Gen 212014
 

L’educazione musicale del bambino per lo sviluppo del cervello

Anche a Prato i corsi di musica secondo la Music Learning Theory di EE Gordon

 Prima lezione gratuita , ogni giovedì a partire dalle ore 17

Centro studi matermundi, via degli Abatoni 11/11, Prato

www.matermundi.it      www.audiationinstitute.org

Corsi informali di musica per bambini a Prato. Music Learning Theory di EE Gordon

Un numero sempre maggiore di studi scientifici suggerisce che la formazione musicale, specie se iniziata prima dell’età di sette anni, possieda un importante effetto sullo sviluppo del cervello. Un recente studio pubblicato sul Journal of Neuroscience da ricercatori americani della Concordia University, ha in particolare dimostrato che coloro che hanno iniziato presto un percorso di educazione musicale possiedono più forti connessioni tra i neuroni, in particolare nelle parti del cervello che aiutano pianificare e eseguire movimenti.

A Prato la dott.ssa Claudia Ravaldi, medico psicoterapeuta e psichiatra, ha fondato e dirige il Centro Studi della Associazione matermundi, per una femminilità consapevole ed il benessere di donna e bambino (www.matermundi.it), presso cui ci si occupa anche di educazione musicale nell’infanzia. Spiega Claudia Ravaldi: “i primi tre anni di vita di un bambino sono cruciali per lo sviluppo del cervello. Mentre alla nascita il cervello possiede solo il 25 per cento del peso che avrà durante la vita adulta, a partire dai 3 anni inizia a crescere drammaticamente e costruisce le sinapsi, cioè quei percorsi e quelle connessioni tra le sue numerose cellule che saranno fondamentali per un suo corretto funzionamento.” E sono proprio le più moderne ricerche di neuroscienze a sottolineare l’importante ruolo della musica in questa fase “le sinapsi utilizzate per la musica sono simili a quelle utilizzate per il ragionamento spaziale e temporale, e sono necessarie per svolgere le medesime competenze che i bambini useranno per la matematica, le scienze e anche l’apprendimento delle lingue. Acquisire una competenza musicale in questa fase della vita può in un certo senso ‘accendere’ le sinapsi”.

Claudia Ravaldi. Medico psicoterapeuta e psichiatra

Recenti studi condotti presso il Music Learning Center dell’Università del Texas a Austin, mostrano infatti che già i neonati possono categorizzare gli stimoli uditivi, riconoscendo ad esempio che due o più stimoli sono diversi. I bambini già a sette mesi sono in grado di discriminare il timbro dei suoni e di riconoscere una melodia quando suonata su un unico strumento. “Il canto è un modo ideale per promuovere lo sviluppo del linguaggio” spiega ancora la dott.ssa Ravaldi “ed è noto che l’esplorazione delle parole e delle rime attraverso una melodia familiare migliora la memoria. Il cervello di un bambino non è completamente sviluppato alla nascita, ha bisogno di input sensoriali adeguati per sviluppare neuroni e costruire i collegamenti tra le cellule. La musica fornisce un mezzo di stimolazione uditiva che può veicolare al contempo anche altri concetti educativi, come il linguaggio, che si svilupperanno meglio in seguito, quando il bambino acquisirà le adeguate competenze cognitive.”

Centro studi matermundi

In particolare il Centro Studi matermundi ha scelto di promuovere la realizzazione di corsi di musica basati sulla Music Learning Theory del prof. Edwin E. Gordon. I corsi sono tenuti da Stefano Cheli, insegnante certificato presso l’Audiation Institute, che spiega così il pensiero di Gordon “Il nostro obiettivo è favorire la crescita di persone capaci di ascoltare e capire la musica, di comunicare musicalmente, di fare musica nelle loro famiglie, con i loro amici e di improvvisare. Le nostre lezioni sono percorsi che si svolgono in un’atmosfera informale, che permette ai bambini di rispondere in modo spontaneo e naturale alle proposte musicali.”

Ovviamente per proporre questo genere di approcci alla musica non ci si può improvvisare. “I corsi sono tenuti in tutta Italia da insegnanti che hanno seguito un percorso formativo specifico” spiega Cheli “e che proseguono la specializzazione e l’aggiornamento attraverso eventi periodici di formazione continuativa, come ad esempio quelli condotti in Italia dall’Audiation Institute.”

 

Presso il Centro Studi matermundi si svolgono il giovedì pomeriggio

a partire dalle ore 17, lezioni di avvicinamento alla

Music Learning Theory, per bambini da 0 a 6 anni.

Prima lezione gratuita, prenotazione obbligatoria.

Tutte le informazioni nella pagina corsi di musica a Prato

E’ possibile partecipare alla prima lezione di prova senza alcun impegno, prenotandosi al numero 3473099148 o per email a musica@matermundi.it

 c/o sede Associazione CiaoLapo Onlus

Centro studi matermundi, via degli Abatoni 11/11, Prato

CiaoLapo e matermundi su FourSquare

Per informazioni sui corsi, sugli insegnanti, sulla Music Learning Theory e sulla educazione musicale è possibile consultare i siti:

www.matermundi.it

www.audiationinstitute.org

http://stefanocheli.blogspot.it

www.facebook.com/centrostudimatermundi

Gen 052014
 

A cura di Stefano Cheli educatore musicale per la prima infanzia – insegnante certificato Audiation Institute

“Il potenziale musicale del bambino non è mai stato alto come al momento della nascita.”

