Dic 012016
 
Placenta

a cura di Dianora Torrini, ostetrica

Fin dai primissimi momenti di gravidanza nella donna avvengono una serie di cambiamenti fisici e psicologici, di cui è bene tenere conto per poter affrontare con serenità e consapevolezza il rapporto di coppia, sia durante la gravidanza che il dopo parto. Non è infatti necessario rinunciare alla propria relazione di coppia, la quale, anche nel momento dell’attesa, può essere ricca e soddisfacente per entrambi i partner.

 

 

In gravidanza

 

Modificazioni fisiche

Per quanto riguarda quelli fisici il più evidente nell’arco dei nove mesi è l’aumento del peso corporeo, ben visibile dal 2° trimestre di gravidanza, durante il quale si comincia a vedere la pancia e il bambino al suo interno inizia a farsi sentire con calci e rotoloni.

L’aumento di peso dipende dal bambino, dalla placenta, dal liquido amniotico, dall’utero che aumenta di dimensioni, dall’aumento del volume plasmatico, da una certa ritenzione liquida e dalla creazione di riserve energetiche per il puerperio.

Il seno aumenta di volume per effetto degli ormoni, la rete venosa diventa più evidente, l’areola appare iperpigmentata e attorno ad essa la cute diventa più scura. Già durante la gravidanza si può notare la fuoriuscita di un liquido più o meno giallo dal capezzolo, il colostro.

I tessuti della vagina e del perineo, sempre per l’azione ormonale, diventano più soffici e morbidi e aumenta la secrezione vaginale che ha un aspetto fluido, vischioso e biancastro.

 

Modificazioni psicologiche

La donna non si adatta solo fisicamente alla gravidanza ma fin dall’inizio intraprende un percorso di rielaborazione del suo ruolo di donna e della sua identità. Per assumere il ruolo di madre, la donna in questa fase ripercorre soprattutto la sua identità di figlia. Inizialmente la donna è concentrata su se stessa, rievoca il suo rapporto con la madre, con la quale si possono riattivare dei conflitti non risolti in precedenza e può sperimentare un sentimento di ambivalenza verso la gravidanza, c’è sia desiderio che paura.

I cambiamenti del corpo possono suscitare sentimenti ambivalenti, da un lato la gioia per la vita che sta crescendo dentro di lei, dall’altro i timori legati alle nuove responsabilità di genitore.

Nel secondo trimestre di gravidanza tende invece a compiacersi delle sue capacità, è al centro di tutte le attenzioni e raggiunge il così detto

 

“stato interessante”. Inizia a percepire i movimenti del bambino, a pensare a lui come ad un bambino già completamente formato e se lo immagina come sarà al momento della nascita. Insieme alle fantasie sul bambino immaginato, possono risvegliarsi paure sulla sua salute.

Negli ultimi tre mesi di gravidanza, la madre inizia a pensare al travaglio, al parto, all’incontro con il bambino. L’ansia legata al parto può derivare dall’ansia di separarsi dal piccolo Infine, vedrà finalmente il proprio bambino e confronterà ciò che ha immaginato e visto attraverso l’ecografia con il suo vero bambino.

 

Desiderio sessuale e rapporti in gravidanza

In gravidanza si può assistere ad una cambiamento nel desiderio sessuale ad un cambiamento nella frequenza dei rapporti e nella soddisfazione personale.

Nel primo trimestre si può assistere ad una riduzione del desiderio sessuale, questo sembra sia legato alle incertezze, dubbi e paure che molte donne a vari livelli vivono rispetto alla gravidanza; in più può esservi associato un certo malessere fisico, come la presenza di nausee o episodi di vomito.

Una grande paura delle donne, soprattutto nelle fasi iniziali di gravidanza, è quella di perdere il bambino e il sesso viene vissuto come una minaccia per la sua salute. La tensione impedisce di rilassarsi, di godere del rapporto amoroso e riduce fino a far scomparire la possibilità di fare l’amore.

In presenza di disturbi fisici come nausea o vomito, la sessualità viene vissuta come un disagio in più per la donna che già stanca e sovraffaticata è preoccupata per la propria salute e per quella del bambino.

Il secondo trimestre invece, è un periodo che viene vissuto più serenamente sia dalla donna che dal partner, perché si sono attenuate le nausee d’inizio gravidanza o si è superata l’ansia legata alla paura di perdere il bambino per colpa dei rapporti sessuali.

