PRIMO STADIO
PERIODO PRODROMICO O FASE LATENTE
Il periodo prodromico o fase latente è caratterizzato dalla presenza di contrazioni che modificano il collo dell’utero. Queste contrazioni prima irregolari e sporadiche diventano con il passare del tempo regolari e progressive, tendono ad aumentare per intensità, durata e frequenza e determinano l’appianamento cervicale ed un’iniziale dilatazione del collo uterino.
COSA ACCADE?
CONTRAZIONI
Le contrazioni in questa fase non sono dolorose e possono susseguirsi a ripetizione durante certe ore della giornata e poi fermarsi, oppure, essere leggere ma presenti durante tutto il giorno.
Queste contrazioni permettono alla cervice, ovvero al collo dell’utero di maturare cioè di prepararsi per la dilatazione che avviene durante il travaglio.
Il dolore sarà tipo quello mestruale con notevole variabilità individuale, si concentrerà soprattutto nella parte bassa dell’addome , in corrispondenza della schiena bassa (zona lombare e osso sacro) o nella parte interna delle cosce.
MODIFICAZIONI COLLO UTERO
1. Il collo dell’utero da posteriore, ovvero orientato verso il sacro diventa ANTERIORE
2. Il collo dell’utero matura, diventa SOFFICE
3. Il collo dell’utero diventa APPIANATO ovvero diminuisce la sua lunghezza
Terminate queste modificazioni il collo dell’utero inizierà a dilatarsi e diverrà “la bocca uterina”.
Soltanto dopo queste modificazioni, che avvengono grazie alle contrazioni del periodo prodromico, inizia la dilatazione
Le modificazioni sopra illustrate rappresentano ciò che normalmente accade al collo dell’utero di una donna che non ha mai partorito (nullipara), invece in una donna che ha già partorito (primipara, secondipara o pluripara) la dilatazione può iniziare anche prima che il collo sia molto diminuito di lunghezza. Questo perché l’utero mantiene una memoria del parto precedente
TAPPO MUCOSO
Spesso potrai notare delle perdite gelatinose, filanti, stai iniziando a perdere il tappo mucoso ovvero una sostanza gelatinosa (muco) presente all’interno del collo dell’utero con la funzione di proteggere e isolare il bambino nell’utero durante la gravidanza.
Questa perdita spesso è striata di sangue che può essere rosso scuro, marroncino o rosso brillante dovuto alla rottura dei capillari superficiali del canale cervicale
La perdita di questo tappo può avvenire qualche giorno prima o durante il travaglio stesso, non è un segno certo di inizio del travaglio ma ci dice comunque che qualcosa sta iniziando.
ROTTURA DELLE MEMBRANE
Il sacco amniotico che racchiude il bambino e contiene il liquido amniotico può rompersi in qualsiasi momento ovvero può rompersi prima che inizino le contrazioni, durante il periodo prodromico e durante il travaglio anche a dilatazione completa oppure durante la nascita del bambino, i cosiddetti “nati con la camicia”.
Potendosi rompere durante tutte queste fasi non possiamo prenderlo come un segnale di inizio travaglio. Quando il sacco si rompe in assenza di contrazioni queste iniziano spontaneamente nel 70% dei casi dopo 24 ore.
Qualora si rompa il sacco è necessario recarsi in ospedale o contattare l’ostetrica che ti ha seguito nella gravidanza.
Con la rottura del sacco amniotico (o membrane) la mamma percepirà una fuori uscita più o meno abbondante di liquido amniotico che dovrà essere chiaro quasi trasparente. Qualora il liquido sia di colore verde più o meno intenso è necessario recarsi immediatamente in ospedale per controllare come sta il tuo bambino.
Una volta rotte le membrane verranno monitorizzati i tuoi parametri:
• temperatura
• frequenza cardiaca
• pressione arteriosa
• colore liquido amniotico
• odore liquido amniotico
• quantità del liquido amniotico
Verrà monitorizzato anche il bambino attraverso l’auscultazione del battito cardiaco fetale.
