a cura di Dianora Torrini, ostetrica e Jessica Borgogni, psicologa

contraccezioneDopo il parto il corpo della mamma si riadatta fisiologicamente alla nuova condizione, e recupera gradualmente le sue funzioni precedenti. Anche gli ormoni si modificano, l’utero riprende le sue dimensioni precedenti all’inizio della gravidanza e anche le ovaie recuperano il loro abituale pattern.

L’arrivo del nuovo nato, l’allattamento, i cambiamenti nelle abitudini e in alcuni ritmi fisiologici (tipo il ritmo sonno veglia, che spesso è modificato in funzione delle esigenze del bambino) non impediscono al corpo materno di riprendere le sue funzioni.

E’ dunque importante conoscere la fisiologia del puerperio e poter pianificare un’adeguata contraccezione.

Ripresa dell’ovulazione

La prolattina, ormone essenziale per la produzione del colostro e del latte, viene prodotta grazie alla stimolazione del seno attraverso la suzione del bambino.

Durante l’allattamento, la prolattina inibisce il rilascio dall’ipotalamo (regione del cervello) di una sostanza che stimola l’ipofisi (un’altra regione del cervello) a produrre degli ormoni, i quali esplicano la loro azione a livello delle ovaie inducendo la maturazione dei follicoli e l’ovulazione.

Pertanto durante il periodo dell’allattamento se la produzione di prolattina, grazie alla suzione del bambino rimane adeguata, l’ovulazione viene soppressa.

È evidente che la comparsa dell’ovulazione dipende dai livelli di prolattina nell’organismo materno e quindi dipende se la mamma sta o no allattando e da quanto il bambino stimola il seno .

La comparsa della prima mestruazione, detta capoparto, può essere o meno preceduta dall’ovulazione.

Dopo il parto, con la ripresa dei rapporti sessuali, vista anche la difficoltà nello stabilire quando riprende l’attività ovulatoria, è necessario utilizzare dei metodi contraccettivi per evitare gravidanze non pianificate.

La donna dovrà quindi iniziare la contraccezione in un determinato momento a seconda che sia o no in allattamento, scegliendo un contraccettivo più adatto alle sue esigenze e preferenze.

Donne che allattano

Nella donna che allatta la ripresa dell’attività ovarica dipende dalla frequenza delle poppate, dall’assunzione di altri liquidi o alimenti solidi oltre il latte materno.

Allattamento esclusivo

L’allattamento è esclusivo quando il neonato assume solo e soltanto latte materno eccetto eventuali medicine, vitamine o minerali prescritti dal pediatra.

Se si attua questo tipo di allattamento la donna può utilizzare, oltre ai metodi contraccettivi utilizzati normalmente, il metodo dell’amenorrea lattazionale, LAM, che risulta essere efficace nel 98% dei casi se vengono rispettate le seguenti condizioni:

  • Il bambino non ha ancora compiuto 6 mesi di vita
  • assume solo e soltanto latte materno
  • la distanza tra le poppate di giorno è inferiore a 4 ore
  • la distanza fra le poppate durante la notte non è più di 6 ore; quindi durante la notte ci deve essere almeno una poppata.

Invece è molto probabile che l’allattamento al seno non sia più un metodo contraccettivo efficace quando:

  • il bambino mangia spesso di giorno, ma mai durante la notte
  • nell’alimentazione sono stati introdotti altri alimenti o liquidi

Si deve usare un altro metodo contraccettivo quando è presente anche una sola delle seguenti condizioni:

  • ricompare la mestruazione
  • il bambino ha già compiuto sei mesi
  • l’allattamento materno non è esclusivo ovvero al bambino viene dato oltre al latte materno altri alimenti o liquidi oppure quando è iniziato lo svezzamento

Allattamento parziale

Se invece non si riscontrano le caratteristiche citate in precedenza, quindi si allatta, ma si somministrano al bimbo anche cibi solidi, altri liquidi rispetto al latte materno come acqua e succhi di frutta e si allatta con frequenza minore di quella indicata sopra, l’ovulazione può riprendere molto più in fretta.

In questo caso si può monitorare il ciclo come in condizioni normali, anche se bisogna considerare che l’ovulazione ripartirà in tempi non noti.
Quando anche una sola delle condizioni che assicurano l’efficacia del metodo LAM viene a mancare, la donna deve ricorrere ad un altro metodo.

Il profilattico può essere utilizzato subito dopo il parto, anche in associazione a lubrificanti a base di acqua, sono invece da evitare quelli oleosi poichè possono favorirne la rottura.

Il condom femminile può essere utilizzato subito dopo il parto, insieme a lubrificanti a base di acqua o oleosi. Non va usato insieme al profilattico, poiché ci può essere rischio di rottura.

I contraccettivi a base di progesterone come la minipillola e l’iniezione intramuscolare di progesterone possono essere iniziati 6 settimane dopo il  parto.

