Infertilità trattamento

Sia nell’uomo che nella donna la fertilità raggiunge l’apice tra i 20 e i 25 anni per poi cominciare a diminuire seppur in maniera diversa tra i due sessi.

 Articolo a cura del dott. Alfredo Vannacci, Centro per la Medicina Integrativa, Università degli Studi di Firenze; Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA, consiglio direttivo e commisione ricerca) e del dott. Carlo Maria Giovanardi, Presidente Associazione Medici Agopuntori Bolognesi, presidente Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (FISA)

Con il termine infertilità si definisce l’incapacità di una coppia a intraprendere e portare a termine una gravidanza dopo un certo periodo di rapporti sessuali non protetti. Il limite temporale di riferimento è di almeno un anno, ma è un indice relativo che dipende molto dall’età della coppia e in particolare da quella della donna.

Mentre la fertilità maschile pur calando tende a conservarsi con il passare degli anni, nella donna dopo i 30 anni inizia a diminuire, con un primo netto calo dopo i 35 anni e un calo drastico dopo i 40 anni.

Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stimano che l’infertilità interessa circa 80 milioni di persone nel mondo e che almeno il 10% delle coppie soffre di infertilità, per arrivare al 20% delle coppie nei paesi industrializzati.

In Italia le stime parlano di circa il 15% di coppie infertili. Ogni anno 50.000-60.000 nuove coppie si aggiungono al già cospicuo numero di coppie infertili già esistenti e tutti i ricercatori sono concordi nell’affermare che il fenomeno è in netto aumento in particolare nei paesi più industrializzati.

E’ corretto parlare di infertilità di coppia in quanto, contrariamente a modelli culturali discriminativi del passato che attribuivano alla sola donna l’incapacità di procreare, la responsabilità è da ricondurre sia a cause maschili (35%) e sia a cause femminili (55%) mentre nel 10% le cause sono miste o ignote.

 

Cause dell’infertilità

infertilitàTra le cause maschili di infertilità le principali sono le alterazioni spermatiche sia in termini quantitativi (oligozoospermia), riduzione del numero di spermatozoi, che in termini qualitativi (astenozoospermia), riduzione della motilità degli spermatozooi.

Le cause più importanti di infertilità femminile sono rappresentate dalle disfunzioni ormonali della follicogenesi e dell’ovulazione, da affezioni a carico delle tube (anatomiche e funzionali), da malformazioni uterine, da endometriosi e infezioni pelviche, tra queste è da segnalare l’infezione da clamidia, una delle più pericolose per la fertilità, che nella maggior parte dei casi è  asintomatica.

A tutte queste cause si sommano cause ambientali come l’esposizioni a radiazioni e a inquinanti ambientali (piombo, manganese, benzene, diserbanti come l’atrazina e pesticidi) che hanno un effetto particolarmente negativo sulla spermatogenesi; l’utilizzo di farmaci, quali alcuni tipi di antiipertensivi e antibiotici e gli steroidi anabolizzanti; l’uso di droghe come la marijuana e l’eroina, l’alcool e il fumo.

Ma ciò che sta incidendo fortemente sulla fertilità, in particolare femminile, sono i nuovi modelli socio culturali che hanno innalzato la ricerca di una maternità a un’età avanzata dal punto di vista riproduttivo, cioè dopo i 35 anni quando le possibilità di concepire sono diminuite.

L’infertilità produce grossi effetti negativi sulla sfera emotiva della coppia. Scoprire di avere un problema riproduttivo è spesso un’esperienza drammatica che incide fortemente nella relazione tra i due partners e al di fuori della coppia. Compaiono senso di inadeguatezza, senso di colpa, vergogna che portano la coppia ad avere difficoltà a comunicare agli altri, amici e famigliari, il proprio problema, e che spesso sfociano in senso di solitudine. La qualità della relazione sessuale scade e porta ad una diminuzione dell’eccitazione e con l’avvicinarsi dell’ovulazione, cresce l’ansia del sesso a comando.

Dal 1978, anno in cui nacque Louise Brown, primo essere umano concepito con l’aiuto della procreazione assistita, tecniche quali la FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) e l’ICSI (Intracytoplasmic Sperm Injection) si sono sempre più sviluppate, perfezionate e diffuse nel mondo e in Italia. Si stima che ormai in Italia il 2% delle nascite avvenga grazie a queste metodiche.

Ma nonostante il progresso scientifico e tecnologico le percentuali di successo di questi interventi rimangono molto basse e spesso occorrono diversi cicli di FIVET/ICSI per realizzare il sogno di una gravidanza a termine. La percentuale di gravidanze sul totale dei cicli varia infatti da un 11% in caso di donne con età vicino ai 40 anni, a un 26% in donne sotto i 30 anni.