La condotta del parto dopo che si sono rotte le membrane varia molto da ospedale a ospedale di solito è consigliabile attendere per 24-48 ore l’inizio spontaneo del travaglio , qualora il tampone vaginale, eseguito in gravidanza, fosse risultato positivo la somministrazione di antibiotici viene iniziata immediatamente e proseguita fino al parto. In alcuni ospedali con il tampone positivo oltre ad iniziare l’antibiotico viene anche indotto il parto.
Durante il periodo prodromico le contrazioni inizieranno ad assumere le caratteristiche di coordinazione e ritmicità e verranno percepite come fastidiose dalla donna.
I tempi del periodo prodromico sono molto variabili da donna a donna e spesso alcune mamme neanche si accorgono di questa prima fase che passa completamente inosservata. Altre donne, invece, avvertano le contrazioni dei prodromi come dolorose, non riescono a proseguire le loro attività quotidiane e necessitano di supporto e sostegno da parte di persone qualificate ricercano quindi la propria ostetrica o si recano in ospedale.
COSA FARE?
Questo periodo rappresenta una fase di adattamento sia fisico che emotivo al travaglio, potrai sperimentare una serie di emozioni, come la paura di affrontare l’incognita del travaglio e dell’incontro con il bambino; ma anche curiosità di conoscerlo, di sperimentarsi e di mettersi alla prova.
L’ambiente più idoneo per trascorrere questa prima fase è sicuramente l’ambiente di casa se la donna si senta tranquilla e al sicuro.
A volte i prodromi sono mal tollerati e le strategie per ridurre la tensione e la paura possono esser quelle di un bagno caldo, poichè l’acqua calda può ridurre le contrazioni fino a farle fermare del tutto se ancora il travaglio non è irreversibile ; e ilmassaggio che consente alla donna di riposarsi soprattutto fra le pause, di distrarsi. Infine è buona pratica bere molto e continuare ad alimentarsi con cibi non pesanti, facili da digerire.
Durante questa fase soprattutto se è notte devi cercare di riposare, scegliendo delle posizioni che permettano di distendersi infatti l’obiettivo non è il parto ma “è importante che la donna stia in un ritmo di attività/passività alternando le varie fasi, facendo una passeggiata, ballando, riposando facendo una doccia, mangiando e bevendo”.
Le contrazioni uterine del periodo prodromico che portano alla fase dilatante diventano ritmiche ed iniziano ad essere avvertite come dolorose dalla donna. L’intervallo tra una contrazione e l’altra inizia a diminuire ovvero da 1 contrazione ogni 20 minuti diventa ogni 10 e poi ogni 5, questo è il periodo dei prodromi ovvero di preparazione alla fase successiva che è la fase dilatante.
È importante provare a capire in quale fase del travaglio ti trovi per evitare inutili trasferte in ospedale per poi dover tornare a casa o rimanere in osservazione per valutare se queste contrazioni si interromperanno o se sono già quelle della fase dilatante. Inoltre in ospedale non sempre il partner può rimanere e per quanto possa essere accogliente l’ospedale ed empatico il personale si è pur sempre in un ambiente sconosciuto, si ha meno libertà di movimento e di espressione per spazi ridotti e per la presenza di altre persone, basti pensare quante persone si possono concentrare in una stanza che ospita tre donne al momento del passo. In questa situazione anche il tempo che si trascorre in ospedale si dilata e la percezione è quella di essere ricoverate da giorni.
PRIMO STADIO – FASE DILATANTE
Il travaglio di parto inizia quando le contrazioni sono regolari, dolorose e accompagnate dall’appianamento del collo dell’utero e da una dilatazione di circa 3 cm.
Una volta fatta diagnosi di travaglio “non si torna più indietro” cioè le contrazioni non spariscono più completamente, possono però diradarsi fino ad attenuarsi quasi completamente in alcune fasi del travaglio ovvero intorno ai 5 cm di dilatazione e al momento della dilatazione completa.
E IL BAMBINO?
