Cinema e letteratura: non è sempre la “solita” storia!

“Personalmente, preferisco il libro” Hitchcock

Il cinema utilizza uno specifico ed affascinante linguaggio narrativo e numerosi sono gli studi che analizzano la relazione e le differenze tra il linguaggio del cinema e il linguaggio della letteratura. Secondo Metz cinema e letteratura hanno in comune i significati, (sostanza, forma e contenuto), ma differiscono per il significante (la forma di espressione). Pur cambiando il modo d

i esprimere il racconto, alla base dei due linguaggi rimane la narrazione: Chatman e Jost, con la narratologia comparata, hanno messo in rilievo gli aspetti comuni tra i due tipi di linguaggio: l’analisi dei personaggi, i rapporti cronologici e causali delle varie sequenze, la presenza/punto di vista del narratore.

Un film può dunque essere non solo “visto” ma anche “letto”, come un libro.

Un film si può dunque leggere su diversi livelli:

1) un primo livello, quello richiesto allo spettatore: una lettura che permetta di comprendere correttamente il significato dato dalla successione e combinazione di immagini e suoni;

2) un livello più specifico e approfondito: il riconoscimento degli elementi costitutivi del linguaggio filmico (elementi visivi, verbali e musicali) e degli effetti della loro combinazione, lettura che richiede un apposito metalinguaggio per esprimere i procedimenti attraverso cui si realizza la strategia comunicativa del film;

3) la somma dei due: l’incontro tra gli elementi costitutivi del linguaggio filmico (punto 2) e un universo narrativo coerente e riconoscibile;

4) infine, la lettura di tutti quegli elementi non strettamente necessari alla descrizione della storia, che tuttavia concorrono a significati simbolici e secondi. Quest’ultimo aspetto ha una grande importanza quando si utilizza il cinema a fini terapeutici.

Quale che sia il linguaggio scelto, quello del libro o quello del cinema, il comun denominatore resta dunque l’arte del racconto, che si esprime attingendo dai diversi linguaggi, attivando nel lettore specifiche competenze cognitive ed emotive. Il potere evocativo del cinema in particolare rende immediata e spesso catartica la possibilità di guardare il mondo “a distanza”, sullo schermo e di attivare/ riattivare, sentire/codificare nell’immediatezza della visione, specifici angoli del proprio mondo interno.

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Medico Psichiatra e Psicoterapeuta. Perfezionata in Affective Neuroscience, Disturbi Alimentari dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psicologia Clinica Perinatale e Linguaggi Narrativi e Letteratura per l’Infanzia e l’Adolescenza.