Nel terzo trimestre si assiste nuovamente ad una riduzione del desiderio, questa volta legata all’ingombro fisico ed emotivo della pancia e alle preoccupazioni per l’imminente parto.

Queste difficoltà nel vivere la sessualità durante la gravidanza non sono vissute da tutte le donne, infatti, alcune affermano che la gravidanza abbia incrementato il loro desiderio di intimità e di voglia di fare l’amore.

 

Perchè il desiderio sessuale si può modificare?

Il cambiamento del desiderio sessuale e la frequenza dei rapporti possono dipendere da vari fattori, tra i quali ricordiamo la paura che l’atto sessuale possa fare del male al bambino, sia per la contrazioni che si scatenano durante e dopo l’orgasmo, sia per la paura che il pene durante la penetrazione possa colpire il bambino. Il bambino nella pancia della mamma è protetto dalle membrane del sacco amniotico e dalla cervice uterina, pertanto il rapporto non nuoce al bambino e le contrazioni uterine durante e dopo l’orgasmo, avvertite dalle donne anche fuori gravidanza, vengono avvertite più facilmente per l’aumentate dimensioni uterine.

Queste contrazioni non comportano nessun rischio se non sono presenti determinati problemi (che spiegheremo più avanti), e dipendono da alcuni ormoni come l’ossitocina, l’ormone dell’amore, dell’accudimento e della timidezza, della dipendenza il quale governa gli aspetti del comportamento riproduttivo dell’uomo e della donna.

Infine, le ultime ricerche evidenziano come un atto naturale come fare l’amore non possa interrompere una gravidanza ben avviata o che sia ben annidata in utero, inoltre le prostaglandine seminali, non sembrano in grado di determinare un effetto contrattile d’intensità e durata significativa.

Altre motivazioni di questi cambiamenti sono le modificazioni ormonali, come avviene con il progesterone, molto presente in gravidanza, che tende a ridurre il desiderio sessuale.

Non possiamo però ricondurre tutto alle modificazioni fisiche o ormonali perché nell’ambito della sessualità, intimità e relazione di coppia è importante anche il proprio vissuto personale e culturale.

In realtà, si potrebbe affermare che la gravidanza sia uno stato fisico favorevole ai rapporti sessuali, per la congestione vascolare dei tessuti genitali che facilita la lubrificazione, l’elasticità e la risposta orgasmica, ovviamente sempre che la donna sia serena e sessualmente coinvolta.

Cosa dicono gli operatori della salute

Spesso, sono gli stessi operatori della salute che creano false convinzioni sulla sessualità in gravidanza, per timore di incidere negativamente sulla sua evoluzione. Raramente si parla di sesso nelle visite con gli operatori, difficilmente le coppie chiedono informazioni e ancor più difficilmente sono gli operatori ad affrontare l”argomento. Quando se ne parla, spesso, viene fatto in modo sbrigativo e troppo spesso si finisce per consigliare l’astinenza per nove mesi che poi sono anche di più considerando i tempi di ripresa dell’attività sessuale dopo il parto.

Intimità in gravidanza

In generale si può affermare, che anche in gravidanza è normale e positivo mantenere un’attiva vita sessuale, in armonia con il proprio desiderio, e qualora ci fossero condizioni fisiche e psicologiche che controindicano la penetrazione, non si dovrebbe passare all’astinenza totale ma riscoprire altre forme di intimità appaganti per la coppia. Può essere utile modificare le posizioni durante i rapporti sessuali per la presenza della pancia, ad esempio possono essere utilizzate posizioni laterali come quelle vis a vis o a tergo che consentono ad entrambi di rilassarsi e di evitare pressioni sull’addome. Altre posizioni che le donne ritengono essere comode sono quelle in cui la donna è di schiena all’uomo e accovacciata nel grembo di lui, oppure stare in ginocchio o carponi con l’uomo dietro.

Nel terzo trimestre, per la donna assumere la posizione supina può diventare sgradevole perchè la presenza dell’utero rende più difficoltosa la respirazione e ostacola il flusso sanguigno, proprio per questo a volte le donne prediligono fare l’amore in posizione seduta, con spalle e testa sorretti da cuscini oppure da una sedia o dalla sponda del letto.