L’uso della minipillola richiede però alcune precisazioni:

  • l’assunzione deve avvenire sempre alla stessa ora (intervallo di ritardo ammissibile inferiore a tre ore), per minimizzare il rischio di sanguinamenti irregolari e di fallimenti;
  • assunta durante l’allattamento, la minipillola provoca, rispetto all’uso comune, meno frequenti perdite ematiche irregolari

La spirale che rilascia levornorgestrel può essere inserita 4 settimane dopo il parto

La pillola estro-progestinica, il cerotto e l’anello vaginale devono essere iniziati più tardivamente almeno 6 mesi dopo il parto, poichè gli estrogeni ivi contenuti potrebbero modificare la quantità e qualità del latte materno.

La spirale non progestinica, può essere inserita entro 48 ore dal parto anche se si è registrato un rischio maggiore di espulsione. Altrimenti può esser inserita 4 settimane dopo il parto.

Per il diaframma invece bisogna attendere la completa involuzione uterina, che avviene circa 6 settimane dopo il parto,e la scomparsa delle perdite ematiche.

Durante l’allattamento può essere difficile utilizzare i metodi naturali come controllo della fecondità perché la funzionalità ovarica è alterata.

Tra i metodi naturali ricordiamo il metodo Billings ( o del muco cervicale), il metodo della temperatura basale, il metodo Ogino-Knauss (o del calendario) e il metodo sintotermico.

Nei metodi che si basano sull’osservazione dei sintomi come quello del muco cervicale i rapporti vanno evitati appena si manifesta anche una sola caratteristica di alta fertilità, sensazione di bagnato/lubrificato, trasparenza, filanza, e preceduto da una crescita e da sviluppo regolare del sintomo stesso, e possono essere ripresi al quarto giorno dopo il picco del muco.

I metodi che si basano sul calendario possono essere utilizzati dopo la comparsa di 3 cicli mestruali regolari

Donne che non allattano

La maggior parte delle donne che non allatta e alimenta il bimbo con latte artificiale, può attendersi il ritorno del ciclo entro 4-6 settimane dal parto. In questo caso occorre considerarsi potenzialmente fertili fin da subito dopo il parto ed iniziare un metodo contraccettivo. 

Contraccettivi

Il profilattico può essere utilizzato subito dopo il parto, anche in associazione a lubrificanti a base di acqua, sono invece da evitare quelli oleosi poichè possono favorirne la rottura.

Il condom femminile può essere utilizzato subito dopo il parto, insieme a lubrificanti a base di acqua o oleosi. Non va usato insieme al profilattico, poiché si può rompere.

I contraccettivi a base di progesterone come la minipillola e l’iniezione intramuscolare di progesterone possono esser iniziati immediatamente dopo il parto.

La spirale che rilascia levornorgestrel può essere inserita 4 settimane dopo il parto

La pillola estro-progestinica, il cerotto e l’anello vaginale possono essere iniziati 21 giorni dopo il parto.

La spirale non progestinica, può essere inserita entro 48 ore dal parto anche se si è registrato un rischio maggiore di espulsione. Altrimenti può esser inserita 4 settimane dopo il parto.

Per il diaframma invece bisogna attendere la completa involuzione uterina, che avviene circa 6 settimane dopo il parto, e la scomparsa delle perdite ematiche.

Durante l’allattamento può essere difficile utilizzare i metodi naturali come controllo della fecondità perché la funzionalità ovarica è alterata.

Tra i metodi naturali ricordiamo il metodo Billings ( o del muco cervicale), il metodo della temperatura basale, il metodo Ogino-Knauss (o del calendario) e il metodo sintotermico.

Nei metodi che si basano sull’osservazione dei sintomi come quello del muco cervicale i rapporti vanno evitati appena si manifesta anche una sola caratteristica di alta fertilità, sensazione di bagnato/lubrificato, trasparenza, filanza preceduto da una crescita e da sviluppo regolare del sintomo stesso, e possono essere ripresi al quarto giorno dopo il picco del muco.

I metodi che si basano sul calendario possono essere utilizzati dopo la comparsa di 3 cicli mestruali regolari

Metodo contraccettivo Allattamento esclusivo Allattamento parziale Allattamento artificiale
Amenorrea lattazionale (LAM) Immediatamente ma vedi condizioni Non applicabile Non applicabile
Profilattico Immediatamente Immediatamente Immediatamente
Condom femminile Immediatamente Immediatamente Immediatamente
Progestinici
(mipillola, iniezione i.m.)
Dopo 6 settimane Dopo 6 settimane Immediatamente dopo il parto
Spirale-levonorgestrel Dopo 4 settimane Dopo 4 settimane Dopo 4 settimane
Estro-progestinici
(anello,pillola,cerotto)
Dopo 6 mesi Dopo 6 settimane Dopo 21 giorni
Spirale-non progestinica Entro 48 ore o dopo 4 settimane Entro 48 ore o dopo 4 settimane Entro 48 ore o dopo 4 settimane
Diaframma Dopo 6 settimane Dopo 6 mesi Dopo 6 settimane
Metodi naturali:
basati su i sintomi
Quando tornano le normali secrezioni Quando tornano le normali secrezioni Quando tornano le normali secrezioni
Metodi naturali:
basati sul calendario
Dopo 3 cicli mestruali regolari Dopo 3 cicli mestruali regolari Dopo 3 cicli mestruali regolari

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