come avviene molto raramente nel caso di una mola vescicolare. In presenza di un quadro clinico dubbio &egrave; necessario ripetere l&rsquo;esame ecografico a distanza di alcuni giorni e dosare l&rsquo;ormone beta-hCGb.</p>
<p>Dopo l&rsquo;esame ecografico una donna si aspetta che venga confermata o no la presenza di una gravidanza, se &egrave; ancora in evoluzione, se si &egrave; interrotta o qualora sia di esito incerto che probabilit&agrave; abbia di andare avanti.</p>
<p><strong> </strong>Qualora venga diagnosticato un&nbsp; aborto &egrave; necessario informare immediatamente la coppia sul percorso che devono affrontare.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Intervento chirurgico</strong></h3>
<p>Se la diagnosi effettuata &egrave; di aborto con materiale in utero la pratica standard &egrave; il trattamento chirurgico, ovvero un intervento eseguito sotto sedazione della durata di 10 minuti circa. La donna verr&agrave; quindi ricoverata e durante la degenza in ospedale di uno al massimo due giorni , &egrave; necessario eseguire un esame del gruppo sanguigno e del fattore Rh.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong> </strong><strong> </strong><strong>Profilassi anti-D</strong></h3>
<p>Se la donna risulta Rh negativa &egrave; necessario eseguire la profilassi anti-D, poich&egrave; se l&rsquo;embrione fosse stato positivo e nel caso di contatto tra il sangue della donna e dell&rsquo;embrione, la donna pu&ograve; sviluppare anticorpi che possono essere pericolosi in una gravidanza successiva se il bambino &egrave; Rh positivo. Effettuando questa iniezione e sottoponendosi a degli esami di controllo del sangue a distanza di sei mesi si elimina questo rischio.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Sepoltura</strong></h3>
<p>Secondo il D.P.R. 10/09/1990 n. 285, &egrave; possibile seppellire bambini di et&agrave; gestazionale inferiore alle 20 settimane. Per poterlo fare &nbsp;&egrave; necessario richiedere i resti mortali del bambino all&rsquo;ospedale e i permessi per il trasferimento al cimitero all&rsquo;ASL. Non si tratta di procedure difficili, ma &egrave; opportuno compierle con tempestivit&agrave; e precisione. Ecco cosa fare:</p>
<p>1. Comunica al pi&ugrave; presto al Medico e all&rsquo;Ostetrica che vuoi seppellire il tuo bambino (in questo modo il Medico conserver&agrave; con cura il corpicino).</p>
<p>2. Se vuoi, potrai chiedere all&rsquo;Ostetrica di applicare sul contenitore in cui verr&agrave; posto il tuo bimbo un&rsquo;etichetta con scritto il nome che gli hai dato e il tuo [della mamma] nome e cognome (in questo modo il bambino verr&agrave; definito con il proprio nome e non come &ldquo;prodotto abortivo di &hellip;..&rdquo;).</p>
<p>3. Presenta entro le 24 ore dall&rsquo;intervento o dal parto (art. 7 commi 3 e 4 del D.P.R. 10.9.90 n. 285) la domanda di sepoltura in carta semplice e in triplice copia (pu&ograve; essere compilata da parte della mamma, ma anche da un qualsiasi altro familiare)</p>
<h3><strong>Il percorso del lutto</strong></h3>
<p>Gli operatori devono informare la donna sul percorso del lutto, che <strong>potr&agrave; sentirsi triste, vuota, sola, arrabbiata, in colpa</strong>; inoltre potr&agrave; sentirsi affaticata avere difficolt&agrave; a <strong>dormire</strong>, di <strong>appettito </strong>e nello <strong>svolgere le normali attivit&agrave; quotidiane</strong>.</p>
<p>Purtroppo come operatori dobbiamo anche preparare la coppia ad una cosiddetta &ldquo;<strong>perdita invisibile</strong>&rdquo;, ovvero informare la coppia che potrebbero incontrare difficolt&agrave; nella condivisione di questa perdita con i familiari, con gli amici perch&eacute; come abbiamo gi&agrave; detto spesso una perdita cos&igrave; precoce &egrave; una perdita non riconosciuta.</p>
<p><strong>Anche i padri soffrono </strong>e devono affrontare il lutto ma spesso il loro dolore &egrave; riconosciuto ancora meno rispetto a quelle delle mamme, perch&eacute; oltre alla perdita non riconosciuta si associa l&rsquo;idea &nbsp;che l&rsquo;uomo deve essere forte anche per la donna, non deve piangere e non deve mostrare le proprie emozioni.</p>
