Dic 012016
 

a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Claudia Ravaldi, psichiatra psicoterapeuta

<img width="

225″ hspace=”10″ height=”225″ align=”left” src=”http://www.ciaolapo.it/images/stories/soffice1.jpg” alt=”Soffice, foto di luca bertinotti” />L’aborto spontaneo del primo trimestre, avviene durante le prime 12 settimane di gestazione, è un evento piuttosto frequente che si manifesta essenzialmente attraverso perdite ematiche e in alcuni casi dolori tipo mestruali di intensità variabile, dovuti alla contrazione del muscolo uterino.

La comparsa di perdite ematiche è un momento piuttosto difficile per la coppia perché si rende conto che qualcosa può non andare bene, che la gravidanza potrebbe essere a rischio e che potrebbe anche interrompersi. Inoltre, nonostante l’aborto spontaneo del primo trimestre sia un evento piuttosto frequente del quale si sente spesso parlare è comunque un evento inaspettato che può causare stress, ansia e sensazione di impotenza.

È importante sottolineare che l’aborto rappresenta un lutto a tutti gli

effetti perché sia il sentirsi genitori sia l’attaccamento al bambino iniziano precocemente. Spesso i genitori si sentono tali già dal risultato positivo del test di gravidanza pertanto l’embrione non è visto come un insieme di cellule che sta iniziando a svilupparsi ma è già rappresentato come un bambino.

Amici, familiari e operatori

Questo processo però avviene nei genitori e non negli amici, familiari e purtroppo anche negli operatori; pertanto la perdita viene troppo spesso minimizzata perché non vi è un bambino visibile e riconoscibile , non ci sono ricordi condivisi e c’è scarso riconoscimento dell’attaccamento verso il bambino perso. Il lutto non viene riconosciuto come tale e non viene riconosciuto il ruolo genitoriale di questa coppia , anzi ci si aspetta che il lutto si risolva in breve tempo, ignorandone completamente il dolore.

Gli operatori attraverso i loro giudizi e il loro modo di assistere possono incrementare ulteriormente il dolore della perdita proprio perché ne ignorano il significato, non capiscano l’importanza di quel bambino e il significato di quelle perdite di sangue. Inoltre troppo spesso questo percorso viene visto come un semplice intervento di routine. Invece, le donne necessitano di comprensione dei loro vissuti emotivi e di informazioni sul percorso che devono affrontare.

Come operatori, quando si presenta una coppia con un aborto spontaneo dobbiamo ricordarci che il dolore della perdita non dipende dall’epoca gestazionale, che siamo responsabili del processo del lutto e che possiamo aggravarlo o facilitarne la risoluzione attraverso i nostri comportamenti.

Dobbiamo ricordarci che l’esperienza può essere resa ancor più dolorosa da:

  • atteggiamenti maldestri, o sbrigativi, da scarsa sensibilità attenzione e comprensione dell’impatto emotivo
  • da assenza di appuntamenti di follow-up
  • Mancanza di counselling psicologico
  • Mancanza di informazione
  • Insufficiente contatto con donne che hanno già avuto questa esperienza

Quando ci confrontiamo con queste coppie dobbiamo sempre considerare i loro bisogni e i vissuti personali

Medico di fiducia e attesa

Quando compaiono delle perdite ematiche di scarsa quantità senza dolore non è necessario una valutazione immediata.

Se invece la perdita ematica è più abbondante ed è accompagnata da dolore si può contattare subito il proprio ginecologo spiegandogli la sintomatologia, da quanto tempo sono presenti

i sintomi e soltanto dopo il suo intervento decidere se rimanere a casa per valutare in che direzione evolve la situazione o se andare immediatamente in ospedale. Se la donna non si sente a suo agio nel rimanere a casa e qualora la sintomatologia persista da qualche ora può essere necessario recarsi in ospedale.

Normalmente l’aborto spontaneo inizia con perdite ematiche rosse scure o marroni senza dolore, con il passare del tempo le perdite possono diventare rosso vivo e può iniziare il dolore. Quando la sintomatologia dolorosa si intensifica, spesso aumenta anche la perdita ematica. Normalmente questo periodo ha una durata breve e la donna può vedere coaguli di sangue, ma non si deve aspettare di vedere l’embrione perché è molto piccolo e quindi difficilmente identificabile e distinguibile. Infatti, a 3 settimane l’embrione è lungo circa 2mm, a 4 settimane circa 5 mm e a 6 settimane è poco più di 1 cm.

Una volta che l’aborto si è verificato e in utero non è rimasto materiale non è necessario effettuare alcun intervento. Nei giorni successivi fino anche a 2 settimane possono persistere lievi perdite ematiche o spotting .

