Cos’è l’acido folico?

L’acido folico è una vitamina del gruppo B di fondamentale importanza per le donne in gravidanza, infatti aiuta a ridurre il rischio di alcune malformazioni che potrebbero interessare il tuo bambino.

Quali malformazioni?

L’assunzione di acido folico riduce del 50-70% il rischio di difetti del tubo neurale come la spina bifida, una malformazione che riguarda appunto la colonna vertebrale. Inoltre riduce seppur in minor misura anche altri difetti congeniti.

Quando e quanto?

L’acido folico va preso prima di rimanere incinta, infatti la massima copertura si ha se questo viene assunto nella dose da 0.4 mg al giorno da almeno un mese prima fino a tre mesi dopo il concepimento.

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Progetto Piccoli Principi - www.giovannipresutti.com

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“Siamo di nuovo incinti: ho paura da morire e sono felice da morire”

A cura di Claudia Ravaldi

La maggior parte delle coppie colpite da lutto perinatale cerca una nuova gravidanza entro l’anno successivo alla perdita; la nuova gravidanza non interrompe i vissuti legati al lutto precedente, e spesso li amplifica.
I genitori definiscono questa nuova esperienza come un ottovolante emotivo, in cui ricordi e pensieri del passato si fondono con le aspettative e il desiderio di Vita del futuro.
Affrontare la nuova gravidanza nel migliore dei modi non può prescindere dalla gestione del lutto precedente e dalla costruzione di un legame profondo, da genitore a figlio, col nascituro.
Scopo di questo articolo è aiutare le coppie e gli operatori a fare chiarezza sull’esperienza delle “gravidanze successive”, con l’obiettivo di conquistare la serenità sufficiente a apprezzare pienamente la nuova maternità.

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Ossitocina

Ossitocina

L’ossitocina viene definito come l’ormone dell’amore poiché governa gli aspetti del comportamento riproduttivo dell’uomo e della donna. E’ la principale sostanza prodotta dal corpo femminile che controlla il decorso del travaglio poiché stimola le contrazioni uterine.

L’utero delle donne si contrae anche fuori gravidanza, ad esempio durante l’ovulazione, durante un rapporto sessuale quando si verifica un picco di ossitocina associato all’orgasmo, oppure durante le mestruazioni. Inoltre la produzione di ossitocina induce comportamenti legati alla sfera dell’accudimento, garantisce il trasporto degli spermatozoi durante il rapporto sessuale e la fuoriuscita del latte dal seno. Durante l’allattamento è proprio la suzione del bambino che favorisce la produzione di ossitocina.
L’ossitocina, però è un ormone timido ovvero la sua produzione viene inibita da ansia, stress, dolore, preoccupazioni, persone estranee, rumori, distrazioni e luci forti.

L’ossitocina in gravidanza

L’utero non si contrae soltanto quando inizia il travaglio ma già durante la gravidanza si verificano alcune contrazioni non dolorose che compaiono sporadicamente. Queste provvedono a favorire una buona circolazione sanguigna alla placenta, a mantenere il muscolo ben tonico allenandolo anche a contrarsi come reazione a movimenti del bambino, ad uno spostamento corporeo e, nelle ultime settimane di gravidanza iniziano ad essere avvertite dalla donna come un vago senso di fastidio (contrazioni di Braxton Hicks).
Questo tipo di contrazioni può quindi iniziare e presentarsi casualmente durante il giorno diventando poi più regolare.

 


 

Prodromi e travaglio

Primo stadio. Il periodo prodromico o fase latente è caratterizzato dalla presenza di contrazioni che modificano il collo dell’utero. Queste contrazioni prima irregolari e sporadiche diventano con il passare del tempo regolari e progressive, tendono ad aumentare per intensità, durata e frequenza e determinano l’appianamento cervicale ed un’iniziale dilatazione del collo uterino.

COSA ACCADE?

CONTRAZIONI
Le contrazioni in questa fase non sono dolorose e possono susseguirsi a ripetizione durante certe ore della giornata e poi fermarsi, oppure, essere leggere ma presenti durante tutto il giorno.
Queste contrazioni permettono alla cervice, ovvero al collo dell’utero di maturare cioè di prepararsi per la dilatazione che avviene durante il travaglio.
Il dolore sarà tipo quello mestruale con notevole variabilità individuale, si concentrerà soprattutto nella parte bassa dell’addome , in corrispondenza della schiena bassa (zona lombare e osso sacro) o nella parte interna delle cosce.

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La nascita

La nascita

Si definisce secondo stadio o periodo espulsivo quando la dilatazione è completa e la mamma inizia a sentire voglia di spingere.

Durante questa fase le spinte durante la contrazioni permettono al bambino di scendere nel canale da parto. Le posizioni da assumere sono molteplici e devono esser scelte da te, salvo rari casi.

SECONDA FASE DI TRANSIZIONE
Si individua tra la dilatazione completa ed il periodo espulsivo.
Il corpo ti segnala l’imminente separazione dal tuo bambino. Anche in questa fase si attiva il sistema di attacco-fuga e, se si verifica l’”attacco”, i premiti iniziano improvvisi e forti e si può avvertire paura e disorientamento iniziale. Se si verifica invece la “fuga” si ha un rallentamento del travaglio, assenza di premiti, bisogno di aspettare un po’di tempo e quando sarai pronta i premiti inizieranno causando un’espulsione rapida. Questa modalità è caratterizzata da una diminuzione dell’attività contrattile durante quale la madre può riposarsi, recuperare energie per affrontare l’ultima fase.”