<p>Dobbiamo rassicurare le donne che nessun loro comportamento ha causato l&rsquo;aborto e che n&eacute; loro n&eacute; gli operatori potevano fare niente per evitarlo o prevenirlo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Prevenzione dell&#8217;aborto</strong></h3>
<p>Per prevenire l&rsquo;aborto non vi sono reali terapie da effettuare, a volte viene consigliato di evitare rapporti sessuali durante il sanguinamento, di somministrare del progesterone e il riposo a letto anche se non ne &egrave; stata dimostrata la reale efficacia.</p>
<p>E&#8217; necessario mettere al corrente i genitori delle reali prove di efficacia su questi trattamenti ed aggiungere che in realt&agrave; non vi &egrave; un vera e propria cura che permetta di prevenire l&rsquo;aborto.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Gravidanze successive</strong></h3>
<p>Spesso si pu&ograve; rimanere incinta gi&agrave; al ciclo successivo ed &egrave; importante, qualora si desideri una nuova gravidanza, assumere 0.4mg/die di acido folico &nbsp;almeno 1 mese prima della gravidanza e fino al terzo mese di gravidanza per prevenire alcune malformazioni e i difetti del tubo neurale.</p>
<p>Un aborto spontaneo non incide sulla possibilit&agrave; di gravidanze future, qualora per&ograve; gli aborti siano ripetuti &egrave; necessario indagare attentamente le cause attraverso indagini mediche accurate.</p>
<p>Non vi sono evidenze particolari su quanto tempo deve intercorrere tra un aborto e una successiva gravidanza, pu&ograve; comunque essere utile dal punto di vista ginecologico attendere almeno 1 ciclo mestruale per permettere all&rsquo;utero di prepararsi ad una nuova gravidanza. Dal punto di vista psicologico, non &egrave; consigliabile intraprendere una nuova gravidanza fino a quando lo stato psichico della donna continua ad essere provato dal lutto legato all&#8217;aborto.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/83-laborto-del-primo-trimestre.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Grafologia e le sue applicazioni</title>
		<link>http://www.matermundi.it/77-la-grafologia-e-le-sue-applicazioni.html</link>
		<comments>http://www.matermundi.it/77-la-grafologia-e-le-sue-applicazioni.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafoterapia e disgrafia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.matermundi.it/?p=77</guid>
		<description><![CDATA[a cura di Susanna Musztrai
La Grafologia è una materia non molto conosciuta, che adotta i criteri delle scienze sperimentali, essa studia i tracciati grafici, dal quale emergono i profili della personalità dello scrivente. Con l&#8217;indagine parte il presupposto che lo scritto è come tutti il comportamento individuale, il risultato di un complesso lavoro di interconnessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di Susanna Musztrai</p>
<p>La Grafologia è una materia non molto conosciuta, che adotta i criteri delle scienze sperimentali, essa studia i tracciati grafici, dal quale emergono i profili della personalità dello scrivente. Con l&#8217;indagine parte il presupposto che lo scritto è come tutti il comportamento individuale, il risultato di un complesso lavoro di interconnessione tra il sistemi emozionale e neocorticale.<br />
Superate le fasi dell&#8217;apprendimento la scrittura viene trasformata in un processo automatico, nonché il risultato delle risposte motorie ai circuiti neurali e corticali costruiti dal lavoro interconnesso congenito è acquisito e memorizzato nel cervello degli individui.<br />
Le risposte comportamentali non possono essere che personali e strettamente individuali, come esclusive sono le emozioni degli individui e l&#8217;assetto ereditario.<br />
Da queste premesse si riscontrano le interpretazioni della scrittura per la descrizione della personalità umana.<br />
Le analisi grafologiche confermano la validità interpretativa della scrittura.<br />
Esistono vari settori applicativi in cui la consulenza grafologica, da sola o assieme ad altri strumenti diagnostici, si è dimostrata di particolare utilità ed efficacia.<br />