Ospedale

Quando una donna decide di andare in ospedale a fare un controllo spesso la prima persona che incontra è l’ostetrica, la quale le chiederà il motivo che l’ha spinta a recarsi in ospedale, ed è importante riferire:

  • il primo giorno dell’ultima mestruazione
  • se i cicli erano regolari o irregolari
  • se vi sono state perdite ematiche e come sono state, cioè se sono rosse vivo, rosso scuro se sono abbondanti o no. Dare informazioni su quando è cominciato questo sanguinamento, se è  appena iniziato o se è presente già da alcuni giorni
  • se è presente una sintomatologia dolorosa. Spesso i dolori compaiono dopo la perdita ematica e incrementano quando vi è una perdita di sangue abbondante e intervengono quando il materiale presente nell’utero viene espulso. Quando il materiale viene espulso il sanguinamene diminuisce e anche il dolore cessa.

Diagnosi

Una volta accertata la sintomatologia, la diagnosi di aborto spontaneo viene effettuata attraverso un ecografia che permette di valutare se vi è stato un aborto e se quest’ultimo è stato completo ovvero in utero non vi è più materiale residuo, o incompleto, qualora vi sia ancora del materiale che è necessario rimuovere.

Non sempre l’ecografia è così chiarificatrice poiché vi possono essere dei quadri dubbi ad esempio in una gravidanza in fase precoce di evoluzione nella quale non si vede ancora la camera gestazionale, oppure in caso di un gravidanza extrauterina o come avviene molto raramente nel caso di una mola vescicolare. In presenza di un quadro clinico dubbio è necessario ripetere l’esame ecografico a distanza di alcuni giorni e dosare l’ormone beta-hCGb.

Dopo l’esame ecografico una donna si aspetta che venga confermata o no la presenza di una gravidanza, se è ancora in evoluzione, se si è interrotta o qualora sia di esito incerto che probabilità abbia di andare avanti.

Qualora venga diagnosticato un  aborto è necessario informare immediatamente la coppia sul percorso che devono affrontare.

Intervento chirurgico

Se la diagnosi effettuata è di aborto con materiale in utero la pratica standard è il trattamento chirurgico, ovvero un intervento eseguito sotto sedazione della durata di 10 minuti circa. La donna verrà quindi ricoverata e durante la degenza in ospedale di uno al massimo due giorni , è necessario eseguire un esame del gruppo sanguigno e del fattore Rh.

Profilassi anti-D

Se la donna risulta Rh negativa è necessario eseguire la profilassi anti-D, poichè se l’embrione fosse stato positivo e nel caso di contatto tra il sangue della donna e dell’embrione, la donna può sviluppare anticorpi che possono essere pericolosi in una gravidanza successiva se il bambino è Rh positivo. Effettuando questa iniezione e sottoponendosi a degli esami di controllo del sangue a distanza di sei mesi si elimina questo rischio.

Sepoltura

Secondo il D.P.R. 10/09/1990 n. 285, è possibile seppellire bambini di età gestazionale inferiore alle 20 settimane. Per poterlo fare  è necessario richiedere i resti mortali del bambino all’ospedale e i permessi per il trasferimento al cimitero all’ASL. Non si tratta di procedure difficili, ma è opportuno compierle con tempestività e precisione. Ecco cosa fare:

1. Comunica al più presto al Medico e all’Ostetrica che vuoi seppellire il tuo bambino (in questo modo il Medico conserverà con cura il corpicino).

2. Se vuoi, potrai chiedere all’Ostetrica di applicare sul contenitore in cui verrà posto il tuo bimbo un’etichetta con scritto il nome che gli hai dato e il tuo [della mamma] nome e cognome (in questo modo il bambino verrà definito con il proprio nome e non come “prodotto abortivo di …..”).

3. Presenta entro le 24 ore dall’intervento o dal parto (art. 7 commi 3 e 4 del D.P.R. 10.9.90 n. 285) la domanda di sepoltura in carta semplice e in triplice copia (può essere compilata da parte della mamma, ma anche da un qualsiasi altro familiare)

Il percorso del lutto

Gli operatori devono informare la donna sul percorso del lutto, che potrà sentirsi triste, vuota, sola, arrabbiata, in colpa; inoltre potrà sentirsi affaticata avere difficoltà a dormire, di appettito e nello svolgere le normali attività quotidiane.

Purtroppo come operatori dobbiamo anche preparare la coppia ad una cosiddetta “perdita invisibile”, ovvero informare la coppia che potrebbero incontrare difficoltà nella condivisione di questa perdita con i familiari, con gli amici perché come abbiamo già detto spesso una perdita così precoce è una perdita non riconosciuta.

Anche i padri soffrono e devono affrontare il lutto ma spesso il loro dolore è riconosciuto ancora meno rispetto a quelle delle mamme, perché oltre alla perdita non riconosciuta si associa l’idea  che l’uomo deve essere forte anche per la donna, non deve piangere e non deve mostrare le proprie emozioni.

Dobbiamo rassicurare le donne che nessun loro comportamento ha causato l’aborto e che né loro né gli operatori potevano fare niente per evitarlo o prevenirlo.

Prevenzione dell’aborto

Per prevenire l’aborto non vi sono reali terapie da effettuare, a volte viene consigliato di evitare rapporti sessuali durante il sanguinamento, di somministrare del progesterone e il riposo a letto anche se non ne è stata dimostrata la reale efficacia.