 Edwin E. Gordon

L’istruzione musicale secondo il prof. Edwin E. Gordon, “maestro” di un nuovo e naturale modo di avvicinarsi, capire e “fare musica” fin dalla più tenera età, attraverso l’essenziale ausilio della voce, veicolo di comunicazione tra i piccoli allievi e l’insegnante. La sua “guida informale” e l’ambiente ricco di melodie, ritmi e armonie, ambedue in pieno rispetto di ogni individualità e dei tempi di ogni bambino, lo porterà ad acquisire un ampio bagaglio musicale, a comprenderlo e ad utilizzarlo in modo naturale.
I benefici che questi bambini ne traggono sono molteplici, tra cui i più importanti sono legati allo sviluppo delle capacità creative e cognitive.

Approfondimenti

Le ricerche che sono alla base della Music Learning Theory dimostrano che i primi tre anni di vita del bambino costituiscono un periodo fondamentale per lo sviluppo della sua attitudine musicale e sono una finestra di apprendimento irripetibile.
I corsi sono stati concepiti allo scopo di far vivere al bambino un´esperienza che lo porterà ad arricchire con la musica il proprio patrimonio espressivo.
La musica è simile al linguaggio verbale e si sviluppa in modo analogo con la sua sintassi ed espressività. Da bambini abbiamo appreso il linguaggio verbale, ascoltandolo fin dalla culla dai nostri familiari, dagli adulti a noi vicini, dagli altri bambini e ragazzi.
Siamo così arrivati dapprima a comprenderlo, poi a parlarlo in modo spontaneo, senza una vera e propria educazione formale. Per poterlo parlare abbiamo acquisito il significato delle parole e la sintassi che le mette in relazione, tutte cose che più avanti si studiano durante l’educazione formale a scuola.
I bambini che, crescendo, comprendono ed usano il linguaggio musicale sono quelli che fin dalla nascita ne sono stati immersi in modo ricco e variegato, all’interno del contesto familiare. Questo perché, durante la prima infanzia, assorbiamo tutto quel che ci serve per vivere, tutto ciò che “ha un senso”. Queste “finestre di apprendimento” sono possibili grazie a come siamo fatti in quell’età: il cervello dei bambini, specialmente nei primi 36 mesi di vita, ha una struttura plastica, che permette la creazione di una serie di connessioni neuronali, che corrispondono alle capacità che sviluppiamo, tra le quali anche il linguaggio. Le stesse “finestre” sono “aperte” soltanto all’interno delle relazioni affettive ed educative con le persone di riferimento.
La Music Learning Theory è una teoria ideata da Edwin E. Gordon (South Carolina University, USA) e fondata su oltre 50 anni di ricerche ed osservazioni.
 Descrive la  modalità di apprendimento musicale del bambino a partire dall’età neonatale e si fonda sul presupposto che la musica si possa apprendere secondo processi analoghi a quelli con cui si apprende il linguaggio. Parallelamente agli studi sull’attitudine   musicale, che ne costituiscono la base teorica, si è andata sviluppando una metodologia che ne applica i principi, portando diverse e sostanziali novità nel campo dell’educazione musicale.
I corsi che proponiamo mettono in pratica questa metodologia, sono destinati ai bambini fin dalle prime settimane di vita e si pongono come obiettivo lo sviluppo per loro della capacità di ascoltare e capire la musica, di comunicare musicalmente, di fare musica nelle loro famiglie, con i loro amici e di improvvisare.
Durante i primi anni di vita, il bambino sembra essere spontaneamente incline a comunicare in modo musicale o, per meglio dire, secondo modalità vicine al linguaggio musicale: balbettii, vocalizzi. Il suono ha una grande importanza fin dai primissimi istanti della nostra vita e spesso rappresenta per noi una presenza rassicurante. Il bambino ce lo conferma quando lo osserviamo cantare spontaneamente delle piccole nenie, in quei momenti tanto delicati di transizione fra la veglia ed il sonno.
Anche nella vita adulta la musica è spesso presente con un forte ruolo rassicurante, specie in situazioni di insicurezza o di smarrimento spazio-temporale: in molti ospedali, i momenti che precedono un’operazione chirurgica, le fasi che precedono il decollo di un aereo.
Il nostro obiettivo non è quello di aggiungere altri stimoli ai tanti già presenti nella vita del bambino di oggi, ma piuttosto è quello di promuovere una relazione adulto-bambino, all’interno della quale l’uno possa rivolgersi all’altro per comunicare non più solo attraverso le parole e il racconto, ma anche con il canto e l’ascolto musicale.
E’ fondamentale appunto quanto sia importante per il bambino ascoltare a lungo, prima di essere spinto a dimostrare “cosa sa fare”. I canti proposti durante le lezioni, brevi e senza parole, lasciano libero il bambino di concentrare la sua attenzione solo sui suoni; il repertorio proposto è inoltre caratterizzato dalla varietà e complessità proprie del linguaggio musicale che, come qualsiasi altro linguaggio (verbale ad esempio) non deve essere semplificato quando rivolto ai più piccoli, ma esposto con interezza e complessità, esattamente come avviene per la lingua materna. Tutto questo favorirà, appunto, lo sviluppo della musicalità nel bambino conquistando le capacità di esprimersi e di formulare pensieri strutturati.
Ogni bambino, dovrebbe avere la possibilità di sviluppare meglio la propria attitudine musicale, nel rispetto dei propri tempi e modalità. A prescindere dal fatto che in futuro possa diventare un musicista professionista, sarà comunque un individuo in grado di scegliere, ascoltare e produrre musica con partecipazione e piacere.