La preparazione universitaria prevede, infatti, la possibilità di specializzazione in quattro settori differenti:<br />
giudiziario, gestione delle risorse umane e del lavoro, età evolutiva, familiare.</p>
<p>Definizione</p>
<p>La Grafologia è la disciplina scientifica che si prefigge di individuare le caratteristiche della personalità di un soggetto nei suoi aspetti intellettivi, temperamentali e relazionali, attraverso l’interpretazione della sua scrittura e, più in generale, della sua attività grafica spontanea.</p>
<p>L’attività grafica, tra i diversi comportamenti espressivi risulta quello più sofisticato e complesso e come tale in grado di registrare lo specifico individuale.</p>
<p>Nell’atto dello scrivere, risulta coinvolta tutta la soggettività personale nella sua unicità e nella sua complessa attività cerebrale e neuromuscolare.<br />
A partire dalla funzione ideativa fino ai movimenti della mano e delle dita, è tutto l’individuo che scrivendo si muove sul foglio e ripropone in esso il suo modo particolare di essere, di sentire e di comportarsi.</p>
<p>Lo spazio bianco del foglio in cui si scrive risulta simbolicamente l’equivalente dello spazio vitale in cui ci troviamo inseriti e la modalità con la quale scrivendo occupiamo quello spazio rivela il modo con il quale in esso ci muoviamo.</p>
<p>A partire quindi dalle forme grafiche realizzate sulla carta, risultato di un’attività originata dal cervello, ed organizzata in base alla sua struttura e alla sua esperienza, attraverso un metodo di indagine rigoroso ed oggettivo, nello specifico il metodo elaborato da Girolamo Moretti, fondatore della scuola italiana di grafologia, è possibile risalire dalla scrittura al gesto grafico sottostante, quindi alla struttura e alle dinamiche che caratterizzano in maniera unica ed irripetibile la personalità.</p>
<p>Attraverso lo studio della scrittura è possibile comprendere meglio le potenzialità e le risorse intellettive e temperamentali di cui dispone una persona.</p>
<p>La figura autorizzata ad eseguire l&#8217;analisi grafologica della personalità è il Consulente Grafologico, cioè un esperto dell’analisi strutturale psicosomatica e psicodinamica della scrittura, che interpreta le manifestazioni “proiettivo-espressive&#8221; della personalità al fine di operare la descrizione della medesima in funzione della consulenza:</p>
<p>1.    giudiziaria<br />
2.    psicopedagogica / clinica (disgrafia – afasia )<br />
3.    attitudinale analisi della personalità (compatibilità coppia/studio/professione)</p>
<p>Il Consulente Grafologico è un professionista che utilizzando il &#8220;test&#8221; della scrittura (analisi grafologica) esegue un&#8217;indagine attitudinale per scoprire:</p>
<p>1.    potenziali requisiti intellettivi<br />
2.    tratti di personalità<br />
3.    livello di equilibrio del soggetto preso in esame.</p>
<p>L&#8217;indagine grafologica non è invasiva, nel senso che in situazioni estremi può mancare perfino il contatto effettivo fra grafologo ed esaminando, evitando cosi ogni reciproca influenza con relativo effetto alone.<br />
Il grafologo può anche non conoscere nulla del soggetto esaminato al di fuori del sesso, età e titolo di studio e pertanto definirne il profilo senza subire alcun condizionamento.<br />
L&#8217;analisi grafologico è un intervento vantaggioso in entrambi visto la semplicità del materiale: una penna stilografica o biro e un foglio di carta non rigata.<br />
Inoltre i tratti personali più salienti possono essere delineati in un tempo breve.</p>
<p>La grafologia può intervenire a tutto campo e a livello sistemico e/o interdisciplinare, vale a dire calibrando i responsi sulla base della situazione e raccordandoli ad altri sistemi di indagine in modo da:<br />
•    confermare dati e pareri, già espressi, nei riguardi di un soggetto, da altre fonti;<br />
•    completare il quadro intellettivo/temperamentale del medesimo senza peraltro invaderne la privacy</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.matermundi.it/77-la-grafologia-e-le-sue-applicazioni.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