E’ necessario mettere al corrente i genitori delle reali prove di efficacia su questi trattamenti ed aggiungere che in realtà non vi è un vera e propria cura che permetta di prevenire l’aborto.

Gravidanze successive

Spesso si può rimanere incinta già al ciclo successivo ed è importante, qualora si desideri una nuova gravidanza, assumere 0.4mg/die di acido folico  almeno 1 mese prima della gravidanza e fino al terzo mese di gravidanza per prevenire alcune malformazioni e i difetti del tubo neurale.

Un aborto spontaneo non incide sulla possibilità di gravidanze future, qualora però gli aborti siano ripetuti è necessario indagare attentamente le cause attraverso indagini mediche accurate.

Non vi sono evidenze particolari su quanto tempo deve intercorrere tra un aborto e una successiva gravidanza, può comunque essere utile dal punto di vista ginecologico attendere almeno 1 ciclo mestruale per permettere all’utero di prepararsi ad una nuova gravidanza. Dal punto di vista psicologico, non è consigliabile intraprendere una nuova gravidanza fino a quando lo stato psichico della donna continua ad essere provato dal lutto legato all’aborto.

  3 Responses to “L'aborto del primo trimestre”

  1. Salve,le scrivo per avere un parere.
    Ho avuto rapporti completi col mio compagno a intervalli di 3 l’uno dall’altro…speravo di aver azzeccato la cicogna che dopo pochi giorni dai primi rapporti iniziavo ad avere nausea improvvisa..non so se fosse la mia testa a farmi credere di essere incinta…volevo aspettare ancora una settimana o più per fare il test di gravidanza…ero in un periodo di molto stress e una domenica ho avuto una discussione abbastanza accesa che mi ha turbata molto e mi ha stressata parecchio…il giorno dopo avevo un gran mal di schiena,situato nella zona rebale e il martedì dopo un rapporto col mio compagno c’erano macchie rosate molto lievi…alla mattina mi veglio e avevo perdite marroni ma senza mal di pancia,ma poi col crescere delle perdite e del cambiamento di colore da marrone a rosso vivo si è presentato pure un grandissimo mal di pancia…io uso spesso gli assorbenti interni per il flusso,ma quando lo cambiavo trovavo sempre tanti grumi di sangie…ora il mio dubbio è che non avendo fatto il test non so se era presente la gravidanza o meno…
    Grazie mille per il suo tempo e per una sua eventuale risposta.

  2. Salve ,mi scusi .. Ho avuto due mesi fa una gravidanza extrauterina e mi hanno asportato la tuba sinistra, il primo ciclo e andato tutto bene,ma il secondo sta presentando macchie ematiche molto scure, premetto di avere iniziato a prendere la pillola minesse da 8 giorni..assunta dal primo giorno ci ciclo come mi è stato detto di fare. Saprebbe dirmi per caso a cosa possa essere dovuto questo problema?

  3. Salve vorrei chiedere un parere.ieri sono stata in PS perché non mi sentivo bene,non ho avuto perdite ematiche,in realtà volevo vedere se finalmente avrei sentito il battito e se la gravidanza stava procedendo(ho avuto una gravidanza difficile dal primo momento..alla5 settimana ho avuto delle perdite,mi hanno consigliato di prendere progesterone,hanno visualizzato due camere gestazionali senza embrione)sono andata a fare poi un altra ecografia che dovrei essere stata all 8 settimana(le camere erano sempre due ma in una si era sviluppato il sacco vitellino e il polo embrionale nell altra no ma mi hanno detto di continuare a prendere il progesterone e mi hanno fissato un ecografia dopo 10 giorni) ma come ho detto sono stata in PS prima dei 10 giorni un po perche non stavo bene un po perche volevo assicurarsi procedesse tutto..e cosi abbiamo visto che l ecografia è rimasta esattamente come la precedente di 9 giorni prima…la diagnosi per il ginecologo è stata di aborto interno..mi ha detto di fare un altra ecografia dopo 7 giorni solo perche sapeva che lo volevo.vorrei sapere adesso..visto che la gravidanza si è interrotta al 8 ma dalla grandezza di tutto era come se fossi alla 6, e visto che è dentro di me da 10 giorni e ho continuato a prendere il progesterone,c è rischio di infezione? Il fine mi ha detto che non rischio,pero mi ha subito consigliato un raschiamento..ma io non voglio fare il raschiamento e volevo sapere se avendo preso il progesterone prolunghero l espulsione naturale di parecchie settimane,e se l aspirazione può essere un alternativa più dolce del raschiamento,ma sono contro i farmaci quindi per fare l aspirazione voglio essere sicura che non dovrò prendere farmaci per espellere residuo. L ultima cosa,vorrei sapere se devo monitorare l aborto spontaneo frequentemente,nel senso,ho una visita il 30, è rischioso far aspettare 15 giorni senza vedere come procede l aborto spontaneo? Grazie

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