Questi sono solo dei suggerimenti, poi sarà ogni coppia ad adattarsi al nuovo stato di gravidanza, e saranno loro a sperimentare e scegliere cosa è meglio.

È chiaro che fare l’amore deve essere un piacere per entrambi i genitori, è importante parlare delle proprie paure soprattutto all’interno della coppia, ma anche con la propria ostetrica o ginecologo. Parlare, non soltanto delle paure, ma anche di come ci si sente in questa nuova veste di genitori, e per la donna è importante poter parlare dei suoi cambiamenti corporei, dei nuovi desideri ed esigenze.

Infatti, carezze, gesti o posizioni che prima erano considerate piacevoli, adesso per le avvenute modificazioni come la presenza della pancia, per un seno molto più sensibile alle carezze, agli sfregamenti, possono non essere più considerate tali.

Va ricordato che il continuare l’attività sessuale durante la gravidanza permetta soprattutto nell’ultimo trimestre di arrivare più preparate al parto per quanto riguarda le modificazioni del collo dell’utero, e poi mantenere questo desiderio è una buona premessa per riprendere questa forma d”intimità dopo il parto.

Reali controindicazioni mediche a fare l’amore

Le vere controindicazioni a fare l’amore per le quali è necessario interrompere l’attività sessuale sono le seguenti:

  • Minaccia d’aborto o rischio di parto pretermine, ma non all’infinito solo finchè si presenta il problema.

Per parto pretermine si intende quando un bambino nasce prima delle 37 settimane, di solito si manifesta con contrazioni di varia intensità e durata, associate a modificazioni del collo dell’utero.

  • Ipercontrattilità uterina, ovvero presenza di contrazioni che necessitano di trattamento farmacologico
    • Placenta previa ovvero placenta che ricopre completamente o in parte l’orifizio uterino interno
    • Dilatazione prematura del collo dell’utero
    • Rottura prematura delle membrane del sacco amniotico

 

 

In puerperio

Modificazioni dopo il parto

Dopo il parto, la donna è completamente assorbita dalle esigenze del proprio bambino, ne è completamente rapita e questa sua completa dedizione è necessaria perché lui ne ha bisogno per il suo sviluppo, per la sua crescita, per la sua alimentazione, in sintesi per la sua sopravvivenza. Inoltre la donna è stanca, soprattutto quando il travaglio è stato lungo e faticoso, non è ancora riuscita a riprendersi fisicamente e deve adattarsi ai nuovi ritmi di vita con il bambino.

Per adattarsi a questi nuovi ritmi ci vuole del tempo, infatti, l’allattamento a richiesta può sfasare i normali ritmi precedenti la nascita, richiede di dormire quando dorme il bambino, ad esempio tra una poppata e l’altra per recuperare energie, in più i risvegli notturni sia del bambino che della mamma possono creare disagio e mettere in secondo piano l’esigenza di ricreare situazioni di intimità con il proprio partner.

Inoltre, la prolattina, ormone essenziale che garantisce la produzione di latte, inibisce la produzione di altri ormoni come estrogeni e progesterone determinando secchezza vaginale e ridotto desiderio sessuale. Oltre a questo aver avuto un parto operativo, durante il quale vi è stata la necessità di accelerare il parto e quindi far nascere più velocemente il bambino con uso di forcipe o ventosa determinano un vissuto diverso del parto stesso con una ripresa più tardiva dei rapporti sessuali, poichè oltre allo stress, alla paura della situazione pericolosa che si era creata, spesso il parto operativo comporta un maggior traumatismo dei tessuti della vagina e dei muscoli del perineo.

Nelle prime 6-8 settimane dopo il parto e durante l’allattamento esiste una fisiologica riduzione dell’eccitazione che si accompagna ad uno spessore delle pareti vaginali inferiore e ad una minore intensità dell’orgasmo. Responsabili di questa condizione sono sicuramente l’aumento della prolattina, la riduzione degli estrogeni e l’eventuale presenza di una lacerazione perineale o dell’episiotomia. Inoltre, la situazione ormonale incide anche sulla lubrificazione vaginale che durante il periodo dell’allattamento può essere ridotta, in questi casi dietro prescrizione medica si può ricorrere all’applicazione di una terapia estrogenica locale.