Durante questa fase il bambino compie una serie di movimenti per iniziare a scendere nel canale da parto grazie alle contrazioni uterine. Inizialmente cerca di ridurre la dimensione della sua testa piegandola sul collo, riesce a fare questo poichè le ossa della sua testa non sono tutte unite come quelle di un adulto ma separate da cartilagine, una struttura morbida, che permette alle ossa di avvicinarsi e di adattarsi meglio alle dimensioni del tuo bacino per facilitare la sua discesa. Poi la testa del bambino inizierà a impegnarsi ovvero a confrontarsi con l’entrata del tuo bacino (stretto superiore) e a cercare la posizione migliore per iniziare il suo cammino verso l’uscita.
COSA FARE?
DURANTE LE CONTRAZIONI
Durante questa fase, le contrazioni sono più intense e ravvicinate rispetto al periodo prodromico, devono essere affrontate una alla volta, ricordando sempre che tra una contrazione e l’altra c’è sempre una pausa durante la quale è necessario riposarsi e raccogliere le forze provando a non pensare a ciò che dovrà accadere in seguito. Durante la contrazione è utile respirare ed esprimersi liberamente facendo uso del proprio corpo senza inibizioni, gridando muovendosi e, se necessario, cambiando posizione.
Devi cercare di rilassarti durante la pausa anche se il malessere può persistere durante gli intervalli, perché riuscire a riposarsi permette un recupero dell’energia.Respirare, rilassarsi, sonnecchiare , usare la voce, muoversi oscurare la stanza creare un ambiente intimo e tranquillo, usare l’acqua calda, sono strategie che facilitano la secrezione delle endorfine (oppiacei naturali): ormoni che agiscono diminuendo il dolore e creando un senso di benessere alterando la percezione del tempo.
BISOGNI DELLA MAMMA
L’organismo durante tutto il travaglio ha bisogno di liquidi, come acqua ma anche succhi di frutta, tè e nutrimento per i muscoli che in questa fase consumano tanta energia.
Durante il travaglio potrai sentire spesso la necessità di svuotare la vescica ma se non ne sentirai il bisogno è comunque importante provare a svuotare la vescica almeno ogni 2 ore. In questa fase è comune anche avere nausea, vomitare o svuotare l’intestino.
PRIMA FASE DI TRANSIZIONE
Si individua tra i 5/7 cm. è un adattamento istintivo al progredire del travaglio. Il tuo corpo può reagire con un istinto chiamato “attacco-fuga” per una maggiore apertura al bambino. Se si verifica l’"attacco" accade in modo violento aumentando la dinamica uterina con episodi di vomito, espressioni emozionali come crisi di pianto, rabbia o altro. Se invece si verifica la "fuga" si ha un rallentamento del travaglio per recuperare energia, forse riuscirai a dormire, mangiare o fare una doccia. “L’attacco" è rapido ed è molto importante ricevere sostegno, intimità, protezione e incoraggiamento. Con la "fuga" il travaglio riprende spontaneamente quando sei pronta.
Riferimenti bibliografici:
• D&D n° 59, Il tempo dei prodromi, SEAO
• D&D n° 60, Il bambino nel parto, SEAO
• La disciplina ostetrica, M.Guana, R. Cappadona, A.M. Di Paolo, M.G. Pellegrini, M.D. Piga, M. Vicario, McGraw-Hill
• L’ostetrica e l’arte del sostegno, Andrea Robertson, McGraw-Hill
• Manuale del parto in acqua, Janet Balaskas e Yehudi Gordon, edizione RED
• La gioia del parto, Ina May Gaskin, Bonomi editore
• Come organizzare un corso di preparazione al parto, Piera Maghella, edizioni RED
• Ginecologia e Ostetricia, Pescetto Giuseppe, De Cecco Luigi, Pecorari Domenico, SEU editore
• Manuale di sala parto Alberto Valle, Salvatore Bottino, Virginio Meregalli, Alberto Zanini, Edi ermes editore
• Pro-muovere il parto. La postura come procedura nel travaglio e nel parto, Anita Regalia, Carocci editore