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La nascita della placenta

La nascita della placenta

Il terzo stadio, o secondamento, prevede il distacco della placenta dalla parete uterina e la sua espulsione insieme alle membrane del sacco amniotico.

A cura di Dianora Torrini

Ostetrica

COSA ACCADE?
La placenta, ovvero quell’organo meraviglioso che per 9 mesi ha protetto e nutrito il feto, è costituita da due parti, quella materna che sta attaccata alla parete dell’utero e quella fetale dove si inserisce il cordone o funicolo ombelicale che porta direttamente nutrimento al feto tramite dei vasi sanguigni.
La placenta prima di essere espulsa deve staccarsi dall’utero e questo avviene grazie ad alcune contrazioni uterine che riprendono dopo la nascita del bambino, ma che sono completamente diverse, per intensità e frequenza, da quelle sperimentate durante il travaglio, sono infatti più simili a dei dolori mestruali. 
Se si attende i tempi necessari perchè la placenta si stacchi spesso è proprio la donna che avverte questa contrazioni e la placenta passa così dalla cavità uterina in vagina fino ad essere espulsa dalla donna. 
Il tempo massimo di attesa per l’espulsione della placenta è di 1 ora, dopo gli operatori devono intervenire per facilitarne l’uscita.
Una volta completato il secondamento l’ostetrica valuterà se ci sono state delle lacerazioni a livello della vagina o del perineo e procederà alla sutura. La sutura potrà essere effettuata dall’ostetrica o dal medico a seconda del tipo di lacerazioni e, qualora la nascita avvenga in ospedale, a seconda dei protocolli ospedalieri.

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a cura di Dianora Torrini, ostetrica

amore in gravidanzaFin dai primissimi momenti di gravidanza nella donna avvengono una serie di cambiamenti fisici e psicologici, di cui è bene tenere conto per poter affrontare con serenità e consapevolezza il rapporto di coppia, sia durante la gravidanza che il dopo parto. Non è infatti necessario rinunciare alla propria relazione di coppia, la quale, anche nel momento dell’attesa, può essere ricca e soddisfacente per entrambi i partner.

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a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

Soffice, foto di luca bertinottiL’aborto spontaneo del primo trimestre, avviene durante le prime 12 settimane di gestazione, è un evento piuttosto frequente che si manifesta essenzialmente attraverso perdite ematiche e in alcuni casi dolori tipo mestruali di intensità variabile, dovuti alla contrazione del muscolo uterino.

La comparsa di perdite ematiche è un momento piuttosto difficile per la coppia perché si rende conto che qualcosa può non andare bene, che la gravidanza potrebbe essere a rischio e che potrebbe anche interrompersi. Inoltre, nonostante l’aborto spontaneo del primo trimestre sia un evento piuttosto frequente del quale si sente spesso parlare è comunque un evento inaspettato che può causare stress, ansia e sensazione di impotenza.

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Diagnosi ecografica prenatale

Diagnosi ecografica prenatale

matermundi e CiaoLapo Onlus insieme per una corretta informazione nella diagnosi prenatale

A cura di Claudia Ravaldi

psichiatra psicoterapeuta

L’associazione CiaoLapo Onlus si occupa di sostegno ai genitori colpiti da lutto in gravidanza. Nata per dare conforto ai genitori vittime di morte intrauterina, da subito si è posta al fianco di tutti i genitori che in epoca prenatale e perinatale, per cause le più disparate, perdono i loro figli. Nella comunità in crescita di CiaoLapo, che oggi conta circa 500 iscritti, accogliamo con la stessa apertura basata sul rispetto e sul non giudizio tutti i genitori che necessitano di condividere il peso del lutto, e che cercano di ricominciare a vivere dopo la morte dei loro figli. Tra questi, molti sono i genitori che vivono la disperazione di un lutto successivo ad un interruzione terapeutica di gravidanza, o che restano vittime di complicazioni successive ad una diagnosi prenatale invasiva.

La letteratura scientifica pone in evidenza come il lutto successivo a amniocentesi o ad interruzione terapeutica di gravidanza sia estremamente difficoltoso da elaborare, e incida spesso pesantemente sulla qualità della vita della madre e della coppia.

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a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Jessica Borgogni, psicologa

contraccezioneDopo il parto il corpo della mamma si riadatta fisiologicamente alla nuova condizione, e recupera gradualmente le sue funzioni precedenti. Anche gli ormoni si modificano, l’utero riprende le sue dimensioni precedenti all’inizio della gravidanza e anche le ovaie recuperano il loro abituale pattern.

L’arrivo del nuovo nato, l’allattamento, i cambiamenti nelle abitudini e in alcuni ritmi fisiologici (tipo il ritmo sonno veglia, che spesso è modificato in funzione delle esigenze del bambino) non impediscono al corpo materno di riprendere le sue funzioni.

E’ dunque importante conoscere la fisiologia del puerperio e poter pianificare un’adeguata contraccezione.

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