Dolore durante i rapporti

La cicatrice dell’episiotomia e della lacerazione, qualora la sutura non sia stata eseguita correttamente o se si è infettata o se la cicatrizzazione è inadeguata può causare dolore.

Il dolore può innescare un meccanismo di contrazione difensiva del muscolo che circonda la vagina che può peggiorare con i tentativi di riprendere i rapporti. Pertanto è necessario che la penetrazione durante i rapporti avvenga quando la vagina è umettata e lubrificata. La paura di provare dolore o l’effettivo dolore che una donna sente può inibire la possibilità di riprendere l’attività sessuale; è importante rilassarsi essere tranquilli e poter interrompere il rapporto in qualsiasi momento compaia dolore o fastidio.

Durante i rapporti sessuali può essere utile utilizzare dei cuscini da disporre in modo tale che vi sia meno pressione sulla zona dolente. Potrebbe anche essere sufficiente un solo cuscino sotto le natiche oppure stare voi sopra il partner per controllare meglio il rapporto. È altrettanto importante che la penetrazione avvenga quando voi siete rilassate, cercando di non stringere i muscoli della vagina perché lo renderebbe più doloroso, inoltre il partner dovrà entrare delicatamente e un po’ alla volta senza forzare mai.

In puerperio è importante eseguire un’accurata e appropriata igiene intima, in generale utilizzando un sapone che rispetti il ph vulvare. Qualora si presenti bruciore, prurito, leucorrea ed eritema, è auspicabile contattare la propria ostetrica o il proprio ginecologo per accertarsi che non vi siano infezioni.

Per quanto riguarda la presenza di infiammazione e dolore locale può essere utile fare dei massaggi locali per circa 4-5 minuti, con gel a base di olio di iperico o di alimaidi.

 

Attivare i muscoli del pavimento pelvico

Dopo il parto, i muscoli del pavimento pelvico sono lassi e distesi perché si sono modellati per fare passare il vostro bambino. Avere dei muscoli del pavimento pelvico tonici e vitali è molto importante per tutta la vita sessuale della donna, infatti tessuti non tonici possono causare rapporti più fastidiosi o dolorosi. Oltre a questi problemi legati alla sfera sessuale vi è anche una più facile predisposizione alla possibilità di perdere urina, ad esempio durante episodi di tosse e starnuti, ed episodi di incontinenza fecale.

Per questo è importante continuare o iniziare degli esercizi che mirino a tonificare la muscolatura del pavimento pelvico per rimuovere questi problemi insorti dopo il parto e per prevenirne la comparsa durante la menopausa.

Questi esercizi andrebbero eseguiti tutti i giorni per almeno dieci minuti, insomma basterebbe ritagliarsi 10 minuti del proprio tempo, la mattina, il pomeriggio o la sera per dedicarsi a questa muscolatura troppo spesso ignorata e dimenticata.

Se riprendere i rapporti sessuali che comportano una penetrazione è doloroso o se semplicemente ancora la coppia non si sente pronta, vorrei sottolineare come fare l’amore non voglia dire solo aver un rapporto sessuale con penetrazione ma ci sono mille altri modi per stare insieme, crearsi uno spazio di coppia nella nuova triade, riprendere intimità e contatto fisico dopo l’esperienza traumatica o appagante del parto.

  2 Responses to “Fare l’amore in gravidanza e nel post parto”

  1. Complimenti per l’articolo, l’ho letto con molto interesse. Ho partorito ormai 5 mesi fa la mia seconda bambina (episiotomia con 6 punti), e nonostante abbia un’accurata igiene intima, usi gel e creme, la situazione “laggiù” non è tornata normale. Sento ancora il dolore della cicatrice, sia quando vado in bagno che (e soprattutto) quando cerco di avere rapporti con mio marito. Mi sono interessata e ho trovato su internet notizie su una terapia laser che pare risolva il problema. Si chiama MonnaLisa Touch, qualcuno ne ha sentito parlare? Vorrei avere qualche parere, sto seriamente pensando di sottopormi al trattamento.

  2. Ciao cara, se posso permettermi io te lo consiglierei perché, se come dici gli altri rimedi non stanno funzionando sei nella mia stessa situazione. Io avrò la mia prima seduta a breve, la faccio a causa dei miei problemi da post-parto. Ne ho sentito parlare molto bene sia sul web che in famiglia, per questo non ho aspettato altro e ho chiesto un’appuntamento.

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