Leggere per immagini nella prima infanzia

La lettura per immagini ha un ruolo pedagogico e formativo molto importante, soprattutto (ma non solo) nella prima infanzia: proporre un racconto per immagini dovrebbe dunque seguire dieci passi “sicuri”, che affronteremo brevemente qui di seguito.

Una premessa: la proposta di lettura, e di lettura per immagini in particolar modo è sempre carica dei “significanti” e dei significati propri del proponente e del bambino: ogni bambino risponde a questa proposta in modo personale e delle peculiarità dei singoli bambini è necessario tenere conto, in modo da interessare il più possibile ognuno di loro ed attivare in ciascuno quelle attività cognitive che si sviluppano attraverso la lettura e la narrazione.

La scelta del libro è dunque importante, come sono importanti i “modi” di presentazione e l’approccio alla narrazione dei proponenti.

Il libro “sufficientemente buono”, per parafrasare Winnicot risponderà ad alcuni requisiti:

  1. avrà figure chiare e riconoscibili, che attingono al mondo conosciuto dal bambino e possono gratificare la sua abilità nel ri-conoscere le figure presenti nel libro;
  2. il libro giusto non potrà ridursi ad un mero  elenco di cose già note. Questi libri, commercialmente diffusi in tirature molto ampie, solitamente nulla aggiungono a quanto già a disposizione del bambino. Andrebbero evitati, o quantomeno integrati con altre proposte ed alternati tra loro;
  3. sarà avvincente grazie all’uso sapiente del colore;
  4. allo svolgersi della storia che nasce dall’avvicendarsi delle immagini pagina dopo pagina;
  5. alla disposizione delle figure nella pagina;
  6. al materiale usato per fabbricarlo;
  7. al modo di proporlo: libro stampato o proiezione sul muro, ad esempio.

Questi sette elementi  favoriranno nel bambino la costruzione di immaginari personali e la personale traccia di una “storia” che poi il bambino riuscirà a ricostruire, a suo modo, mettendo in evidenza gli aspetti prediletti.

  1. il libro sarà oggetto di corsi e ricorsi: il bambino potrà recuperarlo e riguardarlo e riflettere sul libro ancora e ancora, alla ricerca del vecchio (la gratificazione di cui sopra) e del nuovo (i nuovi particolari, le chiavi di lettura possibili), ampliando le sue competenze metacognitive e imparando che intorno ad una storia letta in gruppo fioriscono decine di contributi diversi e ricchi;
  2. il libro sarà strumento per permettere a tutti i bambini, anche a quelli in condizioni socio economiche svantaggiate, di sviluppare al meglio le competenze cognitive (per le quali, ad esempio, è necessario che ci sia congruenza tra illustrazioni e testo, e che le illustrazioni siano chiare e fruibili);
  3. i piccoli lettori attraverso le illustrazioni potranno più facilmente comprendere e memorizzare la storia e poi ricostruirla autonomamente, utilizzando le immagini a disposizione, anche al di sotto dei cinque anni.
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Claudia Ravaldi

Medico Psichiatra e Psicoterapeuta. Perfezionata in Affective Neuroscience, Disturbi Alimentari dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psicologia Clinica Perinatale e Linguaggi Narrativi e Letteratura per l’Infanzia e l’Adolescenza.

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