 

Agopuntura e fertilità

Da secoli l’Agopuntura e la Medicina Tradizionale Cinese offrono il loro contributo nell’ottimizzare i meccanismi che stanno alla base della fertilità sia maschile sia femminile, come dimostrano numerosi studi pubblicati negli ultimi anni. Sono stati ad esempio effettuati diversi studi relativamente al trattamento con agopuntura della infertilità maschile con risultati a volte addirittura sorprendenti sul numero e sulla qualità degli spermatozoi (Siterman et al., 2000, Pei et al., 2005), ma ad oggi i risutati più interessanti derivano dalle ricerche sulle tecniche di fecondazione assistita. Recentemente una rivalutazione critica degli studi condotti con agopuntura per aumentare il successo della fecondazione in vitro è stata pubblicata sul British Medical Journal sotto forma di metanalisi. Dall’analisi di lavori condotti su 1366 donne sono emersi risultati significativi e clinicamete rilevanti per l’agopuntura in tutti gli endpoint studiati. In particolare l’utilizzo di agopuntura in associazione alle tecniche di fecondazione assistita si è dimostrata in grado di aumentare significativamente:

  • l’instaurarsi di una gravidanza,
  • la progressione della gravidanza,
  • la nascita di bambini vivi.

Gli autori concludono che globalmente la complementazione del trasferimento degli embrioni con l’agopuntura migliora significativamente l’outcome della fecondazione in vitro con un odds ratio di 1,6 e con un number needed to treat di 10 (Manheimer et al., 2008). In termini pratici ciò significa che chi si sottopone ad una serie di sedute di agopuntura durante il processo di fecondazione assistita (ed in particolare con una o più sedute nella immediata vicinanza dell’embryo transfer) ha una probabilità il 60% superiore di portare a termine una gravidanza con successo rispetto a chi non lo fa; inoltre il number needed to treat di 10 (un parametro assolutamente lusinghiero per qualsiasi trattamento medico in questo settore) indica che è possibile stimare che ogni 10 donne trattate con agopuntura in associazione alla FIVET, si verifica una nascita che non si sarebbe verificata senza l’agopuntura.

 

Infertilità: quando può aiutare l’agopuntura?

In definitiva vi sono una serie di condizioni correlate all’infertilità, per le quali l’agopuntura può essere utile, tra cui:

  • Aumento significativo delle percentuali di successo della fecondazione assistita
  • Aumento del flusso sanguigno uterino con effetto trofico positivo sull’endometrio
  • Diminuzione dell’ansia e dello stress
  • Miglioramento dei disturbi dell’ovulazione in donne affette da sindrome dell’ovaio policistico
  • Miglioramento della quantità e della qualità degli spermatozoi in uomini affetti da infertilità
  • Regolazione dell’asse ormonale ipotalamo-ipofisi-gonadi (azione sulle gonadotropine) con regolazione dell’ovulazione

Bibliografia

  1. Manheimer E, Zhang G, Udoff L, Haramati A, Langenberg P, Berman B M, Bouter L M. Effects of acupuncture on rates of pregnancy and live birth among women undergoing in vitro fertilisation: systematic review and meta-analysis. BMJ 2008; (336): 545-549.
  2. Ng EH, So WS, Gao J, Wong YY, Ho PC. “The role of acupuncture in the management of subfertility.” Fertility and Sterility. July 2008; 90(1):1-13.
  3. Pei J, Strehler E, Noss U, Abt M, Piomboni P, Baccetti B, Sterzik K. Quantitative evaluation of spermatozoa ultrastructure after acupuncture treatment for idiopathic male infertility. Fertil Steril 2005; (84): 141-147.
  4. Siterman S, Eltes F, Wolfson V, Lederman H, Bartoov B. Does acupuncture treatment affect sperm density in males with very low sperm count? A pilot study. Andrologia 2000; (32): 31-39.

  2 Responses to “Infertilità e agopuntura”

  1. C’è un comunicato stampa del direttore della British Fertility Society (10-3.2010) per cui “there currently is no evidence that acupuncture or Chinese herbal medicine, when used in conjunction with assisted fertility treatment, have any beneficial effect on life birth rate, pregnancy rate or miscarriage rate” che, a mia opinione, sarebbe stato corretto menzionare.
    MP

  2. Non direi che un comunicato stampa possa essere considerato letteratura scientifica. D’altra parte anche l’articolo del blog non intendeva essere una review esaustiva dell’argomento, ma solo una presentazione a scopo divulgativo. Da quando è stato scritto questo post (che fa fondamentalmente riferimento al lavoro del BMJ del 2008, ancora oggi la più importante metanalisi in materia) e da quando è uscito il comunicato che lei cita, sono stati pubblicati diversi altri studi, anche di tipo metodologico, che discuteremo in un prossimo aggiornamento. Tra parentesi, a contraddire il citato comunicato relativamente all’utilità della fitoterapia tradizionale cinese, è recentemente uscita una metanalisi nella quale si dimostra che le donne con infertilità di varie origini che si sottopongono a trattamenti con fitoterapia tradizionale cinese hanno una probabilità di successo di una gravidanza da 2 a 3 volte superiore rispetto al trattamento con farmaci convenzionali o, in alcuni casi, addirittura rispetto alla fecondazione assistita. A breve lo commenteremo con maggiori dettagli. Il link all’articolo è questo: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22036524

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