Perchè è preferibile allattare al seno

a cura di Dianora Torrini

Ormai è stato ampiamente dimostrato che il latte materno è il migliore alimento per il bambino nei suoi primi sei mesi di vita, è un alimento unico e non riproducibile.

Vi sono delle situazioni che impediscono ai bambini di nutrirsi con il latte delle mamma o situazioni nelle quali le mamme non possono allattare, in questi casi, piuttosto rari, è chiaramente necessario alimentare i neonati con il latte artificiale dal quale traggono maggiori benefici.

Tranne in queste particolari situazioni,che affronteremo in un prossimo articolo, i benefici del latte materno sono nettamente superiori, in termini sia di salute materna, sia del bambino, sia della società che a livello ambientale.

Per quanto riguarda la salute del bambino, l’utilizzo di latte artificiale aumenta, sia nei paesi in via di sviluppo che nei paesi “evoluti”, l’incidenza di alcune malattie infettive, tra le quali la meningite batterica, batteriema, diarrea, infezioni delle vie respiratorie, enterocolite necrotizzante che colpisce soprattutto i neonati prematuri, otite media, infezioni delle vie urinarie.

L’otite media è stata identificata come una delle cause più frequenti di richiesta di visite mediche; da uno studio USA risulta che i bambini non allattati al seno nel loro 1°anno di vita mostravano una ricorrenza doppia di otite rispetto ai bambini allattati in modo esclusivo per i primi 4 mesi.

Inoltre si ha un aumentato rischio di asma e allergie probabilmente legato al contenuto dei latti artificiali che nonostante cerchi di assomigliare al latte materno contiene pur sempre sostanze esogene per cui estranee al bambino.

Il latte materno agevola lo sviluppo neurologico perché contiene importanti sostanze come la taurina e gli acidi grassi poliinsaturi a lunga catena che servono per sviluppo del cervello e dell’apparato visivo del neonato. Alcuni latti artificiali contengono i precursori di questi acidi grassi mentre ultimamente vengono pubblicizzati nuovi latti che contengono direttamente questi acidi gassi polinsaturi ma che in realtà derivano da microalghe fermentate, e funghi oppure estratte dal fegato di merluzzo. A parte il costo maggiorato di questi latti le ricerche non hanno messo in evidenza nessun beneficio per i bambini, inoltre la provenienza vegetale e animale di questi grassi potrebbe esporre il neonato a sostanze estranee e potenzialmente allergizzanti.

L’allattamento al seno offre protezione anche a lungo temine infatti sembra che l’utilizzo di latte artificiale non riduca l’incidenza del diabete mellito di tipo 1 e 2, sovrappeso e obesità probabilmente perchè con l’allattamento al seno il bambino può autoregolarsi nell’alimentazione in base alle proprie esigenze.

L’allattamento al seno protegge la mamma sia subito dopo il parto che nella sua vita futura.

Nel post-partum l’allattamento precoce, entro la prima ora, riduce l’incidenza di emorragia post-partum grazie ad un’ulteriore produzione di ossitocina, per stimolazione attraverso la suzione che permette all’utero di contrarsi e quindi di ridurre la perdita ematica.

Inoltre, al neonato posizionato sulla pancia della mamma si attiva un “riflesso di stepping”, ovvero con i piedi inizia a spingere sull’addome della mamma per avvicinarsi al seno in questo modo esercita una pressione che può servire ad espellere la placenta e a ridurre la perdita ematica uterina.”( Iniziare l’allattamento al seno con il breast crawl, UNICEF 2007).

La riduzione della perdita ematica riduce l’anemia materna ovvero una carenza di ferro nel sangue.

Allattare a richiesta e in modo esclusivo favorisce l’involuzione uterina ovvero il ritorno dell’utero alle dimensioni pre-gravidiche, che generalmente avviene nell’arco di circa 6 settimane.

La stimolazione del seno oltre ad attivare il rilascio di ossitocina attiva anche la produzione della prolattina, la quale inibisce gli ormoni che attivano la produzione ovarica e quindi l’ovulazione.

In questo modo i livelli di prolattina garantiscono un ritardo nella comparsa del ciclo mestruale e di conseguenza aumenta il tempo che intercorre tra le gravidanze. Il metodo dell’amenorrea lattazionale, LAM, è efficace nel 98% dei casi se il bambino non ha ancora compiuto 6 mesi di vita, se assume solo e soltanto latte materno, se la distanza tra le poppate di giorno è inferiore a 4 ore e durante la notte non più di 6 ore, quindi durante la notte ci deve essere almeno una poppata.

Chiaramente questi effetti protettivi non si hanno se si utilizza latte artificiale o se si riduce il numero delle poppata perchè il seno non più stimolato o stimolato in misura ridotta non garantisce adeguati livelli di prolattina.

L’utilizzo del latte artificiale quando non vi siano delle reali esigenze del bambino e/o della madre si ripercuote anche sullo stato di salute materno a lungo termine, infatti le donne che non allattano al seno hanno un rischio maggiore rispetto a quelle che allattano di sviluppare il cancro al seno, inoltre tale rischio diminuisce con l’aumento della durata dell’allattamento. Risulta aumentato il rischio di contrarre il cancro all’ovaio, e un probabile aumento del rischio di fratture dell’anca e di osteoporosi nel periodo successivo alla menopausa. L’allattamento è responsabile della sottrazione di calcio dalle ossa materne ma durante il periodo dello svezzamento il calcio si deposita nuovamente nello scheletro della donna in una forma più stabile, riducendo il rischio di fratture dell’anca e di osteoporosi in menopausa nelle donne che hanno allattato.

I vantaggi dell’allattamento non riguardano soltanto il bambino o la madre ma si ripercuotono anche sul padre, sulla famiglia e sulla società

Per capire questo è necessario aver presente che il latte artificiale ha bisogno di strutture aziendali che lo rendano adatto ai neonati, necessita di acqua ed energia per la preparazione; l’intero processo produce scorie che devono essere smaltite. Una volta prodotto, il latte artificiale, deve essere confezionato e spedito nei vari punti di distribuzione e questo comporta ulteriori costi per il trasporto e un aumentato inquinamento ambientale. Inoltre, non è gratuito perché deve essere acquistato, poi preparato. Servirà quindi acqua, biberon e sterilizzatori e anche in questo caso si ha un consumo di energia e un aumento di rifiuti da smaltire.

Possiamo infine sottolineare nuovamente l’importanza dell’allattamento al seno poichè protegge il bambino da numerose patologie e possiamo immaginare che se tutti i bambini, salvo rare eccezioni (vedi paragrafo Per chi non può allattare al seno, si al latte artificiale), fossero allattati al seno, si ammalerebbero di meno riducendo le richieste di visite mediche e medicine, ridurrebbero quindi la spesa sanitaria e le assenze dei genitori dal lavoro con il risultato di avere dei genitori più tranquilli che potrebbero dedicare serenamente il loro tempo anche a ciò che vogliono.

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