La nascita della placenta
TERZO STADIO o SECONDAMENTO
Questa fase prevede il distacco della placenta dalla parete uterina e la sua espulsione insieme alle membrane del sacco amniotico.
COSA ACCADE?
La placenta, ovvero quell’organo meraviglioso che per 9 mesi ha protetto e nutrito il feto, è costituita da due parti, quella materna che sta attaccata alla parete dell’utero e quella fetale dove si inserisce il cordone o funicolo ombelicale che porta direttamente nutrimento al feto tramite dei vasi sanguigni.
La placenta prima di essere espulsa deve staccarsi dall’utero e questo avviene grazie ad alcune contrazioni uterine che riprendono dopo la nascita del bambino, ma che sono completamente diverse, per intensità e frequenza, da quelle sperimentate durante il travaglio, sono infatti più simili a dei dolori mestruali.
Se si attende i tempi necessari perchè la placenta si stacchi spesso è proprio la donna che avverte questa contrazioni e la placenta passa così dalla cavità uterina in vagina fino ad essere espulsa dalla donna.
Il tempo massimo di attesa per l’espulsione della placenta è di 1 ora, dopo gli operatori devono intervenire per facilitarne l’uscita.
Una volta completato il secondamento l’ostetrica valuterà se ci sono state delle lacerazioni a livello della vagina o del perineo e procederà alla sutura. La sutura potrà essere effettuata dall’ostetrica o dal medico a seconda del tipo di lacerazioni e, qualora la nascita avvenga in ospedale, a seconda dei protocolli ospedalieri.
COSA FARE?
In questa fase la donna può scegliere la pozione che preferisce può stare distesa a letto accovacciata, in piedi …sicuramente le posizioni che facilitano la fuoriuscita della placenta sono proprio quelle verticali ( in piedi, accovacciata o in ginocchio) poiché la forza di gravità coadiuva
Taglio del cordone
Il taglio del cordone o funicolo ombelicale non provoca alcun dolore nè alla donna nè al bambino.
Il momento in cui avviene il taglio del cordone varia tantissimo a seconda del luogo in cui la donna partorisce. Se alla nascita il bambino non sta bene è necessario recidere immediatamente il cordone per poter attuare le prime manovre di assistenza. Se il neonato invece sta bene e la donna ha partorito a casa avrà quindi deciso già prima del travaglio come comportarsi rispetto al taglio del cordone: può attendere che smetta di pulsare e poi tagliarlo lei, o il padre o l’ostetrica oppure attendere l’espulsione della placenta e tagliarlo successivamente oppure non tagliarlo finchè non si stacca spontaneamente nel giro di 7 /10 gironi , il lotus birth.
Qualora la donna partorisca in ospedale il momento del taglio dipende molto dai protocolli ospedalieri, spesso viene reciso immediatamente, a volte gli operatori aspettano che smetta di pulsare e in alcuni centri ospedalieri viene anche effettuato il lotus birth .
Riferimenti bibliografici:
• D&D n° 59, Il tempo dei prodromi, SEAO
• D&D n° 60, Il bambino nel parto, SEAO
• La disciplina ostetrica, M.Guana, R. Cappadona, A.M. Di Paolo, M.G. Pellegrini, M.D. Piga, M. Vicario, McGraw-Hill
• L’ostetrica e l’arte del sostegno, Andrea Robertson, McGraw-Hill
• Manuale del parto in acqua, Janet Balaskas e Yehudi Gordon, edizione RED
• La gioia del parto, Ina May Gaskin, Bonomi editore
• Come organizzare un corso di preparazione al parto, Piera Maghella, edizioni RED
• Ginecologia e Ostetricia, Pescetto Giuseppe, De Cecco Luigi, Pecorari Domenico, SEU editore
• Manuale di sala parto Alberto Valle, Salvatore Bottino, Virginio Meregalli, Alberto Zanini, Edi ermes editore
• Pro-muovere il parto. La postura come procedura nel travaglio e nel parto, Anita Regalia, Carocci editore